Le Rane “scombinate”: la spettacolazione del Teatro dell’anima

Spettacolo + azione = teatro dell’anima.

Ecco in estrema sintesi quanto avviene grazie a Dario Aquilina e ai suoi attori-trainer, che l’anno scorso hanno “messo in scena” (virgolette d’obbligo, perché non si tratta di uno spettacolo tradizionale ma di un’azione scenica che coinvolge gli spettatori abbattendo le barriere tra chi assiste e i performer realizzando appunto un’azione, actio nel senso antico e insieme moderno del termine, rito, catarsi, gioco, teatro terapia…) “La scelta di Ifigenia” e il 7 settembre scorso invece “Le rane”, scombinando e ricombinando il testo di Aristofane.

“La Civetta di Minerva” si è già occupata (ad esempio qui: https://www.lacivettapress.it/2023/08/29/le-scelte-di-ifigenia/) di Aquilina, psicologo napoletano di scuola transpersonale, che ama lavorare sul mito come fonte, serbatoio, specchio, riflesso sempre nuovo e attuale della nostra psiche.

In questo caso, partendo dal Tempio di Apollo e passando tra i vicoli di Ortigia e in particolare poi nella suggestiva piazzetta della Graziella scenograficamente “vestita” con le creazioni di Tony Fanciullo, formatori e spettatori hanno potuto interagire giocosamente (in inglese to play è sia giocare che suonare o interpretare un ruolo, stessa cosa in francese con jouer) vestendo simbolicamente i panni di Caronte, Dioniso e del suo servo Xantia, come pure delle rane che con il loro βρεκεκεκέξ κοάξ κοάξ, brekekekex koax koax, scandiscono le scene, che rispettano il testo originario almeno nel suo spirito, riadattate al linguaggio contemporaneo che comunque non è tanto distante da quello aristofaneo (un improbabile, divertente check in delle anime a opera di un Caronte operatore “turistico”, ecco la scena d’apertura): in fondo i personaggi, pur scaturiti da una penna individuale e nonostante i loro riferimenti alla storia greca, sono come dei contenitori di emozioni, degli archetipi psichici e riviverli, dar loro voce e movimento, vuol dire calarsi come Dioniso attraverso la catabasi, la discesa agli inferi, nel profondo di se stessi e uscirne fuori con la parola, con i nomi dati a ciò che c’è nell’anima – i poeti antichi che per qualche istante tornano a parlare sono forse il riflesso profondo di questi moti della psiche. Dioniso/ Eracle è il dio, l’eroe (come lo sono anche Enea Ulisse Dante, tutti coloro che affrontano la selva oscura per trarne una parola di verità).

La spettacolazione è l’ultimo atto dello stage che si è svolto dal 3 all’8 settembre (giorno della “restituzione” del progetto stesso) presso il Museo Paolo Orsi nell’ambito del progetto voluto da Skenè, dal Teatro dell’anima, Scuola Teatro Arte Terapia, Associazione culturale Triade e naturalmente dal Parco archeologico e paesaggistico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai (per saperne di più sul progetto, che proseguirà con altre iniziative di formazione e spettacolazione, https://www.lacivettapress.it/2024/06/09/vivere-il-dramma-antico-il-progetto-del-teatro-dellanima-a-siracusa-ecco-il-bando-per-le-15-borse-di-studio/).

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 6 persone e persone che ballano

 

Ecco i nomi dello staff di Dario Aquilina e dei partecipanti allo stage, pronti non solo a mettersi in gioco ma anche a coinvolgere il “pubblico”: Serena Cerullo, Claudia Di Pasquale, Rita Furia, Fabiana Masullo, Raffaele Russo, Viviana Sannino, Assunta Volpicelli (formatori); Rita Abela, Antonella Adorno, Valentina Carbone, Emanuele Carlino, Rosamaria Ceglia, Marianna Di Martino, Alessandra Estate, Mirko Fanciullo, Lorenza Fayad, Carla Guardascione, Antonella Guerriero, Didac Piazza Urquizu,  Antonino Recupero, Rosaria Salvatico, Renata Storaci, Sebastiano Tinè, Laura Uccello, Clara Venuto (partecipanti; tra di loro anche attori che hanno partecipato alle stagioni INDA al Teatro greco).

 

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