Sono semplici indizi che messi insieme non fanno una prova, anche se qualche dubbio lo fanno venire. Immaginiamo che la graduatoria dei non idonei, che diventano idonei in virtù del favor partecipationis uscito dal cilindro dei prestigiatori della commissione esaminatrice, si collochi lungo l’asse Melilli (il comune che ha indetto il concorso per 10 o forse 20 vigili urbani) Francofonte: qualche indizio viene a galla. Ad esempio, il presidente del seggio concorsuale è il comandante dei vigili urbani del Comune di Francofonte; il sindaco di Francofonte è un architetto dirigente del settore Lavori pubblici del Comune di Melilli; i primi venti idonei sono stati assunti dal Comune di Melilli, ma i successivi 6, di cui 4 non idonei per non aver superato la prova orale, sono stati chiamati a tamburo battente per scorrimento della graduatoria dal Comune di Francofonte. Sono indizi casuali, che incuriosiscono, ma non tali da legittimare sospetti. Potremmo dire che ne parliamo per puro divertissement, per placare il nostro sconcerto causato dalla gestione di un concorso pubblico che, come ha documentato la direttrice de La Civetta, ha violato perfino le regole contenute nello stesso bando di gara e in particolare l’articolo 7, il quale prevede che l’idoneità si ottiene solo se i candidati superano la prova scritta e quella orale. Siamo in presenza di un’amministrazione pubblica che si dà le regole del gioco e invece di rispettarle le viola con nonchalance per moltiplicare arbitrariamente il numero dei candidati idonei “per favorire il favor partecipationis“.
Ho fatto per tanti anni l’amministratore pubblico e ho presieduto diverse commissioni di concorso, ritengo perciò di conoscere le regole fondamentali della materia, ma di fronte al concorso di Melilli inorridisco, a meno che il diritto amministrativo dei nostri giorni non abbia introdotto, a mia insaputa, un principio, il favor partecipationis, dotato di poteri taumaturgici tali da sovvertire le regole vigenti ai miei tempi, quando la graduatoria dei vincitori di concorso e degli idonei veniva formata in base al punteggio (che non poteva essere inferiore al minimo stabilito dal bando di gara) riportato dai candidati. Ma se mi attengo al bando di Melilli, mi par di capire che questi principi siano tuttora vigenti, e pertanto chi vi si doveva attenere, anziché il merito e l’obiettività della valutazione, ha usato il pass partout del favor partecipationis per moltiplicare il numero degli idonei benché non idonei.
Possibile che nessun consigliere comunale reagisca? Che nessun parlamentare intervenga? Che nessun altro giornale oltre La Civetta ne parli?
Crediamo sia doveroso verificare, trattandosi di un concorso pubblico, se è stata manipolata la graduatoria per far diventare idonei candidati che non avendo superato la prova orale idonei non sono.

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