Servizi aggiuntivi al pubblico nei luoghi della cultura. Verifica sull’adempimento degli obblighi contrattuali per Aditus e associate prima della nuova gara. Nervosismo alle stelle

Si scaldano i motori in vista del 31 ottobre 2024 prossimo, data in cui scade la sesta (!) proroga (dai previsti quattro a otto anni) all’ATI concessionaria della gestione dei servizi pubblici all’interno dei luoghi della cultura.

E il nervosismo è evidente, come testimoniano le varie dichiarazioni del primo cittadino e dell’assessore comunale alla cultura Fabio Granata (e come spalla il presidente di Noi Albergatori Giuseppe Rosano) in relazione a ‘presunte’ frizioni tra regione e società; ed altresì evidente è il tentativo di Aditus, la mandataria, di correre ai ripari per alcune contestazioni, quali per esempio la mancata corresponsione alla regione per l’anno 2023 delle royalties per 63.734 euro a cui si sarebbero aggiunte altre somme per un totale di 150mila euro (così Massimiliano Torneo su La Sicilia). Pagamenti che la società starebbe effettuando. E dobbiamo necessariamente immaginare che abbia già provveduto ad altri ritardi, per esempio quelli segnalati dalla nota prot. n.19564 del 21/04/2023 del Dirigente Generale del Dipartimento dei Beni Culturali, da cui si evince che, relativamente al Lotto SR1, rimangono (o rimanevano?) ancora da versare, da parte del Concessionario Aditus s.r.l. in favore del Dipartimento e del Parco per un totale di circa 248mila euro.

Perhé non si pretende a tempo debito il versamento dei canoni dovuti? In cosa consisterebbero allora le previste verifiche semestrali? Domande retoriche!

E tuttavia, metter mano al portafoglio è gioco facile. Più complicato arrivare pronti alla prova del nove: la verifica della corretta esecuzione del contratto sottoscritto nel lontanissimo 2016. Preposto a tale verifica il Direttore del Parco, responsabile dell’esecuzione e, da quando il Parco ha ottenuto l’autonomia, titolato a indire il nuovo bando di gara e a seguirne l’iter.

Va certo da sé che i controlli sulla corretta esecuzione di un qualsiasi contratto con la Pubblica Amministrazione dovrebbero essere fatti periodicamente, anno per anno, non solo alla scadenza del contratto (capita che non si facciano neanche in questa occasione!). L’unico modo per garantire servizi davvero efficienti e validi, sia che si tratti di beni culturali che, per esempio, di Siam, di Tekra e via discorrendo.

Molti gli impegni assunti dall’Ati nell’offerta tecnica presentata per aggiudicarsi la gara.

Interessante, in premessa, la convinta adesione agli obiettivi della Regione Siciliana nell’avviare il percorso di partenariato tra pubblico e privato nella gestione e valorizzazione del patrimonio culturaleper andare oltre la logica dei cosiddetti servizi aggiuntivi”, “oltre una concezione puramente conservativa del patrimonio culturale, ponendo in primo piano le attività di valorizzazione e la qualità dei servizi e delineando una rete capace di realizzare ricerca, produzione e diffusione culturale nelle aree territoriali dove i siti sono ubicati”. E da qui l’impegno dell’Ati a mettere in campo “le migliori capacità organizzative e professionali” delle imprese congiunte “per stabilire un rapporto di collaborazione organica con l’Amministrazione concedente”, in un’ottica che già guardava al futuro, ad “un’organica dimensione cittadina e territoriale”, prospettando la gestione del Castello Maniace (ottenuta poi nel 2019) e ancora il percorso ipogeico da piazza Duomo alla fonte Aretusa e il Castello Eurialo. Insomma tutto. Sappiamo che ipogeo e Castello Eurialo non sono entrati nella gestione Ati mentre, dall’agosto 2023, la Momento srl (subentrata alla Mencarelli Banqueting Roma srl con atto di compravendita dell’agosto 2018), oltre ad essere presente in tutti gli altri siti (e nel bar privato del proprio B&B in piena area archeologica su cui molto abbiamo scritto) avrebbe anche ottenuto la gestione della ristorazione con somministrazione all’interno del Teatro comunale.

Le restanti 125 pagine dell’offerta tecnica del raggruppamento di imprese sono la promessa di un glorioso futuro dei nostro siti culturali. Ma così non è, dice tra gli altri l’assessore Granata, che però attribuisce il calo dei visitatori al Museo Paolo Orsi, e in genere ai dati insoddisfacenti delle presenze nei nostri principali siti culturali (che però attestano comunque introiti superiori per l’aumento del ticket di ingresso), ad “una certa conflittualità tra Regione e imprenditori titolari dei servizi aggiuntivi e delle biglietterie” che “certo non aiuta”, così da vedersi quasi costretto a dare la propria disponibilità “a iniziative comuni” per porre rimedio al disastro annunciato.

Neanche sfiora l’idea che la domanda corretta da porsi dovrebbe essere: “Ha avuto pecche l’attività di promozione dei siti affidata alla concessionaria dei servizi aggiuntivi?”

L’attività di merchandising, insomma la pubblicità, promozione, valorizzazione dell’offerta culturale che passa, come si legge per l’appunto nell’offerta tecnica dell’Ati, attraverso la disponibilità di un supporto informativo per arricchire la conoscenza dei siti e di strumenti editoriali per una maggiore conoscenza, la ricchezza dell’assortimento di pubblicazioni sull’archeologia e sul patrimonio artistico siciliano, la possibilità di acquistare prodotti tipici e oggetti delle migliori tradizioni dell’artigianato artistico siciliano e altro, è proprio il cuore dei servizi aggiuntivi e costituisce, all’interno dell’offerta presentata dalle società concorrenti, quella proposta di ‘migliorie’ cui si attribuisce un punteggio alto e che quindi spesso consente di aggiudicarsi la gara. Ecco perché non può tradursi in mero libro di sogni ma deve/dovrebbe trovare puntuale realizazzione.

Proprio l’offrire al pubblico servizi e attività “extra” per migliorare attrattività e conoscenza del nostro patrimonio culturale è stato l’obiettivo dell’apertura ai privati nel campo dei beni culturali, il senso profondo della legge Ronchey – dal nome dell’allora ministro per beni culturali Alberto Ronchey – del 14 gennaio 1993 n. 4, legge votata all’unanimità. Dei sei articoli che la compongono, nel quarto venivano individuati alcuni servizi aggiuntivi da erogare al pubblico nei luoghi della cultura (allora musei, biblioteche e archivi di stato), tramite un concessionario e dietro corrispettivo. I nuovi servizi che venivano previsti erano tre: il servizio editoriale e di vendita riguardante le riproduzioni di beni culturali e la realizzazione di cataloghi ed altro materiale informativo; servizi riguardanti i beni librari e archivistici per la fornitura di riproduzioni e il recapito nell’ambito del prestito bibliotecario; servizi di caffetteria, di ristorante, di guardaroba e di vendita di altri beni correlati all’informazione museale. Altra novità positiva prevista dalla legge agli artt. 2 e 3 era la mobilità del personale per assicurare orari più ampi di apertura, anche nei giorni festivi.

Gli aggiornamenti successivi e le disposizioni normative sono rimasti in questa scia e la possibilità per i privati di agire in associazione temporanea di imprese è stata intesa come garanzia del massimo di efficienza ed efficacia.

Questa la ripartizione originaria delle funzioni tra le aziende associate per Siracusa: alla Globe Events Management (capogruppo mandataria, poi nel 2016 The Key s.r.l e nel 2019 Aditus srl, denominazione più consona alla gestione di un sito archeologico) il coordinamento del R.T.I., servizi di biglietteria, attività di informazione e promozione turistica, organizzazione eventi; a Civita Servizi biglietteria, attività di valorizzazione, mostre ed eventi culturali, servizi di promozione e comunicazione e Civita Sicilia accoglienza e assistenza didattica, gestione dei bookshop, merchandising; ad Electa Mondadori editoria, merchandising, attività di valorizzazione, mostre ed eventi culturali, servizi di promozione e comunicazione e infine a Mencarelli (Momento srl dal 2018) caffetteria e ristorazione.

Quindi ciascuna società mandante con un proprio ruolo e specifici obiettivi. Electa, per esempio, nell’offerta tecnica si impegnava a produrre tantissimo materiale per la promozione dei siti (piante generali dei singoli siti culturali con particolare riguardo ai percorsi visitabili, e con indicazioni in almeno quattro lingue, dei vari servizi e di quanto di utilità per il visitatore; bollettino informativo, annuale, sulle attività svolte dall’Istituto competente per dar conto delle attività di gestione e di conservazione, dei restauri, dei nuovi allestimenti e delle iniziative nei siti della Provincia di Siracusa; guide brevi illustrate di descrizione dei siti, in almeno 4 lingue (inglese, francese, tedesco e spagnolo) oltre l’italiano: pubblicazioni tascabili, di facile consultazione ed immediata comprensione e comunque redatte secondo criteri rigorosi di esattezza scientifica, con immagini accattivanti, per un approccio immediato a un patrimonio d’arte e di cultura vastissimo; guide tematiche previa selezione dei temi da approfondire fatta in accordo con il Dipartimento Regionale; editoria didattica e pubblicazioni rivolte all’infanzia ed ai ragazzi in età scolare, quale strumento irrinunciabile alle attività laboratoriali e ludiche dei musei con una conseguente fidelizzazione delle scuole e delle famiglie e in particolare, ideata con un gruppo di specialisti e illustratori, una collana dedicata all’infanzia che si potrebbe intitolare “Sicilia delle meraviglie” fatta di piccoli volumi illustrati, dove un personaggio – un bambino, che per i siti archeologici potrebbe essere “il piccolo Archimede” – racconta una storia, come se percorresse un cammino, alla scoperta di opere e argomenti del patrimonio archeologico e storico-artistico del Dipartimento Regionale; editoria multimediale quali guide interattive su CD Rom, prevista una tiratura di 100 copie da fornire gratuitamente ad ogni Istituto per “costituire un serbatoio di materiale didattico e di scambio con altre istituzioni, che permetterà la divulgazione della conoscenza del patrimonio posto sotto l’egida del Dipartimento Regionale grazie a un supporto agile e di facile penetrazione; materiali particolarmente utili per aggiornare e arricchire il sito internet, con interessanti percorsi virtuali, anche di tipo ludico”.

Ma l’elenco degli impegni assunti è lunghissimo e sapientemente dettagliato, anche nella presenza del personale. Per esempio nella Neapolis, “all’interno dello spazio di accoglienza e bookshop” che l’Ati propone di allestire, sono 4 gli addetti a presidio della libreria “con una postazione fissa per tutto l’orario di apertura, con raddoppio nei periodi di maggiore affluenza”.

E così, presso il Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi, per renderlo più attrattivo (la lamentela di Granata e Rosano), presso Villa Landolina era prevista una zona caffetteria e ristorazione “allestita con tutte le apparecchiature necessarie per fornire un servizio di alta qualità”, assicurando così all’utenza, “attraverso arredi appositi, un’ampia zona ristoro sfruttando anche la esterna di Villa Landolina. L’opportunità di fornire un servizio di eccellenza in un contesto pregevole come il Parco che circonda il Museo si traduce in un ulteriore attrattore sia per il turista sia per il cittadino che verrà invogliato a “vivere” il proprio Museo. L’allestimento di tavoli e sedute è previsto all’esterno (attorno alla fontana) con moduli base di 4 tavoli e 16 sedute (come da progetto allegato), espandibile in due file fino a 8 tavoli e 32 sedute compatibilmente con l’utilizzo degli spazi esterni che sarà concordato con l’Amministrazione, in relazione agli ulteriori utilizzi e destinazioni d’uso di tali spazi, le specifiche esigenze, la stagionalità, l’affluenza e il gradimento dei visitatori”.

Eppure non c’è traccia di tutto questo che, a nostro avviso, dovrebbe essere il punto focale dell’attenzione e della riflessione degli odierni detrattori della gestione dei nostri siti culturali (e che, siamo sicuri, è invece già il centro della verifica e delle valutazioni del Direttore del Parco).

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