‘Approfondimenti’ a Palermo sulle aree da consegnare All’Autorità Portuale. Probabilmente dal Foro Italico alla Spero

Lunedì 12 novembre, nello splendido palcoscenico del Castello Maniace, si è svolto un interessante convegno sulla crocieristica, settore in continua crescita anche in questo versante della Sicilia e ‘fortemente interessato’ al nostro territorio così da far immaginare mirabolanti prospettive.

A presentare l’accurato studio “Lo stato della crocieristica nella Sicilia orientale: ricadute attuali e prospettive future”, insieme con l’analista senior Eleonora Celeghin, Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo – società di consulenza e ricerca, con sede a Venezia, specializzata nel settore turistico e promotrice dell’ “Italian Cruise Day”, una giornata di confronto ad alti livelli che si svolge ogni due anni in una diversa città di mare.

Nella locandina, diffusa per promuovere l’incontro, la notizia che Siracusa (quella parte di città attenta al tema) aspettava da tempo: la sottoscrizione, alle 10.45, del “verbale di consegna delle aree demaniali marittime del Porto di Siracusa fra l’assessorato del Territorio e dell’Ambiente e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale”.

Bene. Non solo non c’è stato alcun verbale di consegna ma neanche si sono chiarite le motivazioni di tale ‘assenza’. Un rapidissimo cenno, con nonchalance, del Presidente dell’AdSP Francesco di Sarcina, nel corso del suo intervento, sulla consegna che “la Regione si accinge a fare” e una domanda, caduta nel vuoto, del moderatore Anthony La Salandra, direttore di Risposte Turismo, a Francesco Diana, public relation manager della società Porto di Siracusa. Nessuno ha pensato di ‘dover’ dire di più. Nulla.

Unica via per sapere qualcosa quindi, chiedere informazioni direttamente all’ing. di Sarcina.

Ingegnere, cosa è successo?

È successo semplicemente che abbiamo necessità di fare un ulteriore approfondimento con l’assessore, quindi ci ha rinviato a una data breve a Palermo. Aspetto la convocazione. Evidentemente sulla definizione esatta delle aree l’assessore intende approfondire, ed è legittimo che lo faccia. Sono convinto che poi risolveremo tutto guardandoci dieci minuti negli occhi e chiarendo anche gli aspetti normativi specifici che sono ovviamente legati a un passaggio come questo, tra un organo regionale e uno statale, qual è l’autorità di sistema”.

Può anticipare qualcosa su quali saranno probabilmente queste aree? Lei sa che nell’emendamento del senatore Nicita si parla genericamente di rada del Porto Grande e invece?

Noi dobbiamo fare attività portuali, non altro, non ci vogliamo sostituire al sindaco, non dobbiamo fare attività urbanistiche. Quindi solo le aree della rada del Porto Grande che sono suscettibili ad essere, oggi o domani, ragionevolmente utilizzate a fini portuali, saranno trasferite all’Autorità di Sistema. Tutto il resto resterà nella disponibilità del sindaco e della Regione Siciliana, a ciascuno per la propria parte”.

Quindi dalle banchine del Foro italico all’incompiuto Marina di Archimede fino a quelle della Spero! Quando saranno realizzate

Allora! Le aree vengono prese ora perché si devono fare… Vede, noi non siamo venditori al mercato di Demanio Marittimo, ma siamo pianificatori di sviluppo. Io non posso pianificare uno sviluppo se non so su quali aree lo devo fare. Intanto accerto le aree: lei entra in casa e sa che quella è casa sua, dopodiché decide dov’è il salotto, dove la cucina, dove tutto il resto. Quindi io voglio sapere qual è casa mia, figurativamente parlando, poi lì dentro, con il sindaco e con il concerto di tutti quanti, decideremo dove mettere il salotto, la cucina…”

E per quanto riguarda le aree dell’ex idroscalo sulle quali c’è un bando per la manifestazione di interesse della società Difesa Servizi come le è stato segnalato dal Gruppo di studio sul Porto?

Intanto vediamo se qualcuno partecipa al bando, dopodiché io credo che, quando finalmente sarò, come dire, proprietario di casa mia, tra virgolette, e le aree saranno smilitarizzate, finiranno anch’esse in automatico nella gestione dell’Autorità Portuale, come deve essere per tutto ciò che si trova tra A e B. In sostanza tutto quello che in questo momento non è previsto nella nostra gestione perché è attratto ad altre funzioni rilevanti, quali sono quelle della difesa, sta fuori finché è in un altro ‘contenitore’. Quando ne esce, in automatico cade nel demanio pubblico e pertanto nel nostro confine”.

Tutto molto chiaro. Resterebbe però da capire la natura degli ‘approfondimenti’ in corso a Palermo.

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