Aggiudicata la gara per il servizio idrico? Sì, ma non è ancora l’affidamento… campa sceccu miu

Gira su tutti i giornali velocemente la notizia dell’aggiudicazione della gara per il servizio idrico integrato all’Acea Molise. Una notizia che si aspettava da tempo ma che sembrava finita in un buco nero.

Eppure, eppure è ancora una mezza notizia; ancora non si può dire che sia avvenuta la rivoluzione nel servizio idrico dei comuni della provincia (19 su 21 perché Buscemi e Cassaro hanno vinto la loro battaglia per gestire il tutto in house). Ancora dovrà passare altro tempo, tanto che è stata prevista la possibilità di un’ulteriore proroga all’attuale gestore, la Siam, di altri 6 mesi dopo la scadenza del contratto il 14 dicembre.

Campa sceccu miu finu ca veni a pagghia nova! 

Non per nulla la deliberazione del commissario n. 2 del 06/09/2024 definisce l’aggiudicazione provvisoria: “l’aggiudicazione non equivale ad accettazione dell’offerta. L’offerta dell’aggiudicatario resterà irrevocabile fino al termine massimo stabilito nel Capitolato d’Oneri per la Costituzione della Società di gestione e la stipula della convenzione di servizio per la gestione del SII”; l’aggiudicazione diventerà efficace dopo la verifica del possesso dei prescritti requisiti (attività in corso) dichiarati dai concorrenti in sede di gara e a seguito dell’esito positivo dell’istruttoria per l’ottenimento dell’informazione antimafia”.

Passaggi che non dovrebbero costituire un problema certo, anche a giudicare dalla soddisfazione espressa dall’amministratore delegato nonché direttore generale di Acea Fabrizio Palermo – “Cresciamo nel nostro business di riferimento con l’ingresso in una nuova grande regione come la Sicilia rafforzando la leadership del settore in Italia, in linea con la strategia del nostro piano industriale” – che promette di “migliorare l’efficienza e la qualità del servizio idrico a favore di Siracusa e dei Comuni gestiti dal Servizio Idrico Integrato, dei cittadini e delle imprese, favorendo l’utilizzo consapevole della risorsa idrica e la sua tutela in periodi di crescente scarsità d’acqua come quelli attuali” (e non crediamo che non sappia però di parlare a cittadini (clienti!) decisamente scettici sulle magnifiche sorti e progressive di un territorio che di eccezionale ha visto solo il profitto di chi gestisce questo settore e pressoché nessun significativo investimento in infrastrutture.).

E d’altra parte, su un percorso che non ci appare per nulla concluso, pesano ancora due ricorsi: uno, quello presentato dalla società Ireti, discusso il 17 luglio il cui esito dovrebbe ‘svelarsi’ forse entro questo mese; l’altro, della Dam (Siam), che andrà in discussione il 19 settembre. E anche se il risultato appare assai incerto, è necessario comunque aspettare ancora. La cautela è d’obbligo.

Passare allo step decisivo, quello che chiuderebbe la partita, dall’aggiudicazione al reale affidamento del servizio, nel caso il CGA si esprimesse a favore dei ricorrenti, significherebbe mettersi in un mare di guai e prepararsi a risarcimenti di non poco conto.

Occorre aspettare, dunque, anche se purtroppo non avverrà il miracolo di chi avrebbe voluto una classe politica all’altezza di una gestione in house davvero a tutela dei cittadini costretti a pagare a peso d’oro un servizio che spesso fa acqua da tutte le parti.

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