Sicilia in fiamme. Ma il disastro ambientale ha nomi e cognomi

A parità di fascia climatica, gli incendi seguono bordi amministrativi”. E il nostro bordo amministrativo sono i confini regionali della Sicilia. Non sarebbe sufficiente questa constatazione perché un’intera classe politica si dimettesse, si nascondesse, venisse messa alla sbarra per ‘disastro ambientale’? 

Il rapporto annuale compilato dal Copernicus Climate Change Service (C3S) – con C3S si indica specificamente il servizio del programma Copernicus relativo ai cambiamenti climatici – è l’ESOTC (anagramma di European State of the Climate), uno studio, frutto dell’apporto tanto del C3S quanto di partner esterni, che fornisce un’analisi dettagliata degli indicatori climatici chiave, delle condizioni in essere e delle tendenze a lungo termine.

Scienza e tecnologia fanno la loro parte. È il fattore politico, e in genere quello istituzionale dei massimi organismi di controllo e di repressione, che non va. Serve ancora indicarne le cause?

Serve ancora ricordare che “la causa delle fiamme non è puramente (o meglio ‘nella quasi totalità dei casi’?) meteoclimatica, ma connessa a diverse pratiche di amministrazione e sfruttamento del territorio. Il problema degli incendi è quindi un problema causato dall’uomo, e come tale si può combattere”?

L’articolo di Emiliano Farinella (link in calce) è una sintesi precisa di tutto quello su cui ogni siciliano dovrebbe riflettere a lungo non solo per valutare a chi si è data la propria fiducia al momento del voto, e su quali debbano essere i prioritari criteri di scelta per la tornata successiva, ma anche, e forse soprattutto, per capire quale debba essere la propria parte, la propria responsabilità, qui ed ora. È arrivato per tutti il tempo, se non di partecipare direttamente, almeno di provare a sostenere con ogni mezzo le aggregazioni nate proprio in risposta alle gravissime inadempienze degli organismi preposti a ogni diverso ambito (in primis prevenzione e repressione) nella tutela del territorio: l’associazione no-profit Fenice Verde, nata a Palermo impegnata da anni sul fronte della protezione e ripristino dell’ambiente dagli incendi boschivi; il Movimento Antincendio Iblei, giovani e meno giovani pronti ad affrontare le emergenze in prima persona e ad organizzarsi in un attimo grazie a una chat fatta di passione e impegno totale; il Comitato antincendio siracusano che in un solo anno di vita ha messo in campo una decisa azione di controllo sugli atti amministrativi e di sprone anche verso consiglieri comunali e regionali (suo l’input sui ristori incredibilmente non riconosciuti dal governo regionale alla provincia di Siracusa nell’evidente distrazione della deputazione locale); il Gruppo ovest Siracusa, una delle reti territoriali a sentinella del territorio; e certamente i tanti altri delle altre province.

Una mobilitazione dal basso sempre più ampia, radicata e consapevole del futuro nero verso cui sta precipitando la Sicilia, stretta tra desertificazione e incendi, ‘assediata dalle fiamme’: tra il 15 maggio e il 29 luglio oltre novemila ettari sono stati distrutti, annientati, in una strage di biodiversità che non ha fine.

 

La mappa, con i suoi innumerevoli punti rossi, è un atto d’accusa contro l’incuria e la negligenza” scrive Emiliano Farinella.

Troppo clemente il giudizio: l’atto di accusa è intanto, acclarato, contro l’insipienza di una classe politica che non è in grado di adempiere ai compiti istituzionali che le sono affidati; che non riesce a fare ordine nel corpo dei forestali ed è costretta ad annullare concorsi farlocchi, come l’ultimo dello scorso ottobre per l’assunzione di 46 agenti, quando è stata costretta a dichiarare decaduta la commissione esaminatrice per un ‘conflitto d’interessi’ scoperto a seguito di segnalazioni, non certo per motu proprio; che si impantana nella nomina degli assessori e lascia senza guida un comparto fondamentale dell’economia qual è l’agricoltura; che spreca pubbliche risorse in mancette elettorali date a pioggia (con la ridicola appendice di chi, lasciato fuori, invece di combattere il sistema ab imis, lotta per far parte della spartizione, dello spreco) e distoglie fondi preziosi per il sogno di grandeur salviniano di un ponte che mai si farà, piuttosto che  programmare una serie di interventi che salvino ambiente, produzioni, animali e lavoratori del settore; che non riesce a dotarsi per tempo dei mezzi antincendio indispensabili, o  sbaglia nel fare le gare; che non sa contrastare l’abbandono dei rifiuti sulle strade, spesso punto di innesco degli incendi, e addirittura sospende proprio ad agosto le attività degli operai stagionali, non impegnati direttamente nell’antincendio, invece di affiancarli, come chiede il sindacato, al personale comunale nel mettere in sicurezza il territorio (a Siracusa (ben) due operai dovranno provvedere a diserbare 18mila mq, presto!); che parla ancora di emergenza quando le fiamme si appiccano in ogni stagione così come anche di notte (a ulteriore ennesima riprova che dietro c’è solo la mano di delinquenti o irresponsabili).

Ma soprattutto l’atto di accusa è contro la connivenza nei confronti di un fenomeno le cui vere matrici sono state individuate, analizzate e ‘certificate’. E contro l’ecomafia, contro i sistemi malavitosi organizzati occorrono misure straordinarie, una risposta diversa basata non tanto su un inasprimento di pene cui già il governo Draghi ha almeno in parte provveduto, quanto piuttosto sulla certezza delle stesse: il punto debole nella lotta contro questa piaga. Non solo è difficile scoprire e identificare i responsabili degli incendi (la regione Calabria si è dotata però di droni che pare siano stati efficaci nel controllo del territorio) ma soprattutto, dopo averli scoperti, identificati e denunciati, arrivare alla loro definitiva condanna (tre gradi di giudizio prima della scadenza dei termini di prescrizione).

E allora, anche nel rispetto di chi lotta sul campo contro le fiamme, e a volte per questo perde la vita, Enti locali e regionale, Prefettura, Questura, Procura siano chiamati al redde rationem.

Qui il link per l’articolo, imperdibile, di Emiliano Farinella

https://www.liberioltreleillusioni.it/articoli/articolo/15-anni-di-incendi-in-italia-e-lo-strano-caso-sicilia

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