Anche se tra gli organizzatori serpeggiava una qualche preoccupazione sulla riuscita della manifestazione per la pace contro tutte le guerre, memori di passate esperienze, alla fine domenica 27 al Pantheon, già prima delle 17,30 (ora dell’appuntamento), si era in tanti.
Il corteo diretto al tempio d’Apollo ha visto la partecipazione di tante associazioni del territorio – Accoglierete, Acquanuvena, Ad gentes, Anpi, Arci, l’Associazione culturale Minerva, l’Associazione italo-araba, Astrea in memoria di Stefano Biondo, la Consulta comunale femminile, i Giuristi democratici, L’Arcolaio soc. coop., La brigata rosa, Lealtà e condivisione, Naturalchemica, Siamo Mediterraneo, Stonewall, Generazioni future – insieme ai partiti (Pd, Avs, Rifondazione comunista, Pci, Psi, Movimento cinque stelle) e alla Cgil.
Molte le persone quotidianamente impegnate nel sociale, instancabili nella ricerca di una strada per migliorare la realtà, e molti i siracusani che hanno sentito il bisogno d’essere presenti a un momento così significativo. Un’occasione anche per rincontrare amici e conoscenti da molto tempo persi di vista ma uniti dagli stessi valori. Tante le bandiere e gli striscioni con slogan tutti inneggianti alla pace, all’armonia tra i popoli, al rifiuto delle armi e dei conflitti.
Il corteo che si è snodato lungo corso Umberto si è mosso tra voci, tamburi e canzoni.
“Ci siamo riusciti, abbiamo portato tanti siracusani alla manifestazione, anche se molti mancano all’appello perché anche su questo tema c’è l’apatia della città, ma noi militanti vogliamo e saremo sempre presenti”. Affermava qualcuno. “Questa manifestazione mi sembra più partecipata di altre, anche se non ci sono tanti giovani, rimaniamo ancora noi quei giovani d’allora”. Osservava un altro. “Dobbiamo essere più contagiosi” gli si rispondeva.
“Il corteo è partecipato ma non abbastanza, vorrei che lo fosse di più. Tutti i cittadini dovrebbero sentire il ‘dovere’ di scendere in piazza”.
Intanto i tamburi di pace continuavano a rullare in testa al corteo dove marciavano i più piccoli, anche loro a reggere uno striscione.
“Abbiamo fatto bene ad organizzare la manifestazione per affermare anche a Siracusa il valore della pace che è l’unico valore universale che va riconosciuto in tutto il mondo e penso che si raggiungerà questo grande e irrinunciabile obiettivo”, assicurava sorridendo un giovane.
“È vero, la pace è uno dei valori più grande che l’umanità possa vivere, ma si deve iniziare da quella dentro ognuno di noi per poi proseguire con gli altri. Se non si vive in pace non potremo darne”. Questa la riflessione di una partecipante che si esprimeva in maniera convinta.
“È ora di costruire un mondo diverso più giusto e in pace con tutti. Siamo al centro di due grandi conflitti che avvengono non tanto lontano da noi, le cui conseguenze in una possibile accelerazione giungeranno fino a noi. Non si possono più ignorare i troppi morti, le tante distruzioni, perché la guerra, specie quella di oggi con queste sofisticate armi, è molto più perversa di sempre e orrenda”. Concludevano alcuni dei partecipanti.
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È stato così che anche Siracusa si è resa partecipe nel testimoniare concretamente il suo desiderio di pace insieme alle tante città in Italia che si sono mobilitate per lo stesso scopo il giorno prima per l’appuntamento nazionale.
Sono stati particolarmente significativi i momenti finali quando, giunti al tempio di Apollo, dopo aver formato un enorme cerchio, lo slogan più ripetuto ritmato al suono dei tamburi (e di noci da ciascuno sbattute l’una contro l’altra come nacchere) anche dai più piccini è stato: “Pace subito, pace subito”. La speranza di tutti ma forse non di quelli che decidono le sorti del mondo.

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