PUBBLICITA’ INGANNEVOLE E TRUFFE AI CONSUMATORI

La pubblicità una volta era l’anima del commercio ma, ai tempi d’oggi, dovrebbe suscitare orticaria nei cittadini avveduti.

In carenza di un’economia avanzata e sana vi è una parte del mondo che vive di piccole truffe intellettuali e di estorsioni mascherate. Se una volta i piazzisti truffaldini adunavano in una pubblica piazza i curiosi per smerciare a prezzi di occasione orologi di latta e biro che non scrivevano, oggi la comunicazione ha mille vie utili per veicolare inganni, la cui natura è direttamente proporzionale all’inventiva di una minoranza che specula sulle illusioni o le paure delle masse. Certo ci addolora osservare che le televisioni di stato, grandi e potenti emittenti private, si rendano complici di tali ignobili speculazioni.

Da qualche anno l’attenzione dei telespettatori è captata da martellanti messaggi di una presunta rivoluzionaria invenzione elettronica che vi avvisa se vi stanno rapinando casa in vostra assenza e promette interventi immediati in vostro aiuto. Questi messaggi disturbano decine di volte al giorno diversi milioni di cittadini, soprattutto anziani, che dalla tv assorbono tutto senza spirito critico.

Sapete quanto si spende per fare pubblicità a un prodotto in una tv medio piccola? Centomila euro per due settimane, il doppio in Rai! Chiaramente siamo noi che pagheremo questi costi ricaricati su quell’articolo, poi venduto almeno con il 200% di aumento.

Invece di preoccuparsi quando assiste a questi fenomeni sospetti, cosa fa l’italiano medio? Acquista!

Dobbiamo ringraziare stavolta l’Antitrust se Verisure Italy S.r.l., dopo aver frantumato quel che resta dell’intelligenza media italiana, si è beccata una multa da 4 milioni 250 mila euro per condotte illecite nel commercializzare il suo sistema di allarme. Ai cittadini sembra di acquistare un sistema di allarme ma siglano un contratto di assistenza e abbonamento mensile dal quale è stato difficile per molti liberarsi, disdire e recedere.

Il primo sospetto doveva consistere nel conoscere i prezzi di un sistema d’allarme che non può mai compensare i milioni di euro spesi da questa SRL per i continui passaggi pubblicitari quotidiani su diverse reti. Ci augureremmo che l’Antitrust si potenzi e metta i bastoni tra le ruote a tutte le lobby che ogni giorno lucrano sulla dabbenaggine di alcuni italiani e che si taglino le unghie a quelle emittenti che, pur di incassare, si fanno veicolo di un affarismo disinvolto che fa leva sulle paure dei soggetti più deboli.

(Fonte Altroconsumo, In tasca 05 -2024)

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