Quali le conseguenze dello slittamento a settembre dello smontaggio del Teatro Greco? Lasciare l’imbottitura di legno della cavea per ulteriori due mesi e mezzo potrebbe arrecare danni alla patina lichenica della pietra, impedendole di “respirare”. Va inoltre ricordato che la Regione, proprio per non aggravare le condizioni di salute del teatro, ha ridotto per quest’anno la durata delle rappresentazioni classiche dell’Inda e ha allestito un apposito sito all’Ara di Ierone per gli spettacoli pop. Si vuole organizzare un evento per gli ospiti del G7? Lo si faccia all’ Ara di Ierone e non al Teatro greco. O forse per gli esperti dell’ agricoltura del mondo occidentale che parteciperanno al G7 l’ Ara di Ierone non è ritenuta alla loro altezza?
C’è un altro aspetto che va considerato: la copertura della cavea, come è noto, rende letteralmente invisibile il teatro ai visitatori. Spostare lo smontaggio di altri tre mesi comporta che per per oltre 180 giorni, tra montaggio e smontaggio, il teatro sarà negato ai turisti che pagano pure il biglietto d’ingresso. Voglio ricordare che la Carta di Siracusa dice che “il Teatro greco è dei visitatori e degli studiosi”.
Questa assurda situazione danneggia fortemente l’immagine della nostra città le cui istituzioni da un lato blaterano di turismo ma dall’altro impediscono ai turisti di ammirare il nostro monumento simbolo come ce lo hanno lasciato i Greci.
Lo spettacolo del 27 settembre per gli ospiti del G7 è, a mio avviso, un’insopportabile forzatura del ministro italiano dell’Agricoltura, un vero e proprio atto di insensibilità sulla pelle dell’integrità del Teatro greco.
Noi che non siamo servili con il potere, chiunque lo eserciti, proveremo a reagire a tutti i livelli, coinvolgendo i parlamentari, la stampa nazionale e soprattutto scriveremo una argomentata lettera al Presidente della Repubblica. Nell’elenco non includiamo l’Inda perché, per dirla con Aristotele, l’Inda di oggi non prova rabbia come non la prova il sindaco di Siracusa il quale, se potesse, trasformerebbe il Teatro greco in uno spettacolificio.
Tra coloro che non provano rabbia devo purtroppo includere l’amico Rosano di Noi Albergatori. Anche Rosano utilizzerebbe volentieri il Teatro greco come spettacolificio e, cosa ancora più sorprendente, accetta senza fiatare il fatto che per volontà di un ministro si tenga imballato il teatro per due mesi e mezzo in più rispetto agli accordi iniziali che prevedevano lo smontaggio subito dopo l’esibizione di Bolle e cioè dal 15 luglio. E tutto questo per una serata per i rappresentanti del G7 che si potrebbe svolgere tranquillamente all’Ara di Ierone.
L’assessore Scarpinato lo scorso anno decise, responsabilmente, per non aggravare le condizioni di salute del teatro, di concederlo in uso all’Inda solo per gli spettacoli classici e di allestire, cosa che ha fatto, un’area alternativa per gli spettacoli pop all’Ara di Ierone, che contiene circa quattro mila spettatori e non due mila. Forse è troppo popolare l’Ara di Ierone per alcune “star” dello spettacolo?
Caro Rosano, il vero scandalo, il vero spreco, è impedire ai turisti di visitare per sei mesi l’anno il monumento simbolo di Siracusa perché imbottito di legno per consentire gli spettacoli.
La battaglia da fare, e noi la faremo, è quella di proteggere il Teatro greco da un uso scriteriato che rischia di comprometterne l’integrità e reagiremo di fronte a quello che riteniamo un sopruso del potere, non per pregiudiziale politica, ma a tutela del nostro patrimonio culturale.
Sarebbe un gesto di saggezza da parte del ministro Lollobrigida consentire lo smontaggio del Teatro per farlo ammirare nel suo splendore ai suoi ospiti, spostando all’Ara di Ierone lo spettacolo. Credo che i suoi ospiti apprezzerebbero di più.
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