Si è chiusa oggi alle 15, come previsto, la gara asincrona per la vendita senza incanto del bar del Castello Maniace iniziata 24 ore prima presso lo studio dell’avvocato Veronica Giorgianni, curatrice fallimentare della “Senza Confine srl”.
A partecipare tre concorrenti di cui non si conoscono i nomi. Dall’iniziale prezzo a base d’asta di 247.246 euro, così come stabilito dalla perizia affidata dalla sezione fallimentare del Tribunale di Siracusa al dott. Massimiliano Agnello, rialzo dopo rialzo, tutto si è chiuso con un’offerta di 550mila euro.
Immediata la reazione di Italia Nostra per il tramite del suo legale, l’avvocato Corrado Giuliano, che ha seguito le operazioni come osservatore.
L’avvocato Giuliano ha chiesto di mettere a verbale la richiesta di sospensione immediata della gara e la rimessione urgente al Giudice Delegato per i dovuti approfondimenti del caso, rilevando che nell’incanto giudiziario in corso erano “presenti gravi anomalie”, data “l’incertezza dell’oggetto”, tali da determinare “un possibile ulteriore danno alla massa dei creditori”.
Irregolare secondo il legale il fatto che la vendita giudiziaria dell’azienda è stata espletata “senza mura”, cioè con esclusione del manufatto edilizio. La conferma della ragionevolezza di quanto prospettato dall’Associazione Italia Nostra: l’impossibilità che la struttura, rimasta a seguito del fallimento della Senza Confine nell’esclusiva proprietà del Demanio dello Stato, fosse “suscettibile di essere attratta nella massa fallimentare”, con la conseguenza della decadenza ed estinzione della stessa concessione dell’area demaniale del 2017 che “non può in alcun modo formare l’oggetto, neppure indiretto, dell’incanto giudiziario”.
“Non c’è dubbio che l’esito della vicenda soddisfi la massa dei creditori, compreso lo Stato – Inps, Agenzia delle Entrate, Demanio -. Ma non si può fare a meno di ricordare la responsabilità contabile a priori dell’Agenzia del Demanio che ha concesso un sito di assoluto pregio, esclusivo, con una locazione da mille euro al mese. Ed è per questo che abbiamo chiesto audizione alla Procura della Corte dei Conti” ha dichiarato a caldo l’avvocato Giuliano.

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