Anche quest’anno, grazie alla perdurante, inderogabile sponsorizzazione del sindaco, ci ritroviamo alle prese del fascinoso festival di Ortigia Sound System.
La prima constatazione che sorge spontanea è lo spostamento del festival dalla Piazza d’Armi del Maniace allo Sbarcadero Santa Lucia, causa la cessazione del bar monstre per fallimento, prova definitiva che quel deturpante chiosco astronave – il quale, grazie all’ambiguità dell’Agenzia del Demanio, sta ancora lì come un relitto distopico – non era stato autorizzato per le sventolate finalità culturali, ma solo per servizio ristoro a beneficio del festival e dei suoi “esigenti” avventori.
Oggi, con il cosiddetto “Main Stage“ allocato allo Sbarcadero (ove è stata montata una struttura senza patire le pignolerie delle norme di sicurezza sul lavoro), tocca ai cittadini della Borgata godere l’impatto notturno delle tonalità elettroniche e dei relativi seguaci, ma va detto subito che Ortigia, con Palazzo Impellizzeri, il Convento di San Francesco (Public Program ) e la Marina (closing party), resta la location di vari eventi del fumigante festival, mentre altri eventi, ovviamente di musica tecno, sono previsti nei giardini del Foro Siracusano (“Pantheon Stage”), nel Parco della Neapolis con altre imperdibili performance artistiche, e addirittura all’interno della Riserva Ciane Saline, presso il locale Bamboo Park, che ospita l’irripetibile evento “Anapo Stage”.
Il sindaco Italia, da vero supporter di cotali forme artistiche, non ha lasciato davvero nulla di intentato per donare a Siracusa, anche per quest’anno, l’emozione travolgente di Ortigia Sound System, anglicismi compresi, per dare all’ambient tutto il cool possibile.
E si arriva così alla recentissima Deliberazione di Giunta 26 luglio 2024 n. 100 cui tutti, sindaco e assessori, hanno partecipato in videoconferenza dai rispettivi luoghi di vacanza, nonostante i lauti onorari delle cariche, perché, in simile occasione, lo comprendiamo, la presenza fisica al Vermexio sarebbe stata troppo antiquata e distonante dalla modernità artistica che si andava a deliberare.
Cosa hanno deliberato, sindaco e assessori, in videoconferenza?
È presto detto. La concessione del patrocinio gratuito e, in particolare, la concessione gratuita di tutti gli spazi pubblici per migliaia e migliaia di metri quadrati, a vantaggio delle varie location dell’irresistibile Festival.
Per motivare la meritata regalia all’insopprimibile kermesse, i nostri amministratori hanno volato generosamente in alto, forse troppo. Si sono appellati nientepocodimeno che all’art. 7 del Codice statale dei Contratti Pubblici, cioè al Principio di auto-organizzazione amministrativa che esenta l’applicazione delle regole di concorrenza (la gara) quando “due o più stazioni appaltanti o enti concedenti cooperano in un’ottica esclusivamente collaborativa e senza alcun rapporto sinallagmatico tra prestazioni”. Detto altrimenti, quando due o più Pubbliche Amministrazioni collaborano tra loro scambiando lavori, servizi o forniture, con un provvedimento motivato in cui danno conto dei vantaggi per la collettività. Niente gara, insomma, se sono Enti Pubblici che autoproducono quel servizio. Tutto molto bello, solo che, nella Deliberazione in questione, l’unico Ente Pubblico Concedente è il Comune, mentre il beneficiario è l’associazione privata Ortigia Sound System APS. Insomma, il Comune collabora con sé stesso, perché fa propria l’attività del privato e il privato gode e tutti godono con loro.
Un’altra luminosa motivazione del sussidio finanziato offerto dai siracusani è che, testualmente: “l’Associazione Ortigia Sound System ha presentato il piano economico finanziario 2024, da cui si evince che il calcolo del risultato d’esercizio risulta negativo, pertanto l’evento in oggetto non risulta essere a scopo di lucro”, ragione per la quale è giusto che il Comune sostenga finanziariamente l’imprescindibile Festival. È però un dettaglio irrilevante che al Festival si assiste solo pagando il biglietto, così come per i generosi consumi dei bar allestiti nelle varie location. Sono proprio loro di Ortigia Sound System che vantano una consolidata presenza di 12.000 spettatori nelle cinque giornate. Addirittura il rappresentante legale di Ortigia Sound System, il cui nome, nella Determina dirigenziale 26 luglio 2024 n. 188 attuativa in concreto della suindicata Delibera dello stesso giorno, è oscurato (altro indizio che trattasi di sussidio), ma noi ne diciamo il nome perché è giusto dargli i meriti che si è guadagnato, e cioè Fulvio Romano, il quale nel suo curriculum di organizzatore, molto anglofilo, vanta una presenza di 13.000 spettatori. Però dicono di andare in perdita. Proprio un bell’ambient.
La motivazione più nobile e visionaria sta tuttavia nel fatto che, testualmente: “questo progetto rappresenta l’incontro tra il patrimonio millenario della città di Siracusa con lo spirito e l’attitudine dell’Associazione, impegnata su una ricerca riguardante il contemporaneo dal punto di vista musicale e non solo; … l’Associazione Ortigia Sound System sta mettendo in atto per creare un festival di qualità e diffuso per l’intera Siracusa, contribuendo a creare una nuova narrazione dell’identità della città e a condividerla con un pubblico giovane e internazionale”. Mica bruscolini, insomma; qui, il genio del sindaco ha capito che è in ballo la nuova narrazione “contemporanea” dell’immenso patrimonio storico-culturale di Siracusa e, con buona pace dei polverosi e mummificati assertori della Tutela, qui si tratta di declinare la nuova via della
Valorizzazione. Ben lo sanno gli ortigiani i quali, nelle passate edizioni del Festival, hanno potuto apprezzare questa tensione contemporanea negli originali abbinamenti del binomio: monumenti-bisogni fisiologici di larghe frange di avventori poco sobri, quanto in creativa libertà.
Tanta è l’urgente meritevolezza dell’iniziativa che anche per la licenza di pubblico spettacolo pare si sia bonariamente soprasseduto sull’obbligo di legge di presentarla almeno 30 giorni prima della manifestazione alla Questura e lo stesso dicasi per le autorizzazioni della Commissione pubblici spettacoli. Speriamo che i Vigili del Fuoco non si mettano di traverso, così come non faccia troppi problemi la Direzione della Riserva Ciane Saline, nel cui territorio si svolgeranno le perfomances notturne (un palco ed un impianto audio da concerto, musica da mezzanotte alle 9 del mattino, un after e per due notti) presso il locale Bamboo Park, affittato per l’occasione in esclusiva. In definitiva, se il gran chiasso notturno, i fumi, i fuochi e quant’altro dovessero disturbare la fauna acquatica e distruggere giusto un po’ di vegetazione palustre, il danno sarebbe certamente inferiore al già detto beneficio culturale, come recita Italia, di perseguire una narrazione “contemporanea” del Ciane e del suo Mito.
Proprio una “grande opportunità per la Città di Siracusa in termini di promozione d’immagine e di promozione culturale e turistica del territorio”, recita la Deliberazione in videoconferenza che ha rinunciato per questo a decine di migliaia di euro in canoni di occupazione di suolo pubblico.
Proprio un bell’ambient

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