LA CUOCA DI LENIN E L’ASSESSORA ALLA SALUTE DELLA SICILIA

Diceva Lenin, il leggendario rivoluzionario bolscevico, che in una società comunista “perfino la mia cuciniera può governare”.

Nella Sicilia di oggi l’assessore regionale alla Salute può garantire che l’ospedale di Siracusa, quando sarà costruito, sarà di secondo livello? Prima di rispondere è necessario ricostruire la conversazione telefonica tra Donatella Lo Giudice, che si batte con generosità per la realizzazione del nuovo ospedale, e l’assessora regionale alla Salute Giovanna Volo.

Donatella domanda alla dottoressa Volo se il futuro ospedale potrà essere di secondo livello. L’assessora, rispondendo correttamente, dice che al momento resterà di primo livello, ma nulla vieta, aggiunge, di modificare in futuro i criteri di classificazione degli ospedali. La risposta è gentile, ma confligge con la normativa vigente in materia di organizzazione della rete ospedaliera. In particolare confligge con il decreto Balduzzi del 2015 il quale prevede che per classificare di secondo livello un ospedale ci vuole un bacino di utenza compreso tra 600 mila e un milione e 200 mila abitanti e alcune discipline sanitarie complesse.

Come pensa di intervenire l’assessora Volo per modificare gli attuali standard? Chiedendo al ministero della Salute di abbassare il numero degli abitanti del bacino d’utenza per farci rientrare Siracusa? Sarebbe un tentativo inutile perché, ai fini della classificazione ospedaliera, la provincia di Siracusa ha zero abitanti, Sì, zero perché le popolazioni di Siracusa e di Ragusa sono state inglobate nella provincia di Catania la quale con questo espediente ha potuto superare un milione e ottocentomila abitanti e ottenere tre ospedali di secondo livello. Oppure l’assessora pensa di intervenire, e come, sulle discipline sanitarie complesse?

La mia impressione è che su questa materia il governo Musumeci prima e quello Schifani dopo continuino a menare il can per l’aia, avendo capito quanto inconsistente sia la capacità di incidere dei deputati all’Ars eletti nella nostra provincia.

All’amica Donatella vorrei dire che questa storia del secondo livello ospedaliero è puramente nominalistica e che la priorità è il nuovo ospedale. A questo proposito è urgente sapere dalla Regione se ci sono tutti i soldi, cioè 372 milioni, per mettere a gara l’opera, altrimenti parliamo del nulla pneumatico. Dopodiché sarebbe utile cominciare a discutere del razionale utilizzo dell’Umberto I.

Voglio sperare che dopo la risposta dell’assessora Volo e dopo il chiarimento dell’ex ministro Balduzzi i populisti siracusani (deputati, sindaci, assessori, consiglieri comunali) la smettano di fare demagogia (e brutte figure) sull’ospedale di secondo livello.

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