PIAZZA DUOMO, IL DEHOR CHE DURO’ DUE ORE

Rimosse le piante in piazza Duomo: alla fine il cerino in mano resta all’ufficio Suap.

Quindi, per sapere se le autorizzazioni per l’ampia recinzione di piante c’erano o no, bastava chiedere a loro, allo staff del Ristorante Regina Lucia. Pubblica tutto su instagram una soddisfatta Rossella Lanzafame : “Senza le piante abbiamo ottenuto un effetto ancora più scenico”. Vero! Peccato non averci pensato prima … prima di scatenare la tempesta perfetta dove tutti i capitani sono sembrati ubriachi.

Appena il professore, storico dell’arte, Paolo Giansiracusa ha pubblicato sulla sua pagina facebook la foto della barriera verde a recintare anche l’ingresso del palazzo della Soprintendenza si è scatenato il finimondo.

Intollerabile ai più, tra cui ci iscriviamo, l’idea che anche sulla piazza più importante della città potesse nascere un ennesimo dehor, che fosse consentito anche solo per un evento estemporaneo un’installazione di così forte impatto visivo per garantire la privacy a una cerimonia privata.

A Siracusa, per gli interessi di qualcuno, evidentemente non rileva se si nega a cittadini e a viaggiatori di “scoprire in tutto il suo splendore quella straordinaria forma urbana irregolare e curva della piazza Duomo di Siracusa che Camillo Sitte, nel suo famoso libro, “L’arte di Costruire la Città”, bibbia dell’urbanistica, descrive come una delle più interessanti d’Europa, per la sua conformazione morfologica” ha subito commentato l’architetto Giusy Genovesi.

Sui social decine di commenti tra il serio e indignato e il sarcastico con battute d’ogni tipo; illazioni su quando si fosse perpetrato lo scempio (la sera del sabato senza che nessuno avesse notato nulla, impossibile, quindi alle prime luci dell’alba!); incredulità per l’assenza di controlli nel luogo sede delle istituzioni mentre si scaricavano e posizionavano le piante; commenti (velati) sulla proprietà del ristorante nella cui società, a meno di una qualche variazione, pare sia presente il sindaco Italia e da qui, prospettata, la presunta impunità.

Ma sarà forse passata un’ora e subito è partito il tam tam “ufficiale”, dalle più varie tonalità, su alcune testate online.

             

Gli abitanti del centro storico di Siracusa, Ortigia, si erano ritrovati oggi con una porzione in meno di piazza Duomo, racchiusa da arbusti interrati in vasi di plastica nera senza un’apparente logica motivazione. A segnalare l’accaduto sul suo profilo social il professore e storico dell’Arte Paolo Giansiracusa, attento osservatore e custode di fatto delle bellezze cittadine. La foto, condivisa e ripresa da altre persone oltre che dalla pagina ufficiale di Siracusa Press, Siracusa Live, Tam Tam Tv, ha avuto il merito di attirare l’attenzione del primo cittadino, Francesco Italia, che ha immediatamente provveduto ad inviare i vigili urbani per verificare la situazione. L’intera installazione è risultata dunque non autorizzata e i vigili hanno provveduto ad intimare il ripristino dei luoghi e quindi della fruizione della piazza, così come prima era previsto. Paura passata dunque, ma l’importante è restare vigili per difendere legalità e patrimonio storico-culturale della nostra splendida città”.

Amara sorpresa questa mattina per i residenti di Ortigia e per gli avventori che, con grande stupore e rammarico, si sono imbattuti in una sorta di “recinto” composto da piante di pitosforo in grandi vasi rettangolari. Come si trattasse di un’area privata, intorno ad un locale pubblico, dunque, era stata allestita una delimitazione. A gridare per primo allo scandalo è stato lo storico dell’Arte, Paolo Giansiracusa, attraverso il proprio profilo Facebook. La sua foto è diventata virale in pochissimo tempo. Il sindaco, Francesco Italia, non appena appresa la notizia, ha sollecitato la Polizia Municipale a condurre subito le verifiche del caso e delle autorizzazioni concesse, nessuna in realtà, tanto che i vigili urbani hanno subito intimato ai responsabili il ripristino immediato dello stato dei luoghi. Via, quindi, le improvvisate siepi e l’arbitraria “recinzione”. Piazza Duomo è stata liberata dall’ ”ingombro” che aveva scatenato aspre polemiche”.

Il tam tam è stato così forte che è arrivato alle orecchie del sindaco Italia che ha immediatamente allertato la Polizia Municipale che ha constatato la non autorizzazione dell’opera e ha intimato ai responsabili l’immediato ripristino dei luoghi”.

Anche l’assessore Fabio Granata si è gettato nell’agone rintuzzando post che stigmatizzavano “impunità ed illegalità”: Non emerge un bel nulla. Non erano autorizzati e tutto è stato già rimosso” e ha subito pubblicato la foto della piazza sgombra.

Ma intanto nel bailamme generale, come una doccia fredda, è arrivata la staffilata dai tanti punti esclamativi del neo Soprintendente Tonino Lutri che è suonata da smentita alle dichiarazioni ufficiali: “Stamattina a Piazza Duomo qualcuno pensava di essere a casa propria e, quindi, fare ciò che vuole! Qualcun altro non trovava di meglio che attaccare il soprintendente! Io gli ho mandato il nucleo TPC dei Carabinieri! Così tanto per fargli capire con chi hanno a che fare!”. I carabinieri quindi, altro che polizia municipale.

Solo questa la vera verità come è stato chiaro da quanto pubblicato sulla pagina instagram del Regina Lucia Ristorante: le foto dell’autorizzazione del Suap (Sportello unico per le attività produttive), il servizio comunale preposto, con tanto di versamento dei diritti dovuti per l’occupazione di suolo pubblico. “Ovviamente avevamo tutte le autorizzazioni e i pagamenti effettuati per fare l’evento. E nonostante questo ci hanno fatto togliere le piante, ma …senza le piante abbiamo ottenuto un effetto ancora più scenico”. E, a corredo, lo sfottò: “Per onor di cronaca volevo correggere la testata giornalistica, specificando che le piante INCRIMINATE non erano di PITOSFORO ma di EUGENIA.

Ed ora che si è fatta chiarezza? È evidente che la responsabilità di un’autorizzazione priva di alcuni requisiti fondamentali (il parere della Soprintendenza) sembrerebbe esclusivamente a carico dell’ufficio che l’ha rilasciata, e che probabilmente dovrà anche rimborsare il canone versato.

Finirà così? Che a pagare, se qualcuno pagherà (non si sa in quali termini e con quali modalità), sarà solo chi ha messo quella firma?

(foto tratte dalle pagine social)

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