Progetto Sbarcadero, “ATTI CONCRETI CONFERMINO LA DISPONIBILITA’ MANIFESTATA DAL SINDACO AI CONSIGLIERI PD (Enrico Piazza, portavoce del Comitato)
Dopo l’estate, in vista della temuta riqualificazione dello sbarcadero Santa Lucia – quale area funzionale esclusivamente a bar e chioschi gestiti da privati e frequentati solo da chi ha soldi da spendere – una ottantina dei circa 300 fruitori del solarium che lì viene installato ogni anno si sono riuniti in un Comitato per cercare di capire cosa prevedesse un progetto di cui poco si sapeva e che certamente non aveva tenuto in debito conto le loro esigenze.
Molte le proposte e le più che accese proteste nei diversi incontri organizzati (a cui hanno partecipato anche esponenti politici di diversa area) quando è stato chiaro che l’area del Porto Lachio da mega parcheggio sarebbe stata trasformata in una piazza esclusivamente pedonale impedendo così il libero e comodo accesso al solarium garantito da anni.
“Tutti noi abbiamo la forte preoccupazione che ancora una volta verrà cancellato un nostro diritto nostro come di tutti: quello di poter continuare a frequentare in estate un luogo che per noi significa benessere e socialità, l’unica possibilità per anziani e disabili, per chiunque non abbia i mezzi (di trasporto come economici) per raggiungere località marine più lontane, non solo semplicemente di fruire del mare ma soprattutto, in particolare per alcuni di noi, di uscire dalla propria solitudine e trovare degli amici, una delle poche occasioni per ritrovarsi in una comunità accogliente e inclusiva come quella che nel tempo si è andata formando – ha spiegato il portavoce del Comitato Enrico Piazza -. Già nel 2008 la comunità siracusana è stata privata della spiaggetta di Riviera Dionisio il Grande, ‘concessa’ a un privato che non ha mai rispettato neanche l’ampia e consolidata normativa che garantisce a ogni cittadino il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione anche ai fini di balneazione, così come il libero transito o la sosta sulla battigia almeno per una profondità di 5 metri lungo la linea del mare. L’Amministrazione ha mostrato disponibilità ma abbiamo bisogno di essere rassicurati da atti concreti”.
A favorire un incontro di chiarimento, e per presentare le proprie richieste, con l’assessore Francesco Pantano e successivamente anche con il progettista si sono attivati i consiglieri del Partito Democratico che già avevano risposto alle mille domande del Comitato in una, a volte difficile, azione di ricerca delle strade realmente percorribili senza indulgere in promesse vane e demagogiche.
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Certamente da condividere le principali richieste del Comitato:
- l’installazione ogni anno del solarium pubblico e gratuito (com’è sempre stato) all’inizio del molo con accesso al mare e rampa per disabili (obiettivo mai raggiunto in ben 5 anni) con specifici camminamenti e, per l’estate 2025, nel caso il cantiere fosse ancora aperto, misure tali da consentire comunque la fruibilità del solarium;
- un servizio navetta dai parcheggi scambiatori della città (Von Platen, Mazzanti, Bosco Minniti e altri) fino al solarium ben organizzato per numero di piccoli bus elettrici, orari di partenza e arrivo più frequenti (ogni 15 mn massimo) nei mesi estivi, gratuito e/o agevolato per anziani e fasce fragili tra cui famiglie non benestanti;
- l’accesso veicolare, ora previsto “solo a servizio esclusivo della diportistica, manutenzione, pulizia ed esercenti”, consentito non solo alle navette ma anche ai disabili o a chi abbia temporanei problemi di mobilità grazie a specifici pass;
- al confine con la concessione Musciarà (o dove ritenuto più opportuno) di 5/10 stalli per il parcheggio con pass delle auto dei disabili.
“Quella piazza, riqualificata, dovrà mantenere la sua vocazione di bene pubblico, di luogo frequentato liberamente dai cittadini e non occasione per innumerevoli concessioni di spazi demaniali dove mettere chioschi e altro del genere come in realtà è sembrato che si volesse fare – è il commento dei consiglieri del Partito Democratico -. Il sindaco ci ha invitato a un incontro alla presenza del progettista per vedere insieme le possibili varianti al progetto che rispondano alle esigenze espresse dal Comitato. Ha rassicurato sulla sua volontà di garantire i loro diritti, in particolare ‘il diritto al mare’. Da un punto di vista progettuale, l’architetto Minioto ha indicato dove si realizzerà la strada per consentire alle navette di arrivare fino al solarium. Saranno aumentate le aree a verde per tutelarne la fruizione pubblica. Si procederà all’esproprio della particella privata per realizzare (ma purtroppo non in questa fase progettuale e d’altra parte le pratiche d’esproprio non possono essere immediate) una rampa d’accesso (anche con scale) da via Riviera Dionisio il Grande. Poi, per quanto riguarda la questione della mobilità, sarà cura dell’Amministrazione garantire un puntuale servizio navetta dai parcheggi scambiatori, siti in diverse zone della città, a costo agevolato. Un servizio utile non solo naturalmente per i fruitori del solarium ma per chiunque voglia frequentarlo così che non resti un luogo vuoto ma pienamente vivibile da tutti”. Noi ci impegniamo a vigilare perché questo si faccia davvero e affinchè i parcheggi siano dotati dei servizi indispensabili: panchine pensiline tabella orari servizi igienici. Così come saremo parte attiva nel promuovere e programmare azioni a supporto di una mobilità davvero efficace, in grado anche di risolvere in maniera soddisfacente l’eliminazione di quel parcheggio utilizzato in ogni ora del giorno da chi lavora come da chi deve raggiungere Ortigia. Occorre evitare che si rompa completamente il legame tra il centro storico e i siracusani”.
“Qualsiasi opera di ammodernamento e rifunzionalizzazione non dovrebbe essere praticabile se non si sia prima tenuto conto delle esigenze delle persone, titolari di diritti inalienabili – ha concluso Sara Zappulla -. La rigenerazione urbana non riguarda mai solo il luogo in sé ma soprattutto il rapporto tra il nuovo e i suoi fruitori, attuali e futuri. Solo nella conciliazione di questi due aspetti si può tradurre una vera riqualificazione. Non c’è dubbio che nella stesura del progetto si sarebbe dovuto partire da un’analisi dei bisogni dei cittadini che oggettivamente non c’è stata e la proposta di varianti è ormai l’unica strada percorribile.
Rimane il dato che un vulnus di questa città sia il trasporto pubblico che riprogrammato in maniera efficace potrebbe senz’altro dare vita e ossigeno allo sbarcadero del futuro”.

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