CASTELLO MANIACE, LA RISPOSTA DI ORTIGIA SOSTENIBILE AL SINDACO

Una notizia che ha soddisfatto il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, entusiasta oggi ai microfoni di un giornale on line: “è la conferma che l’idea del 2017 era vincente e grazie a quella decisione si è riqualificata tutta la zona e si è data un’opportunità straordinaria anche al Castello Maniace. All’epoca una transenna e un cancello chiuso impedivano la vista del monumento e quando si riusciva a entrare ci si trovava in condizioni disastrose. Il progetto era talmente meritevole che in 7 anni è stato venduto a una cifra certamente non banale con un’asta molto partecipata”.
Il sindaco Italia ha dato il via a questa vicenda con le solite opacità e continua a farlo ancora adesso. Innanzitutto non è vera l’affermazione che “con l’idea del 2017 … si è riqualificata tutta la zona, e questo per le seguenti ragioni:

1) il sito era tutt’altro che da riqualificare, atteso che, pochi anni prima, vi erano stati spesi € 440.000,00 di fondi POI in “Attrattori culturali… turismo” (Decreto n 3098/2014) per il progetto denominato “Piazza d’Arme ex Caserma Abela-Castello Maniace …”;

2) nel sito di Piazza d’Arme avevano beatamente lavorato, negli anni precedenti, alcuni operatori economici della movida tra cui, negli ultimi anni, proprio colui che – guarda un po’ che combinazione – sarebbe diventato il concessionario “definitivo” dell’area in questione. Infatti il 29 maggio 2017 la gara indetta dall’Agenzia del Demanio assegnava Piazza d’Arme all’Associazione Afro Asiatica del Turismo, unico operatore economico concorrente alla gara. E conseguentemente, il successivo 28 novembre 2017, tra l’Agenzia del Demanio e l’Associazione aggiudicataria veniva stipulata la Concessione rep. n. 208. 3).  E proprio la Concessione, nelle sue stesse premesse, dichiara che “l’immobile versa attualmente in normale stato conservativo.

La verità è che, per accreditare la valorizzazione, nei confronti degli Organi di Tutela, nonché delle normative specifiche da applicare, occorreva assolutamente far passare la narrazione che Piazza d’Arme versasse in stato di degrado. Ridicola è poi l’affermazione secondo la quale “si è data un’opportunità straordinaria anche al Castello Maniace” che descrive pienamente la povertà culturale, la rapacità e lo spregiudicato qualunquismo del suo autore dal momento che, certamente, il Castello Maniace non abbisognava della baracca-bar per essere conosciuto ed ammirato e, semmai, l’effettiva operazione fu esattamente al contrario, perché si sfruttò il grandioso monumento per promuovere l’attività commerciale così cara al vicesindaco, poi diventato sindaco.

Altra risibile affermazione quella secondo la quale “è la conferma che l’idea del 2017 era vincente” per la banale ovvietà che non merita commenti, se non fosse per il devastante postulato culturale di cui è sintomatica. Appare fin troppo chiaro che, se si consentisse a un barista di montare un chiosco di lamiera sulla scena del Teatro Greco, piuttosto che a Trinità dei Monti, o nella Loggia della Signoria, o nella Casa dei Vettii, il barista in questione non si farebbe certo pregare e naturalmente l’operazione sarebbe matematicamente vincente”. Per lui.

Il resto di questa vicenda malata è più che noto. L’originario progetto di “stand ricettivo” risultato aggiudicatario e cioè “… realizzato … con aperture su tutti i lati in modo tale da renderlo trasparente nei confronti del paesaggio circostante … ombreggiato da tele di tessuto bianco …” veniva totalmente trasformato dal concessionario in altro e ben diverso progetto, con previsione di realizzazione di struttura priva della temporaneità, come era invece riportata nella precedente idea progettuale, da adibire a chiosco bar ristoro. Cambiava anche il profilo giuridico del Concessionario, da Associazione Euro Afro Asiatica del Turismo senza fine di lucro, a società di capitali Senza Confine S.r.l., che otteneva sempre e comunque i pareri favorevoli necessari, dalla Soprintendenza al Comune di Siracusa, senza mai un’esitazione o una verifica. Messa al sicuro la Concessione ottenuta senza concorrenti, l’aggiudicatario, ormai trasformatosi nella Senza Confine S.r.l., il successivo 21 dicembre produceva all’Agenzia del Demanio, una nuova progettazione presentandola come “installazione di un’opera d’arte riflettente che si mimetizzi all’interno dell’area tendendo a scomparire … rappresenterà un vero e proprio museo a cielo aperto … area museale ottenuta attraverso il posizionamento di un’installazione contemporanea che ospita al suo interno un’area ristoro”. Poi si è visto, nella pratica e nella più assoluta carenza di controlli, come il concessionario abbia usato la detta installazione per gli “scopi museali-espositivi”…

Una storia di abusi di potere politico ed economico, che è finita in uno sfruttamento intensivo del sito culturale e, in ultimo, in un fallimento. Tuttora la vicenda – con un CGA che non si è voluto esprimere nel merito – presenta violazioni di legge, perché si è proceduto a una vendita giudiziaria sulla base di una Concessione che è decaduta e cessata con il fallimento del suo beneficiario, ed attendiamo il gioco di prestigio dell’Ufficio del Demanio per conoscere quale trovata provvedimentale consentirà la ‘voltura’ della Concessione all’aggiudicatario. Si va avanti così, nell’inerzia dell’Agenzia del Demanio e nell’indulgenza dell’Autorità Giudiziaria, compresa quella contabile alla quale si è chiesta l’audizione.
Tutti fanno quello che vogliono, le regole sono soltanto un suggerimento …

Era questa la famosa “idea vincente” del sindaco Italia.

Per ORTIGIA SOSTENIBILE: Avv. Salvo Salerno, Avv. Corrado V. Giuliano

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