DURANTE IL G7 E L’EXPO A ORTIGIA NON DEVE VOLARE UNA MOSCA NIENTE PROTESTE PER FARSI NOTARE

La protesta annunciata da Ortigia resistente si può fare ma dopo il G7. Durante l’Expo e il G7, raccomanda l’assessore Granata, dobbiamo mettere da parte le discussioni sull’uso del Teatro greco o su Ortigia “senza che qualcuno pensi di utilizzare il memorabile evento per trovare audience su temi comunque locali”. Veramente tanto locali non mi sembrano.

Chi sono questi disturbatori che vogliono appannare l’immagine di una città, “già percepita come “luogo dell’anima” a livello nazionale e mondiale”? Caspiterina.

Nel mirino c’è Ortigia resistente, nota associazione sovversiva che chiede un po’ d’ordine nel centro storico. Per l’assessore Granata, uomo storicamente d’ordine, l’immagine di Siracusa e di Ortigia in particolare va tutelata, in quanto, a suo dire, i giorni del G7 e dell’Expo saranno “un’occasione memorabile per la rinascita di uno spirito comunitario nella nostra città”. Doppia caspiterina.

Mi associo, e con me credo tutte le persone pacifiche, alle raccomandazioni dell’assessore Granata e per dargli una mano lancio un appello ai sindacati ad evitare cortei di protesta, ai giornali antigovernativi a non pubblicare articoli polemici contro il G7, a non gettare per terra nemmeno una buccia di banana per evitare che il G7 possa scivolare, ai forconi a starsene in campagna. Signori, arriva il ministro Lollobrigida e con lui gli altri sei colleghi esperti in agricoltura dei Paesi più importanti del mondo: Ortigia deve essere una bomboniera. (Detto tra parentesi, ai tempi della ministra Prestigiacomo si tenne più sobriamente in Ortigia il G8, Russia compresa).

Il G7 è un’occasione di studio e di approfondimento dei temi di attualità riguardanti l’agricoltura e le sue prospettive future che si conclude con l’approvazione di un documento. Averlo spettacolarizzato e trasformato in una parata è una scelta opinabile. Tuttavia, prometto che nei dieci giorni che cambieranno l’agricoltura mondiale mi asterrò perfino dal dubitare.

Quanto ad Ortigia resistente, non so se la si nota di più se protesta o se non disturba, ma la decisione spetta ai suoi rappresentanti, ai quali, se posso permettermi di dare un consiglio non richiesto, dico sommessamente che forse la scelta migliore è quella di far impegnare pubblicamente il sindaco ad accogliere le vostre richieste prima del G7.

Un postscriptum: sono nato in Ortigia e amo le strade, le piazze, i vicoli, le chiese dove sono cresciuto. È in nome di questo amore che ce l’ho con gli amministratori, non ultimi quelli attuali, che ne hanno consentito il degrado, pur continuando imperterriti ad esaltarne le bellezze quasi fossero opera loro.

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