Eppure non sono le cicatrici, vistose, che incidono profondamente i seni, ad attrarre l’attenzione.
Prima i sorrisi sinceri, potenti, aperti, contagiosi, accattivanti, a volte complici. Solo in alcune foto si lascia spazio a un’espressione più seria, mai comunque triste. Semmai intensa, pensierosa.
Poi gli sguardi. Divertiti, felici, profondi, e anche, in qualche immagine, fieri, quasi spavaldi. Consapevoli di una vittoria che non è nei confronti della malattia, di una natura irresponsabile e inconsapevole, di un meccanismo straordinario che può, senza alcun motivo, senza cattiveria, incepparsi, come lo descrive Michela Murgia.
Si vince solo contro se stessi. Contro la pur legittima tentazione dell’auto commiserazione, della disperazione, dell’angoscia. Del desiderio di lasciare che sia.
Prevale, in queste donne, come in tante altre colpite dallo stesso male, la dignità, la forza di chi vive, a testa alta, e insieme in piena coscienza e conoscenza, ciò che la vita dispone.
Percorsi difficili, ardui, che tolgono il fiato. Che non si possono comprendere davvero se non si attraversano.
E gli abiti? Colorati, vaporosi, avvolgenti: il trionfo di una femminilità e sensualità che le ferite, nel corpo e nell’anima, non sanno mortificare.
Difficile trovare le parole che dicano le emozioni che questa mostra suscita. Restano, ineguagliabili, le loro.
Eccomi qua. Il viaggio è stato lungo. Son partita all’improvviso, senza destinazione certa, senza bagaglio, senza biglietto, ma con un infido compagno che mi teneva stretta a sé. È stato un viaggio difficile. Ho attraversato luoghi sconosciuti, ho aperto porte sull’ignoto, ho guardato dentro un buco nero, ho masticato un pezzo di vita dal sapore amaro, ho vissuto giorni di nebbia, ho perso pezzi di me, ho lanciato il cuore tra nuvole gonfie di tempesta, ho tenuto stretta la mia anima strappata, con il fiato corto e gli occhiali rosa. Il viaggio è quasi finito. Ho riaperto gli occhi al sole, ho guardato fisso il nuovo giorno, ed ogni giorno che arriverà, ho messo il rossetto rosso perché ho un appuntamento con il mio futuro, sorrido e rido perché è la mia forza inarrestabile, mi vesto di colori forti e brillanti come i sogni che devono avverarsi, e mi avvolgo nel profumo inebriante della vita per lasciare una scia, per ricordarmi che sono VIVA! Cetty Moscatt
Ho immaginato di sentirmi bella, ho visto in me una luce splendente che ad ogni scatto mi accecava, una luce che sembrava riecheggiare: “Sono qui, eccomi, voglio essere e non apparire, voglio apparire per non sparire più”. Deborah Sacco
La ferita è ciò che rimane di un momento buio. La forza dentro di noi trasforma “il buio” in luce, colore, calore, vita … Roberta Centamore
I segni del mio corpo sono una rappresentazione della mia rinascita, un disegno imperfetto che miracolosamente mi appartiene, che abbraccio tutti i giorni per innamorarmi sempre di più della nuova vita che mi è stata donata. Selenia Saragozza
In un tempo senza tempo tutto sembra svanire. Uno specchio riflette segni visibili a tutti, ma tu sorridi orgogliosa di te perché ti ricordano che hai avuto coraggio e grande determinazione per affrontare una dura battaglia. Adriana Drago
Queste cicatrici sono la testimonianza che come tutte le cose che ti segnano la vita ti lasciano qualcosa in più nel tuo bagaglio di vita. Patrizia Spagna
Le cicatrici che segnano il mio corpo fondono lembi di pelle o pezzi di me, fedeli custodi di quanta vita ho vissuto nel mio viaggio fino a qui. Cristina Castello
Ogni volta che incontro la malattia, ed è accaduto spesso, non piango, non mi dispero, non tempo di soffrire, ma guardo avanti per seguire il mio Ragazzo Speciale oltre il possibile. Enza Signorelli
Tutto il resto di me. Tutto il resto di me è vita. Tempo. Cose preziose. In questo percorso, sono arrivata a un punto in cui non mi piace più perdere tempo con ciò che mi dispiace o ferisce. Il mio tempo è per leggere cose buone, mangiare cose buone, respirare bene, ridere. Piangere, se serve. Il mio tempo è per amare chi mi ama, non per cercare di compiacere chi non mi aggrada. Il mio tempo è per chi comprende che la diversità e il confronto sono risorse, non per chi cerca di avere ragione sempre. Il mio tempo è per costruire qualcosa che faccia stare bene. Veramente. Tutti insieme. Alba Chiarlone

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