Incidente Isab Sud (pioggia oleosa). Il diritto di sapere: le 5 domande che attendono risposte

Dopo l’incidente del 26 Agosto 2024 alla torre U100 della raffineria Isab Sud, con lo scatto della valvola di sicurezza e il conseguente rilascio di prodotto idrocarburico nell’aria, manifestatosi con deposito sul terreno di gocce oleose nel comprensorio di Città Giardino e limitare di Siracusa, la comunità ha il diritto di sapere cosa sia successo: la raffineria ha fatto tutto il necessario per garantire la sicurezza?

I dirigenti della raffineria dovranno rispondere non solo ai magistrati che indagheranno su eventuali responsabilità, ma anche ai cittadini, preoccupati per la loro salute e per l’ambiente. Quali risposte sono chiamati a fornire, e su quali basi legali?

In realtà è tutto normato e la legge che l’azienda deve seguire per poter esercire gli impianti, curandone operatività e rapporti con l’esterno, è il D. Lgs 105/2015 figlio della precedente normativa Seveso sugli “impianti a rischio di incidente rilevante”; quale che sia l’ente preposto a controllare, e la stessa magistratura, le autorità si concentreranno principalmente sugli articoli di questa norma. In sintesi Il DLgs 105/2015 prevede: la redazione del “Rapporto di Sicurezza che include l’analisi dei rischi di incidenti rilevanti, le “Misure di prevenzione e mitigazione del rischio” adottate, l’implementazione di un “Sistema di Gestione della Sicurezza” con le relative procedure, la formazione del personale”, la redazione del “piano di emergenza”, “l’informazione preventiva al pubblico” e le “comunicazioni in caso di incidente”.

Poiché la raffineria Isab ha le autorizzazioni per operare da sempre sul territorio possiamo tranquillamente immaginare che abbia adempiuto a tutte le formalità di legge, visto che l’impianto viene formalmente sottoposto alle periodiche visite ispettive. Le domande veramente importanti non dovrebbero quindi essere fatte su ciò che è già autorizzato, ma su ciò che con l’esercizio cambia o è soggetto a periodici aggiornamenti (cioè scenari, procedure, formazione, manutenzione, etc.)

Sulla base di quanto sopra possiamo quindi immaginaci le seguenti domande.

1.Lo scenario di rischio verificatosi era previsto nel rapporto di sicurezza?

Secondo l’articolo 15 della norma citata, ogni impianto a rischio di incidente rilevante è obbligato a redigere un Rapporto di Sicurezza, nel quale devono essere identificati tutti i potenziali scenari di rischio. Questo documento è fondamentale per assicurare che l’azienda abbia previsto se e come possano verificarsi situazioni come l’apertura della valvola di sicurezza e il rilascio di idrocarburi della torre U100, inclusa la sequenza di eventi a monte che hanno portato allo scatto, secondo quanto richiesto dall’Allegato C punto C.4 della norma. Possiamo per esempio immaginare il serbatoio di carica impianto che manda acqua in colonna che evaporando fa scattare la valvola, oppure una mancanza di energia elettrica che blocca alcune utenze asservite alla colonna causando sempre lo scatto della valvola; questi gli scenari e tanti altri ancora che devono essere tutti analizzati per determinarne gravità e probabilità (frequenza) di accadimento negli anni. L’ analisi è volta a definire il livello di rischio dell’operazione. In funzione del risultato l’azienda è tenuta a intervenire immediatamente, oppure in modo dilazionato con azioni preventive e mitigative o a non fare nulla in funzione della dimensione del rischio risultante.

Per l’evento in oggetto il primo passo è capire la sequenza degli eventi, quindi ciò che è accaduto, utilizzando i log al computer di processo e tutte le registrazioni che i conduttori di impianto devono tenere nel corso delle operazioni; una volta compresa la dinamica dell’evento, si dovrà capire se lo stesso era stato analizzato ed incluso nel rapporto di sicurezza.  Laddove lo scenario non fosse stato elaborato, la Raffineria probabilmente dovrà chiarirne le ragioni.   

  1. Quali misure sono state adottate per prevenire questo tipo di incidente?

L’ articolo 15 del D. Lgs. 105/2015, insieme all’allegato C punto C.6, in funzione del risultato dello scenario di rischio individuato, richiede che vengano verificate o adottate misure di prevenzione e di mitigazione per ridurre la probabilità di accadimento dell’incidente e limitarne le conseguenze. Le misure devono includere:

  • Precauzioni dal punto di vista impiantistico quali dispositivi di blocco e allarme, strumentazione di sicurezza, valvole telecomandate, sistemi ridondanti, etc.
  • Precauzioni dal punto di vista gestionali quali definizione di responsabilità chiare e individuate all’interno dell’azienda, l’implementazione di un Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS), la formazione continua del personale, l’esecuzione pianificata di esercitazioni di emergenza, il monitoraggio costante per garantire che le misure di sicurezza siano efficaci e aggiornate
  • Manutenzione periodica e verifiche regolari e documentate sugli impianti, con chiara individuazione della strumentazione critica da gestire con procedure speciali

Nell’ipotesi che lo scenario fosse già stato individuato in precedenza, il fatto che l’evento sia occorso potrebbe dimostrare che le misure adottate non sono efficaci; lo scenario dovrà essere rivisto per formulare raccomandazioni più efficaci da adottarsi immediatamente. La raffineria dovrà chiaramente spiegare il perché di questa carenza nell’analisi. 

  1. Esistono procedure di conduzione per l’esercizio normale e per le condizioni anomale?

L’Allegato D.4 del D.Lgs. 105/2015 richiede che il Rapporto di Sicurezza includa “la struttura e gli indici dei manuali operativi, specificando se considerino tutte le fasi di attività degli impianti ….., quali l’avviamento, l’esercizio normale…….., le fermate di emergenza, le procedure di messa in sicurezza, le fermate di prova e le condizioni anomale di esercizio“. È quindi fondamentale verificare che l’impianto disponga di procedure scritte per tutte queste fasi operative, assicurando che il personale sappia come agire in ogni situazione, sia ordinaria che anomala.

  1. Gli addetti agli impianti erano formati e pronti a gestire una emergenza di questo tipo?

Un altro aspetto fondamentale regolato dal D.Lgs. 105/2015 è la formazione degli addetti, che è parte del “Sistema di Gestione della Sicurezza”, descritto nell’allegato B. Questo prevede che tutti i lavoratori siano adeguatamente formati e addestrati per riconoscere situazioni anomale e di emergenza e agire di conseguenza. Inoltre, la formazione non può essere occasionale: secondo l’appendice 1 dell’allegato B, essa deve essere continua e aggiornata, e devono essere condotte prove periodiche per garantire la preparazione del personale. La raffineria deve mostrare documentazione atta a dimostrare che il personale in turno era stato regolarmente addestrato e aggiornato, oltre a conoscere le procedure di cui alla domanda n° 3.

  1. Come è stato comunicato l’evento?

In caso di incidente, la legge prevede un obbligo di comunicazione tempestiva alle autorità competenti. L’articolo 25 del D.Lgs. 105/2015 stabilisce che, in caso di incidente, il gestore dello stabilimento è tenuto a informare immediatamente le autorità descrivendo “1) le circostanze dell’incidente, 2) le sostanze pericolose presenti, 3)  i dati disponibili per valutare le conseguenze dell’incidente per la salute umana l’ambiente e i beni, 4) le misure di emergenza adottate, 5) le informazioni sulle misure previste per limitare gli effetti dell’incidente a medio e lungo termine ed evitare che esso si ripeta.”  È poi il sindaco a dover immediatamente informare i cittadini potenzialmente soggetti alle conseguenze dell’incidente rilevante avvenuto, anche con riguardo alle eventuali misure intraprese per attenuarne le conseguenze; allo scopo il Sindaco di Melilli è ricorso ai social e ai “media”.

In scheda 1 è riportato il testo della comunicazione che l’azienda ha inviato alle autorità nei momenti successivi all’incidente. I punti sopraesposti sono stati in realtà coperti tutti (invero in maniera molto stringata anche considerando l’urgenza del momento) incluso il punto tre, ove vengono comunicate le zone coinvolte dall’evento, ed il punto cinque laddove si riporta che “sono stati attivati i sopralluoghi finalizzati ad individuare le aree coinvolte, per le quali saranno prontamente messi in atto gli opportuni interventi di messa in sicurezza”. Il documento non chiarisce però quali misure siano state prese in emergenza e quali quelle a lungo termine per evitare che l’incidente si ripeta, anche se non ci è dato sapere se l’azienda, interloquendo col Sindaco, abbia passato successivamente informazioni che al pubblico non sono poi arrivate in maniera organica.

A conclusione dell’articolo, avendo chiuso con le domande, considerazioni importanti restano però da fare. Da notizie di stampa (L’identità, 4 settembre 2024) risulta che l’impianto U 100 è sotto sequestrocon autorizzazione per l’impresa a proseguire le attività di lavorazione con prescrizioni”; ma “quali azioni correttive (prescrizioni) sono state pianificate o già messe in atto per garantire che situazioni simili non si ripetano? Più in dettaglio, che non si possano più verificare impatti verso l’esterno simili a quanto già accaduto”.  Questo, resta un “fondamentale problema di informazione verso il pubblico” che avrebbe il diritto di sapere quali precauzioni ai sensi del Dlgs 105/2015 siano state effettivamente messe in campo prima di ripartire.

E, oltre questo, risulta evidente che la comunicazione al pubblico di tutto quanto riguardi gli incidenti di questo tipo, soprattutto a distanza dall’emergenza, rimanga frammentaria e incompleta, basata quasi esclusivamente  sulle informazioni di alcune volenterose testate giornalistiche.

Questo fu già segnalato dalla nostra testata in occasione dell’incendio alla Ecomac del  22/08/2022 quando suggerimmo che sarebbe stata auspicabile la presenza di un’unica  cabina di regia con ufficio stampa deputato a dare messaggi univoci per l’intero siracusano, data la presenza in zona di ben quattro comuni; ufficio stampa con un sito internet di facile accesso per il pubblico ove fosse possibile trovare, oltre alle comunicazioni di emergenza, anche comunicazioni successive con esiti di indagini da parte delle autorità, documenti analitici e rassegne stampa. Un’informazione completa e di facile accesso che non lasci il cittadino nella ignoranza degli eventi.

 

SCHEDA 1     

26/08/2024

OGGETTO: ISAB Impianti Sud – Evento imprevisto Impianto U100

La scrivente fa seguito a quanto comunicato in data odierna, alle ore 5:57, per rappresentare che l’evento, della durata di pochi minuti, si è generato dalla testa della colonna dell’impianto U100 (Topping) del sito Impianti Sud, a seguito di un transitorio operativo anomalo dal quale è scaturito il rilascio in quota di prodotto idrocarburico sotto forma di emissione vaporizzata. Nell’immediatezza prima dell’evento l’impianto marciava a regime con una carica di circa 1100 t/h.

L’evento ha interessato alcune aree della raffineria ISAB Sud, localizzate tra detta unità 100 e alcune aree adiacenti il confine di proprietà (lato sud). Le cause che hanno portato all’evento e il quantitativo di prodotto fuoriuscito sono in fase di accertamento. Allo stato attuale non si segnalano danni a persone e neppure all’impianto medesimo. Si precisa che sono stati attivati i sopralluoghi finalizzati ad individuare le aree coinvolte, per le quali saranno prontamente messi in atto gli opportuni interventi di messa in sicurezza, e che al momento non risultano impatti di rilievo ai danni delle matrici ambientali circostanti. Si rimane a disposizione per eventuali chiarimenti.

Distinti saluti

 

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