Nell’attesa che si concludano ‘definitivamente’ i lavori in via Lido Sacramento (chissà quando, ma già si potrebbe aprire semmai con senso alternato), nel caos delle tante opinioni, spesso dissonanti, registrate alcuni giorni fa, accogliamo ‘la consulenza tecnica’ dell’ingegnere Nino Di Guardo tra i più competenti conoscitori del sistema idrogeologico del nostro territorio, il più competente a nostro giudizio.
Per mesi abbiamo assistito a una sorta di braccio di ferro tra l’amministrazione della città e l’assessore al ramo Vincenzo Pantano da una parte e il presidente di Lealtà e Condivisione Carlo Gradenigo, già assessore comunale nel 2020-21, dall’altra. In discussione il tipo di interventi da realizzare per rendere sicura l’arteria, fondamentale per la viabilità da e per la zona Isola, eliminando una volta per tutte i continui cedimenti del piano stradale.
Gli ultimi lavori eseguiti non sembrano aver risolto le criticità dovute – come finalmente riconosciuto dalla stessa amministrazione – dall’azione non tanto, e non solo, del moto ondoso del mare, mai particolarmente violento nel bacino chiuso del Porto Grande, quanto piuttosto dallo scorrimento continuo sia dell’acqua di falda che in tutto l’arco costiero della zona, come scrive il dottor Gradenigo, “sgorga ad altezze anche superiori ad un metro sul livello del mare sotto forma di vere e proprie sorgenti di acqua dolce attive anche nei mesi estivi come dimostrato dalla presenza di folti canneti” sia dalle acque di scorrimento superficiali “provenienti dalla saturazione dei terreni agricoli circostanti e dalle numerose strade dell’agglomerato urbano di Contrada Carrozzieri che per pendenza trovano, nella fascia tra il circolo Unione e l’ex parafarmacia Isola, il loro naturale sfogo al mare”.
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Nella relazione che ospitiamo, ‘generoso’ contributo di studio sulle cause e sulla soluzione del fenomeno franoso, l’ingegnere Di Guardo, come già fatto in passato, propone la soluzione possibile per risolvere un problema facilmente prevedibile per una strada “fondata su uno strato di terreno alluvionale con sottostante strato di argilla” qual è via Lido Sacramento.
“Attraverso lo spazio lasciato fra i pali realizzati, l’acqua di falda (per fortuna!) continua a scorrere verso il mare inumidendo ancora una volta il materiale dell’argine ricostruito a ridosso della palificata. Il lento fluire delle acque trasporterà il materiale fine presente nel rilevato verso valle e contribuirà a creare delle voragini sotto la strada e contemporaneamente il materiale trasportato chiuderà lo spazio lasciato fra i pali – scrive l’ingegnere Di Guardo -. L’occlusione degli spazi di scolo della palificata creerà un accumulo di acqua a monte della palificata dagli effetti incontrollati”.
La soluzione – per altro già e subito indicata all’Amministrazione da Gradenigo e Di Guardo – è quindi nella creazione di un adeguato sistema di drenaggio che intercetti le acque di falda provenienti da monte e li accompagni fuori dall’area interessata.
“La configurazione del sistema di drenaggio deve essere studiata in funzione delle condizioni al contorno dell’area e dalla conoscenza della stratigrafia del sito. I concetti e i meccanismi di rottura che stanno alla base dell’analisi della stabilità dei versanti regolano sia versanti naturali che antropici. Essi sono ugualmente validi sia per grandi eventi franosi potenzialmente catastrofici, che per semplici scivolamenti dei rilevati. L’influenza delle condizioni delle acque sotterranee, le quali rappresentano il tema centrale di questo studio è in tutti i casi la stessa. Vi sono delle differenze significative tra l’analisi dei versanti in terra e in roccia e, seguendo i metodi fondamentali dell’equilibrio limite, il ruolo delle acque sotterranee è esaminato separatamente in funzione di queste due condizioni geotecniche”.
Il primo cedimento di via Lido Sacramento si è verificato il 16 marzo 2021 ma il cammino per riconoscere la vera natura del fenomeno, e da qui il rimedio più valido, è stato lungo, tortuoso, forse anche inutilmente dispendioso (finora finanziati dal Dipartimento regionale della protezione civile per 420 mila euro). Sarebbe stato preferibile ascoltare suggerimenti gratuiti generosamente offerti da parte delle intelligenze e competenze di cui la città è ricca?
SEGUONO LA RELAZIONE DELL’ING. NINO DI GUARDO E LA CRONACA (imperdibile) DEI FATTI
STUDIO SUL FENOMENO FRANOSO VERIFICATOSI IN VIA LIDO SACRAMENTO
Analisi tecnica del fenomeno
– Pressioni interstiziali, fenomeni franosi e stabilità di versante
Le frane sono sempre state osservate con un misto di fascino e rispetto. Assieme a terremoti e vulcani, esse rappresentano uno dei pochi eventi geologici, per velocità e potenza, in grado di influenzare il cammino dell’uomo. In questo studio, osserveremo come l’acqua sotterranea svolga un ruolo importante nell’innesco delle frane.
Gli eventi franosi sono di grande interesse per i geomorfologi e per gli ingegneri geotecnici. L’interesse dei primi è legato al ruolo che le frane hanno come processo nell’evoluzione del paesaggio. Dal punto di vista degli ingegneri geotecnici, una frana è semplicemente un evento estremo all’interno dell’insieme dei vari pericoli legati alla stabilità del versante considerato nella progettazione ingegneristica. Molto spesso, egli si interessa all’analisi di versanti antropici legati a progetti come la realizzazione di scavi stradali, rilevati stradali, dighe in terra o miniere a cielo aperto.
I concetti ed i meccanismi di rottura che stanno alla base dell’analisi della stabilità dei versanti regolano sia versanti naturali che antropici. Essi sono ugualmente validi sia per grandi eventi franosi potenzialmente catastrofici, che per semplici scivolamenti sui rilevati.
L’influenza delle condizioni delle acque sotterranee, le quali rappresentano il tema centrale di questo paragrafo, è in tutti i casi la stessa. Vi sono delle differenze significative tra l’analisi dei versanti in terra e in roccia e, seguendo i metodi fondamentali dell’equilibrio limite, il ruolo delle acque sotterranee è esaminato separatamente in funzione di queste due condizioni geotecniche.
Questo studio tenta di riassumere l’essenza di una vasta letteratura.
Nella letteratura vi è una generale consapevolezza dell’importanza delle pressioni dei fluidi, ma questa consapevolezza non è sempre accoppiata ad un’aggiornata comprensione del possibile modello di flusso nei versanti, sia in condizioni stazionarie che transitorie.
Si inizierà, con un’analisi dei meccanismi di scivolamento su superfici planari. La trattazione del fenomeno franoso che si è verificato sul tratto di strada che ha ceduto circa un anno fa in via Lido Sacramento può essere assimilato a ciò che succede in un argine in terra di un bacino idrico di contenimento per l’irrigazione agricola. Il paramento in terra interno dell’argine e il fondo del bacino.
Filtrazione transitoria attraverso le dighe di terra
I fenomeni di instabilità sul paramento di monte di una diga sono solitamente il risultato di rapidi abbassamenti del livello idraulico nel bacino. Quando il livello è massimo, gli effetti delle elevate pressioni dei pori nel paramento della diga sono compensati dal peso dell’acqua sovrastante. In caso di rapido abbassamento del livello, le pressioni dei pori rimangono elevate, ma il supporto dovuto all’acqua è stato rimosso. A meno che la dissipazione transitoria di queste pressioni dei pori sia rapida, cioè, che il drenaggio transitorio dal paramento della diga non sia rapido, possono verificarsi instabilità sulla superficie di scorrimento critica con conseguenti rotture del versante.
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Fig. A 1
La Figura 1(a) illustra schematicamente la risposta transitoria ad un rapido abbassamento del livello idraulico in una diga in terra omogenea. La Figura 1 (b) mostra il tipo di protezione offerto contro questo tipo di rottura dalla presenza di un fianco esterno ad alta permeabilità.
Alcuni autori hanno sottolineato che il flusso transitorio nelle dighe in terra è un processo saturo-insaturo e, specialmente nel caso di nucleo in argilla, il regime di flusso può essere fortemente dipendente dalle proprietà idrauliche non sature del materiale della diga. Tuttavia, nella pratica ingegneristica non è comune indagare le proprietà non sature dei terreni della diga, quindi gli approcci a superficie libera, che considerano solo il flusso saturo, rivestono grande importanza pratica nelle analisi dei processi di filtrazione transitoria attraverso le dighe in terra.
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Fig. A 2 – Linee di flusso all’interno del corpo diga nelle varie configurazioni costruttive
Vi è un altro meccanismo di rottura nelle dighe in terra legato a sovrapressioni transitorie ed è l’innesco di instabilità per liquefazione durante eventi sismici. Alcuni autori rilevano che la massima sicurezza nei confronti della liquefazione è fornita da dighe con zone di saturazione molto piccole nei loro fianchi di valle. Si può conclude che ogni diga dovrebbe essere ben drenata, se non altro per migliorare la stabilità durante i terremoti.
ESEMPIO
L’esempio raffigurato rappresenta la sezione tipica di un argine di contenimento di un modesto bacino idrico. La situazione è identica anche nel caso che si trattasse di una strada fondata su uno strato di terreno alluvionale con sottostante strato di argilla come, nel caso di Via Lido Sacramento.
Nella figura 1 si nota come la permeabilità del rivestimento di tenuta interno lascia passare sempre una certa quantità di liquido, pur se modesta, attraverso il corpo dell’argine per raggiungere il paramento esterno.
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Esemplificazione tipo.
L’umidità raggiunge il paramento esterno e lo inumidisce (area 1). Questa porzione esterna dell’argine si liquefà e quindi si stacca scivolando su una superficie di distacco circolare, verso valle creando la frana (area 2).
Fig. 2 -Per ovviare all’inconveniente della frana bisogna adottare degli accorgimenti costruttivi in fase di costruzione dell’argine.
Nel piano d’imposta dell’argine, minimo per circa un terzo della sua larghezza, bisogna costruire un vespaio (area 2) con materiale idoneo per la creazione di dreno anti intasamento, di altezza adeguata, che assicuri la cattura di tutta l’acqua presente nel corpo dell’argine (area 3) e la conduca all’esterno.
Questi sono gli accorgimenti suggeriti dalla buona norma, da realizzare se si intende garantire la durabilità delle opere poste a protezione della strada tenendo in conto della presenza di una falda libera sulle argille di fondazione.
L’intervento attuato dall’Amministrazione di Siracusa per ripristinare la funzionalità di via Lido Sacramento ha previsto di realizzare una palificata posta a valle della strada per contrastare lo scivolamento del rilevato verso valle. L’opera è stata realizzata con pali in cemento armato della lunghezza di 8 mt conficcati nel terreno distanziati di circa 25-30 cm. La palificata si sviluppa in lunghezza per circa 100 mt.
E’ stato quindi realizzato, sulla sommità della palificata, un cordolo armato di collegamento e irrigidimento. Attraverso lo spazio lasciato fra i pali in c.a. l’acqua di falda ha continuato scorrere verso il mare inumidendo ancora una volta il materiale dell’argine ricostruito posto a valle della palificata.
Vedi 1° INTERVENTO ![]()
Dopo poco tempo si è constatato lo smottamento verso valle dell’arginatura ricostruita a ridosso della palificata. Il passaggio dell’acqua non è stato bloccato (per fortuna!) e/o deviato quindi, perdurando le condizioni attuali, tutto il materiale che sarà posto a ridosso della palificata sarà inevitabilmente trascinato a valle.
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Un inconveniente che probabilmente potrà verificarsi riguarda il materiale posto a monte della palificata. Il lento fluire delle acque trasporterà il materiale fine presente nel rilevato verso valle e contribuirà a creare delle voragini sotto la strada e contemporaneamente il materiale trasportato chiuderà lo spazio lasciato fra i pali della palificata.
L’occlusione degli spazi di scolo della palificata creerà un accumulo di acqua a monte della palificata dagli effetti incontrollati.
Vedi 2° INTERVENTO
Per garantire il funzionamento delle opere nel tempo è quindi necessariamente evitare gli inconvenienti segnalati e precisamente:
1 – Creazione di cavità sotto il manto stradale nel rilevato posto a monte della palificata.
2 – Occlusioni della palificata con innalzamento del battente idraulico a monte della palificata
3 – Smottamento del materiale posto a valle della palificata
La soluzione possibile che si intravvede è rappresentata dall’intervento n° 3.
La soluzione si sostanzia nella creazione di adeguato sistema di drenaggio che intercetta le acque di falda provenienti da monte e li accompagna fuori dall’area interessata.
La configurazione del sistema di drenaggio deve essere studiata in funzione delle condizioni al contorno dell’area e dalla conoscenza della stratigrafia del sito.
Vedi 3° INTERVENTO
I concetti ed i meccanismi di rottura che stanno alla base dell’analisi della stabilità dei versanti regolano sia versanti naturali che antropici. Essi sono ugualmente validi sia per grandi eventi franosi potenzialmente catastrofici, che per semplici scivolamenti dei rilevati. L’influenza delle condizioni delle acque sotterranee, le quali rappresentano il tema centrale di questo studio è in tutti i casi la stessa. Vi sono delle differenze significative tra l’analisi dei versanti in terra e in roccia e, seguendo i metodi fondamentali dell’equilibrio limite, il ruolo delle acque sotterranee è esaminato separatamente in funzione di queste due condizioni geotecniche.
Ing. Antonino Di Guardo
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CRONACA DI UN PASTICCIO
16 marzo 2021 primo cedimento di via Lido Sacramento
11 maggio 2021 con una determina l’amministrazione, ritenendo il cedimento, non grave, dovuto a ‘erosione marina’, stanzia circa 20mila euro per lavori di ‘consolidamento’
29-30 ottobre 2021 le forti piogge aggravano la situazione
Marzo 2022 Il presidente di Lealtà e Condivisione Carlo Gradenigo interviene sui lavori di solo ripristino dell’asfalto dopo i danni del marzo 2021. “Qualunque intervento non può che partire da un attento studio geologico dell’area e dalla regimentazione delle acque di falda e di superficie a monte di Via Lido Sacramento. Una barriera in cemento armato a valle della strada rischierebbe di creare una vera e propria diga per le acque che arrivano da monte, spostando ma probabilmente non risolvendo il problema. Barriere soffolte, massi, pozzi perdenti, muri a secco, gabbionate, dreni, canalizzazioni: sono molte le soluzioni possibili”
Dicembre 2022 Carlo Gradenigo: “I lavori attualmente in corso hanno portato alla luce l’ennesima copiosa sorgente di acqua dolce, a conferma di quanto diffusa e forte sia l’azione della falda acquifera superficiale lungo questo tratto di costa. Dopo nove mesi dal primo appello, siamo nuovamente a chiedere al Comune per la terza volta quali siano i tempi per l’inizio dei lavori di ripristino della strada franata nell’ottobre del 2021 e soprattutto di quale natura sia l’intervento previsto? Ribadiamo la necessità di uno studio geologico”
Aprile 2023 Comunicato stampa del Comune. Il sindaco Francesco Italia e l’assessore ai Lavori pubblici Vincenzo Pantano informano che è stata convocata dalla Regione per il 26 aprile la Conferenza dei Servizi che “servirà ad acquisire i pareri definitivi, sul progetto esecutivo del Comune, da parte di tutti gli altri Enti coinvolti a vario titolo nell’intervento di ripristino e messa in sicurezza della strada”.
22 aprile 2023 Michele Mangiafico, leader del movimento Civico 4, denuncia “36 mesi di bugie ed errori amministrativi” in particolare stigmatizzando il mancato invio alla regione dell’indispensabile valutazione di impatto ambientale.
27 aprile 2023 Carlo Gradenigo: “Ieri a Palermo la conferenza dei servizi. Quale causa del crollo si continuano ad indicare le mareggiate, parlando di “erosione al piede su cui poggia la strada”, ignorando ancora una volta l’azione dell’acqua dolce da monte … È un fatto visibile dalle carte geologiche dell’area e dal terrazzamento di terra ancora presente a valle della strada che si tratta di uno spostamento verso valle del fronte della frana e non di un crollo dovuto all’ingrottamento del mare… cosa si pensa di fare? Di sprecare risorse per un’opera inutile se non addirittura dannosa?”
11 maggio 2023 Comunicato stampa. Il sindaco interviene per chiarire dubbi ed illazioni su via Lido Sacramento. “Il cedimento della strada è avvenuto in due tempi: la prima volta siamo intervenuti per rifare il manto stradale in tempi relativamente rapidi; per il secondo intervento, più complesso, è stato necessario un progetto esecutivo per il finanziamento regionale ma ci è stata richiesta ulteriore documentazione: la valutazione di impatto ambientale… Questa amministrazione ha fatto non solo tutto ciò che andava fatto ma anche nei tempi più celeri possibile”
Settembre 2023 Carlo Gradenigo: “Sono passati 2 anni e mezzo dall’inizio dell’epopea Via Lido Sacramento e siamo ancora qui ad aspettare notizie certe su chi, come, cosa e quando ci si adopererà per la riapertura di questa arteria fondamentale… se si fosse intervenuti direttamente al primo smottamento sulla sede stradale di proprietà comunale con opportuni dreni, gabbionate, trincee ecc … oggi avremmo già risolto il problema. Invece si è deciso per un muro in cemento armato, una diga in mare. Una paratia per la quale si è dovuto interpellare Demanio marittimo, Regione, Soprintendenza e che ha reso necessaria la valutazione di impatto ambientale di un’opera invasiva in un luogo tra i più particolari dal punto di vista archeologico, paesaggistico e idrogeologico qual è il Porto Grande di Siracusa…”
Ottobre 2023 Carlo Gradenigo: “Fervono i preparativi per gli annunciati lavori di via Lido Sacramento mentre si asfalta la traversa privata per favorirne il bypass. Ma al netto dei tempi tecnici e burocratici che occorreranno per i lavori ciò che ci si chiede ancora una volta è di quale natura sia l’intervento? Se a monte è stato fatto e depositato uno studio geologico e se sia ancora in piedi l’idea originaria di fermare la frana alluvionale di quel tratto di costa con un muro di cemento armato?”
Gennaio 2024 Comunicato stampa del Comune. “Al via i lavori in via Lido Sacramento. Iter complesso ma presto finiranno i disagi … I tempi non brevi per ottenere i finanziamenti necessari ci raccontano della difficoltà con le quali spesso gli enti locali sono chiamati a misurarsi per ottenere le somme e che finiscono col compromettere l’impegno di tante persone. Per questo sento di dovere ringraziare di l’assessore Vincenzo Pantano, gli uffici locali e regionali per aver seguito e supportato un così lungo e complicato iter burocratico”.
16 gennaio 2024 Carlo Gradenigo: “A più di due anni dal crollo, nonostante ripetuti appelli, un’interrogazione e una richiesta di accesso agli atti, non è stato possibile conoscere i dettagli del progetto di recupero e messa in sicurezza di Via Lido Sacramento i cui lavori sono praticamente iniziati ieri… Ecco perché in nome della trasparenza e nell’interesse comune, si chiede a Sindaco e Assessore di rendere pubbliche tavole e sezioni del progetto in corso di realizzazione, prima e non dopo la fine dei lavori”
10 maggio 2024 Carlo Gradenigo pubblica un video che segnala una frana sotto il muro appena costruito dovuta a deflusso di acqua di falda. Replica del sindaco: “C’è chi FA e chi BLATERA in cerca di like, ma, ahiloro, i lavori non ancora completati sono stati eseguiti come da progetto al fine di consentire il deflusso delle acque canalizzate al di sotto della strada. Nessuno scandalo, nessuno scoop, soltanto la conferma che i lavori realizzati se pur non ancora ultimati, FUNZIONANO”.
12 maggio 24 Carlo Gradenigo risponde: “Dal Sindaco della mia città, mi sarei aspettato una risposta nel merito davanti a fatti evidenti e documentati. Invece ancora una volta, usando un metodo oramai sdoganato dalla politica e diventato oramai istituzionale, la reazione è stata quella di sminuire e sbeffeggiare chi pone degli argomenti dando al sottoscritto (indegno di un nome) del millantatore in cerca di like… La verità è che non si affrontano i fatti, che si MENTE sapendo di mentire, vantando come soluzione un dreno profondo appena un metro a ridosso del muro, quando le acque di falda che hanno causato vecchie e nuove frane scorrono a 3mt di profondità sotto il piano stradale” e continua poi a suggerire ulteriori lavori più adeguati per regimentare il deflusso da monte delle acque, non solo quelle di superficie ma quelle di falda
13 maggio 24 L’assessore ai Lavori pubblici Vincenzo Pantano risponde a Gradenigo “per fornire una corretta informazione alla cittadinanza”. Ribadisce che la palificata “così come realizzata sarebbe stata sufficiente a garantire il normale deflusso delle acque, ma si sono adottate ulteriori misure di prevenzione… I lavori non risultano ultimati perché è prevista la realizzazione di una scogliera dalla doppia funzione: mitigare l’impatto visivo della palificazione, proteggere dalle onde, consentire l’eventuale fuoriuscita di acque provenienti dal sottosuolo… sono stati anche previsti dei fori equidistanti e di adeguato diametro con lo scopo di facilitare lo smaltimento delle acque. L’intervento nel suo complesso è frutto di indicazioni forniteci da tecnici specializzati del settore e dell’impegno indefesso dell’Amministrazione alla risoluzione delle criticità emerse nel sito”.
Carlo Gradenigo ringrazia l’assessore e aggiunge: “La denuncia video dei giorni scorsi e l’evidenza dei fatti documentati, dopo le iniziali smentite, hanno indotto l’Amministrazione ad apportare una VARIANTE AL PROGETTO per la realizzazione di un NUOVO DRENO più profondo per il deflusso delle acque di falda il cui impatto sull’opera era stato chiaro dalle prime piogge”

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