“Il contratto in questione è stato aggiudicato sulla base di una procedura di scelta del contraente secondo l’offerta economicamente più vantaggiosa. Questo significa che in sede di gara è stato apprezzato non solo l’aspetto economico, ma anche la qualità delle proposte migliorative rispetto al servizio base. A seguito delle verifiche effettuate dal Direttore del Parco è emerso che le migliorie presentate in sede di gara e contrattualmente dovute alla fine sono rimaste solo sulla carta. Ciò da un lato inficia l’aggiudicazione fatta confidando su tali migliorie, dall’altro prefigura una inadempienza contrattuale per non aver fatto quanto proposto. Ed è per questo che stiamo iniziando la procedura di rescissione del contratto” chiarisce l’ingegnere Mario La Rocca, Dirigente Generale del Dipartimento dei beni culturali e dell’Identità siciliana.
C’è stata una risposta delle società interessate alla verifica del Direttore Bennardo?
Le società avrebbero potuto dimostrare in qualche modo che il Direttore era in errore, o che per cause di forza maggiore non sono riuscite ad adempiere agli impegni assunti. Ma una volta che la verifica è risultata negativa, sono partito con la procedura di rescissione del contratto.
Quindi le società devono rispondere entro venti giorni alla sua lettera avanzando le proprie ragioni. E per la nuova gara cosa potrebbe accadere?
Ora non mettiamo il carro davanti ai buoi. Vedremo.
E così dall’ingegnere La Rocca non è stato possibile ottenere nessun altro chiarimento su questo versante, a differenza della grande disponibilità a confrontarsi sul tema caldo del teatro greco con impalcatura fino a settembre ed oltre causa G7 Agricoltura.
Va bene, cambiamo argomento. Nessun imbarazzo nel tener coperto il teatro fino a settembre nonostante la decisione presa di liberarlo una volta terminate le rappresentazioni classiche?
Vorrei chiarire innanzitutto che la scelta di un teatro alternativo non è stata dettata da obblighi di legge, bensì da ragioni gestionali.
Ovviamente il Teatro Greco di Siracusa è un’attrazione fondamentale per i turisti che lo vogliono vedere libero da coperture in tutto il suo splendore. Ma il G7 è un evento che pone Siracusa e il suo Parco al centro dell’attenzione mondiale. Mi pare doveroso aprire i saloni di casa e dare il meglio di noi stessi, quindi fare svolgere gli eventi del G7 al teatro greco di Siracusa, mi pare chiaro.
Comprendo la motivazione ma intanto sono state affrontate ingenti spese per realizzare la struttura dell’ara di Ierone senza raggiungere l’obiettivo prefisso, quello appunto di restituirlo alla piena fruibilità di visitatori e studiosi come si dovrebbe.
Si è fatta una valutazione costo beneficio e secondo me questa volta il beneficio c’è tutto, perché avremo gli occhi del mondo puntati su di noi. Non è confrontabile con concerti di interesse comunque locale che sicuramente non hanno l’importanza, la rilevanza e l’attenzione mediatica del G7; quelli sì, si possono tenere all’ara di Ierone. Credo che per i sette capi di Stato, delle sette più grandi potenze economiche del mondo, credo sia doveroso, che dove sia dove è rosso, l’abbiamo fatto per gli altri, lo dobbiamo fare anche per loro. Non so se condivide questo punto di vista.
No, non lo condivido, ma non importa. Dal mio punto di vista ritengo che il Parco della Neapolis debba essere liberato da qualsiasi struttura pur se amovibile. E a proposito di questo: cosa prevediamo per il prossimo anno? Riproponiamo il teatro dell’Ara? Intanto smontiamo tutto?
Questi aspetti tecnici io non li conosco, ma so che c’è un grande interesse da parte di gruppi imprenditoriali per gestirlo loro e questo comporterà, se confermato questo interesse, una procedura di evidenza pubblica per cercare di individuare un soggetto gestore che poi a quel punto possa investire da noi e portare un surplus di turismo. Io penso che poiché Siracusa è centro di grande attrazione turistica sia più importante fare i concerti fuoristagione piuttosto che nel periodo in cui, se vai a Siracusa, non trovi un posto letto, mentre se ci vai in autunno o inverno trovi gli alberghi chiusi; e parlo per esperienza diretta in qualità di commissario della provincia spesso a Siracusa. Le manifestazioni dovranno quindi essere un attrattore. Le rappresentazioni classiche al teatro greco da liberare quanto prima e gli altri eventi in questo luogo alternativo in un lasso di tempo più ampio nell’ottica di una destagionalizzazione del turismo e di una fruizione complessiva del Parco.
Diciamo quindi che l’idea dell’Assessorato ai beni culturali è quella di pensare che il Parco della Neapolis debba avere una struttura fissa all’interno e non piuttosto andare nella direzione di una valorizzazione incentrata, per esempio, su spettacoli itineranti che non abbiano bisogno di nulla di impattante.
Guardi, il mio sogno è che l’ara di Ierone possa avere un’operatività per tutto l’anno compatibilmente con le condizioni climatiche. L’area di Ierone, il teatro dell’area di Ierone, nonostante molti stiano boicottando il progetto, è comunque appetibile e lo dimostra l’interesse di alcuni imprenditori alla gestione in proprio di quest’area. Credo che la strategia debba essere l’Inda con spettacoli di altissimo profilo nel teatro greco per il tempo minimo possibile e il resto delle attività fatte all’ara di Ierone, che è un contesto di tutto rispetto che attrae pubblico e artisti.
L’ara attrezzata comunque non regge il confronto con il teatro greco, di ben altro fascino, che va però preservato. Quella struttura resta orribile. Ci sono però altri posti di grande suggestione fuori dal parco, che andrebbe lasciato così com’è, rispettato nella sua identità, che potrebbero accogliere eventi di vario genere.
Ma è anche vero che noi dobbiamo valorizzare l’ara di Ierone e valorizzare significa anche avere un ritorno economico e per questo ci vogliono i grandi numeri per esempio degli eventi musicali, altrimenti anche i costi di concessione non sarebbero sostenibili. Il concerto e poi la visita notturna del parco: sarebbe una valorizzazione importante. Restiamo sulla strada indicata da Sebastiano Tusa, un grande assessore ma ancor prima un grande archeologo, fautore come pochi dei principi di valorizzazione dell’inestimabile tesoro culturale che vanta la nostra regione.
È sul concetto di valorizzazione che bisognerebbe infatti concordare: l’apertura dei tanti nostri siti sconosciuti e non fruibili, la ricerca archeologica, una fruizione moderna dei nostri monumenti. Perché caricare il Direttore di un Parco archeologico della responsabilità di progettare e organizzare eventi che nulla hanno a che fare con un sito archeologico? È un distoglierlo dalle sue vere funzioni. Ma torniamo al fulcro della nostra conversazione: l’obiezione che si fa è che, se il teatro doveva restare coperto, allora i concerti potevano tenersi lì. Il rammarico del nostro sindaco Italia. La colpa del calo dei visitatori.
Guardi: intanto che sarebbe stato opportuno lasciarlo coperto per il G7 l’abbiamo saputo quando noi già avevamo cominciato a costruire o forse già definitivamente costruito il teatro nuovo. Ma poi quest’anno non si sono fatti i concerti, non perché si è voluto vietare, perché se per caso veramente fosse venuto qualche artista di rilievo lo avremmo ospitato lì. Vorrei sfatare il mito di un’opposizione ideologica. Il problema sono state le nuove tariffe per la concessione dei siti, troppo alte per gli imprenditori, anche dopo che sono state riviste al ribasso. Infatti anche con la stessa Inda abbiamo avuto grande difficoltà a fare il contratto. È chiaro che con questa tempistica non c’era nemmeno più la possibilità di farla una programmazione.
Per quanto riguarda invece il calo di visitatori al Parco come al Museo, ammesso che sia confermato, penserei piuttosto al fatto che si è ridotto il traffico crocieristico su Siracusa, non crede?
Sì credo, insieme a tante altre cause, ma le faccio l’ultima domanda. Sa di quale natura siano gli spettacoli organizzati dall’assessore al turismo Elvira Amata per il 24 agosto e il 15 settembre?
Non ne so molto, non seguo proprio tutto. Di certo sono realizzati per creare l’aspettativa ed accompagnare il percorso fino all’evento culminante che sarà quello del G7, un momento importante in cui esporre i gioielli di famiglia all’attenzione di tutto il mondo.

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