Tra i primi interventi, nel corso del confronto a più voci sullo ‘stato della crocieristica nella Sicilia orientale’ tenutosi a Castello Maniace lunedì 11 novembre, quello del sindaco Francesco Italia che riproponiamo di seguito.
Al primo cittadino, a margine dell’incontro, abbiamo chiesto quali siano gli intendimenti dell’Amministrazione in merito a una possibile riqualificazione dell’area dell’ex Idroscalo. Sull’argomento il Gruppo di studio Porto di Siracusa, insieme al Comitato per la Riqualificazione Urbana, presieduto dall’ing. Pucci La Torre, lo aveva sollecitato a proporre ricorso contro il bando per una manifestazione d’interesse della società in house del Ministero della Difesa, Difesa Servizi (ricorso presentato poi dal Comitato e Legambiente Siracusa, che verrà illustrato nella conferenza stampa programmata per giovedì 14, nella sede del Centro Studi de Il Cerchio in via Arsenale alle ore 10,30).
Sindaco, ci spiega come mai l’Amministrazione non ha ritenuto opportuno presentare, essa stessa per prima, ricorso?
Riteniamo opportuno aspettare di vedere prima come andrà il bando, se qualcuno parteciperà e presenterà una proposta. Chi pensa che il Comune non è interessato, che non sarà coinvolto o addirittura tagliato fuori, sbaglia totalmente.
Abbiamo in merito idee chiarissime, essendo stato noi stessi a produrre realmente un progetto, ad aver fatto cose concrete per ottenere la sdemanializzazione, obiettivo che condividiamo.
Ovviamente noi ci auguriamo che qualcuno partecipi al bando con un progetto molto serio, che possa veramente restituire in tempi brevi quel luogo ai Siracusani e non abbandonarlo alle pastoie di un intervento pubblico che neanche tra 15 anni potrebbe arrivare a sviluppare quei progetti perché si sa come funziona. Prima bisogna avere le risorse per elaborare il progetto, e per un progetto di quelle dimensioni parliamo di svariati milioni di euro solo di progettazione. Una volta ottenuto il progetto, si dovrebbe passare alla ricerca dei 40-50 milioni necessari per realizzarlo e infine aspettare altri vent’anni per vederlo davvero.
Ecco perché vediamo questo bando come un’opportunità di creare un valore che arrivi per la città in termini di sviluppo”.
Non vede quindi alcun rischio che l’Amministrazione possa trovarsi in una posizione marginale, non determinante, nell’incidere su scelte, progetti, che si faranno in altre sedi?
Lo escludo assolutamente. L’Amministrazione non potrebbe non incidere, non essere che il principale, essenziale, interlocutore.
Ed ecco il breve intervento del sindaco a Castello Maniace nel porgere i saluti agli intervenuti e i ringraziamenti agli organizzatori dell’interessante incontro.
“Siracusa è a una svolta di sistema e credo che sia questa, sistema, la parola che deve e dovrà essere il punto di snodo di tutto quello che accadrà da oggi in poi. Anche lo studio che oggi si presenta servirà a indirizzare le politiche del nostro territorio verso una dimensione di condivisione sistemica per uno sviluppo non solo infrastrutturale ma anche del nostro turismo croceristico. In questi anni ho avuto, e ho, la fortuna di occuparmi anche di turismo e dal 2013 ho visto, ho toccato con mano insieme a molti di voi, l’impatto delle politiche turistiche sullo sviluppo dei nostri territori.
Sono molto felice che a guidare questo processo sarà il Presidente Di Sarcina e condivido con lui la necessità di operare in una visione di insieme perché ogni territorio sviluppa e deve sviluppare in questo settore una propria vocazione che non può essere identica per tutti. Quanto più noi avremo la capacità di comprendere la nostra vocazione specifica, quella del territorio di Siracusa, tanto più potremmo valorizzarla e distinguerla da quella di Augusta, di Catania, di Pozzallo. Se ciascuno fa la propria parte, senza alcuna competizione con l’altro, credo che avremo fatto il lavoro migliore. Questa è anche l’occasione per far comprendere, a chi ancora non lo sapesse, come il turismo croceristico non sia solo e esclusivamente quel famoso mordi, consuma, sporca, ingolfa e fuggi, di cui molti parlano, perché ormai è un fatto acclarato che non è così. Almeno il 60% di chi visita le destinazioni in crociera esprime il desiderio di tornare dove è stato e circa il 10-20% degli stessi soggetti poi effettivamente torna nei luoghi che ha visitato grazie a una crociera per una vacanza più lunga.
Ciò significa che, al di là dell’impatto immediato del turismo croceristico, si sviluppa anche un’azione di marketing del territorio. Se riusciremo dunque, ciascuno per la propria parte, a innalzare il livello dell’offerta turistica anche con investimenti che sono certi arriveranno per le nostre infrastrutture, penso per esempio ai parcheggi, e se sapremo allo stesso tempo valorizzare la reale vocazione dei luoghi, dando forza a tutte le competenze e le attività che si sono sviluppate in questi anni, credo che faremo un ottimo lavoro”.

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