Pioggia a Città Giardino. Ma è olio!

Nelle prime ore del mattino del 26 Agosto una pioggia oleosa si è abbattuta sulle case di Città Giardino lasciando giustamente sgomenti i cittadini che convivono da decenni con un impianto petrolifero che, pur potendolo immaginare condotto al meglio delle possibilità tecnico operative, non è certamente la fabbrica di cioccolato di Willy Wonka.

Le autorità tutte, dalla polizia locale ai carabinieri, ai Vigili del Fuoco, all’Arpa sino alla Procura di Siracusa, si sono già attivate nell’ambito delle proprie competenze. È loro il compito di determinare cosa accaduto e le responsabilità.

Da parte nostra resta il desiderio di capire, con i pochi elementi attualmente in mano, quanto il fenomeno possa rientrare tra le emergenze prevedibili e gestibili secondo prassi o procedure consolidate o se qualcosa magari non sia andata per il verso giusto; sempre nell’ottica di una informazione dovuta e tempestiva.

Secondo quanto riportato da Siracusa 2000 “l’insolita pioggia è stata preceduta da una fitta nuvola nera che usciva da una ciminiera, accompagnata da un forte odore di idrocarburi. La stessa testata riferisce di un comunicato di Goi Energy che sostiene che l’evento” si è generato dalla testa della colonna dell’impianto U100 del sito Impianti sud a seguito di un transitorio operativo anomalo, dal quale è scaturito il rilascio in quota di prodotto idrocarburico sotto forma di emissione vaporizzata”. Dalla lettura di altre testate on line si evince che nel corso degli eventi c’è stato sfiaccolamento ed a questo si addebita in via ipotetica il rilascio di gocce d’olio; in particolare sul Giornale di Sicilia si legge “lo sfiaccolamento imprevisto/incidentale si è generato dalla testa colonna dell’impianto U100 ….”.

Non avendo altre evidenze si possono solo fare alcune considerazioni. La prima è che non è chiaro se la pioggia di olio sia stata generata dalla colonna U100, o dalla torcia di raffineria come conseguenza del transitorio alla colonna U100.

Nell’ipotesi della torcia non si comprende come la stessa possa avere espulso gocce di idrocarburi oleosi perché la stessa è progettata per emettere gas di raffineria. Eventuali liquidi pesanti vengono raccolti in serbatoi posizionati a monte della torcia (drums) e, laddove del liquido raggiungesse comunque la cima della torcia, sarebbe comunque un prodotto leggero, non olio, che brucerebbe o ricadrebbe ai piedi della candela.

Per ipotizzare che del prodotto sia fuoriuscito dalla colonna Topping U100, si deve poter immaginare che la stessa disponga di almeno una valvola di sicurezza che scarica all’atmosfera. Sappiamo che la raffineria Isab Sud dispone correttamente di valvole di sicurezza che scaricano in un collettore di raccolta che va in candela, ma qualche valvola di sicurezza che scarica all’atmosfera potrebbe pur sempre esserci. Ma se così fosse, una valvola di sicurezza installata in cima ad un Topping, se progettata correttamente e in assenza di eventi operativi fortemente anomali (che portassero liquido in testa colonna), dovrebbe scaricare solo gas. La spiegazione del “prodotto idrocarburico sotto forma di emissione vaporizzata” desterebbe quindi qualche perplessità, se lo stesso si manifestasse come olio viscoso, come in effetti si vede dalle auto imbrattate.

Ciò detto, anche ammettendo che la colonna U100 disponesse di valvole di sicurezza all’atmosfera (cosa possibile ma che non sappiamo) nessun scenario sembrerebbe giustificare l’evento in assenza di una anomalia operativa veramente significativa. In conclusione si può pensare ad un fatto anomalo e non prevedibile se non forse con un guasto; quindi un evento operativo di rilievo.

Arrivare a chiarire l’evento incidentale nel dettaglio è quindi fondamentale perché oltre al problema dell’inquinamento ambientale evidente a tutti, non si possono escludere a priori anche eventuali problematiche legate alla sicurezza. Saranno gli organi competenti e la magistratura, con la auspicata collaborazione della raffineria, a comprendere quanto accaduto e definire eventuali responsabilità.

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