L’Associazione europea, “EpiStoa”, a Siracusa dal 3 al 6 ottobre al Cerchio

Che cos’è l’Associazione EpiStoa? Questa associazione, composta da studiosi, universitari ed anche studenti è finalizzata a promuove i valori e le idee che affondano nella storia e nella cultura europea. Come è scritto nello Statuto dell’Associazione – epistoa.eu –, «Epistoa si sforza di comprendere le radici ideative, linguistiche e giuridiche di questi valori, che hanno la loro origine nell’antica Grecia e a Roma. Nell’antica Grecia, gli esseri umani iniziarono ad essere visti come individui autodeterminati piuttosto che come seguaci o membri di gruppi, e il diritto romano, più di 2000 anni fa, coniò la nozione di persona (persona), dotata di dignità e diritti sostenibili…I valori europei, tuttavia, non sono onnipresenti né si perpetuano automaticamente: mantenerli è quindi una sfida continua per ogni generazione».

I membri di EpiStoa – sia studiosi di formazione e discipline umanistiche che esperti di saperi scientifici – si incontrano almeno una volta all’anno. Gli incontri includono l’assemblea generale, conferenze per il grande pubblico, simposi e workshop. Nel 2020, EpiStoa ha fondato la casa editrice “Atticus”, con sede a Gottinga. “Atticus” pubblica libri, tesi accademiche e materiale didattico per alunni, studenti e pubblico in generale. EpiStoa pubblica anche un Calendario quadrilingue che mostra argomenti, idee o concetti incantevoli e allettanti che collegano l’antica Grecia e Roma ai nostri tempi. Le dodici pagine del calendario sono state scritte dai membri di epiStoa o dagli studenti (scuole o università). Gli studenti sono fortemente invitati a presentare contributi. Al miglior lavoro degli studenti viene assegnato un premio.

Per il 2024, EpiStoa ha scelto Siracusa, quale luogo di incontro dell’Associazione. Il confronto tra i soci dell’Associazione si svolgerà presso la sede de “Il Cerchio”, dal 4 al 6 ottobre, mentre il sabato 5 ottobre, sempre al Cerchio – via Arsenale 40/A –, con inizio alle ore 17,00, dopo i saluti e l’intervento del Prof. Dr. Christos Yapijakis, “Il Giardino Epicureo di Atene: Una tradizione di 2330 anni”, il prof. Gennaro Carillo, filologo e grecista, dell’Univ. di Napoli, terrà una Lectio sul tema: Temperanza: (in)attualità di una virtù politica: conferenza aperta alla partecipazione di cittadini, studenti e insegnanti. Le ragioni della scelta di Siracusa, oltre che per il prestigio storico della città, si sono rese possibili per il legame e l’amicizia che lega due autorevoli esponenti di Epistoa – il prof. Detlev Schild, docente di neurofisiologia molecolare all’Univ. di Gottinga e la prof. Francesca Rigotti, filosofa di fama europea – a Elio Cappuccio e Roberto Fai, del Collegio siciliano di Filosofia.

Il nome dell’Associazione – Epi-Stoa – rinvia alla filosofia antica, ed è la sintesi di due vettori di pensiero decisivi che affondano nella nostra tradizione speculativa e concezione di vita: l’Epicureismo e lo Stoicismo, interessando il pensiero dei greci e dei romani. Due tendenze e visioni della natura, della vita umana e del mondo, che si fronteggiano, si riguardano e si contrappongono. E che trovano, da una parte, in Lucrezio e, dall’altra, in Seneca, i maggiori rappresentanti. Il primo, seguace di Epicuro, contrapposto a Seneca, seguace dello stoicismo di Zenone. Entrambi tesi ad interrogarsi sulle stesse domande: il perché della vita, il senso della morte, la ricerca della felicità, la vita ideale e l’importanza della religione. 

Lucrezio, con la scelta di una “vita contemplativa”, in contrapposizione ad una vita “impegnata”, come nel caso di Seneca. Risiede qui la differenza tra le due diverse scuole filosofiche. Lucrezio, sostenitore di una vita disimpegnata, dedita alla completa tranquillità – “atarassia” – e alla noncuranza delle divinità. Ciò non preclude l’esistenza degli dèi, ma sottolinea la loro estraneità al destino degli esseri umani. Dall’altra, Seneca, autore delle Lettere a Lucilio e precettore di Nerone, che, sulla scia di Zenone, riteneva che il “negotium”, vale a dire “l’impegno” sia alla base della vita ideale dell’essere umano – l’otium militante è l’unica ragion d’essere di una vita felice. “EpiStoa” è così, potremmo dire, il tentativo di mettere in tensione, in relazione queste due insopprimibili tendenze della tradizione filosofica e culturale greco-latina.

Viste dal nostro tempo, dalla nostra condizione attuale, i due differenti “canoni” filosofici – pur nell’enorme distanza dal clima storico-sociale, culturale e politico – sono in grado di confermare embrioni di analogie con certe “tonalità emotive” ed espressioni soggettive presenti nella contemporaneità. Ovviamente, le ragioni opposte – contemplazione, da una parte, e attivismo-impegno, dall’altra –, trovano nella nostra modernità sfaccettature e sfumature molto distanti, pur esprimendo domande che, per altre vie, continuano ad interrogarci. I Greci e i Romani sono nostri “contemporanei”, pur se ad essi non possiamo ritornare con l’idea di attingere nuove risposte per i problemi del nostro tempo, nell’identica guisa con cui essi si misuravano nel loro tempo.

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