Come se tutto fosse perfettamente regolare, il concorso per alcune assunzioni nella Polizia Municipale indetto dal Comune di Melilli continua a generare incredibili effetti. Si finge di non sapere che la graduatoria approvata dalla Commissione concorsuale con ‘verbale’ n.20 del 22 novembre 2024 è illegittima perché comprende anche i candidati che non hanno superato la prova orale, fatto ovviamente illogico e anche, dovesse servire!, espressamente vietato da quanto scritto nello stesso bando di concorso all’art.7: “È escluso dalla graduatoria il candidato che non conseguirà l’idoneità (21/30) in entrambe le prove concorsuali”.
E nonostante questo dettato così chiaro, lapalissiano, scontato, un informale, non datato, avviso pubblico successivo, a firma del Presidente della Commissione prof. avv. Daniel Amato (che a Francofonte ricopre la carica di Comandante del Corpo di Polizia Locale) e del Rup, dirigente dell’area strategica, dottoressa Enza Marchica, con impudente nonchalance, dichiara che “il seggio concorsuale ha ritenuto tutti i partecipanti alla prova orale, al di là del voto di tale prova, idonei allo scopo di tutelare il “favor partecipantionis” e rimettersi (!) ad uno scrutinio algebrico di valutazione della complessiva performance dei candidati” e modifica così, sempre con grande leggerezza, quanto riportato nella ‘graduatoria approvata’ che quanto meno, pur non essendo per nulla giustificabile, si limita a parlare di scrutinati.
Una graduatoria, per quanto ci risulta, ancora non formalmente pubblicata, né all’albo pretorio del Comune né nel portale InPA.
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Eppure da questa graduatoria sono stati presi non i 10 nomi dei nuovi assunti a Melilli ma 20 senza che ci sia, per quanto abbiamo potuto rilevare, una determina ad hoc. La n.14 del 25 novembre scorso – “Presa d’atto dei lavori della Commissione Concorsuale e Approvazione della graduatoria concorsuale per l’assunzione di n. 10 Istruttori di Vigilanza part-time a 18 ore settimanali e a tempo indeterminato” – neanche en passant fa riferimento ai 20 assunti. Ma se vogliamo salvare qualcosa di questa procedura crediamo inedita, forse un unicum nel nostro panorama amministrativo nazionale (che comunque certo non farà scuola, a meno di non segnare la via per sopprimere i concorsi di accesso alla Pubblica amministrazione per passare direttamente alla chiamata diretta e, in tal modo, risparmiare tempo e denaro), dobbiamo guardare a quanto accade a Francofonte. Perché, se i 20 di Melilli hanno, almeno, superato la prova orale, dei 6 assunti a Francofonte, attingendo dalla graduatoria di Melilli (fatta di idonei e non idonei, e le parole hanno un senso!), ben 4 non hanno raggiunto la sufficienza. Tra di loro, il voto più basso 18/21 è quello della sesta assunta che godendo, a quanto risulterebbe, della riserva prevista per le Forze armate, è stata ‘prelevata’ dal 70mo posto, superando così anche chi aveva superato la seconda prova ma, ahimè!, dato il valore dei titoli aveva “uno scrutinio algebrico di valutazione della complessiva performance” sfavorevole. Singolare inoltre che lo scorrimento della graduatoria non sia partito dall’undicesima posizione (come avrebbe dovuto essere data la delibera n.14 del 25 novembre che conferma l’innovativa graduatoria), bensì dalla ventunesima, evidentemente prendendo atto, per vie informali, della notizia pubblicata sul sito del Comune di Melilli relativa a 20 assunzioni, e non a 10.
Proprio come a Melilli per l’eguale concorso, anche a Francofonte molto recentemente, il 3 dicembre scorso con la determinazione n.177, è stata annullata in autotutela la procedura di selezione pubblica, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato e part time (18 ore settimanali) di 12 agenti di polizia locale, deliberata nel dicembre 2021. Un iter fermato da una sentenza del TAR Catania del luglio 2023 relativa alla riserva di posti per il personale interno su cui non ci soffermiamo se non per evidenziare che in questa determinazione si ricorda la necessità di rispettare quanto espresso dall’ultimo comma dell’art. 97 Cost., secondo cui “agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge; canone che, a sua volta, costituisce proiezione del principio di eguaglianza, il quale esige che tutti, secondo capacità e merito, valutati per il tramite di una procedura di concorso, possano accedere all’impiego pubblico“.
Un’affermazione che ci sentiamo di condividere in pieno mentre ci asteniamo dal commentare i fatti raccontati aspettando che in questa nostra sgangherata terra ci sia ancora qualcuno che voglia e si decida a ripristinare la legalità nel rispetto di chi vede calpestati i propri diritti dopo sacrifici che forse a molti sfuggono.
P.S. la determina dirigenziale relativa all’assunzione di 20, e non 10, istruttori di vigilanza è la n.98 del 02-12-2024 ma per lo più si continua a fare riferimento all’oggetto del concorso, quindi all’assunzione di 10 istruttori

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