A Siracusa la Aita Mari della Ong spagnola “Salvamento Marítimo Humanitario”: Noi contro la disumanità dei ministri leghisti

Ieri, davanti alla dogana dove è attraccata la nave Aita Mari dell’ong spagnola Salvamento Marítimo Humanitario, si è tenuta una manifestazione nell’indire una conferenza stampa, presenti oltre all’equipaggio anche organizzazioni di volontari di Siracusa e Catania.

Era per riflettere sulla reazione ormai ricorrente del Ministero degli interni a guida Matteo Piantedosi vicino alla lega dell’altro Matteo Salvini, che non appena una nave di salvataggio arriva in un porto, immediatamente trova una scusa per far scattare il fermo amministrativo.

“Ultimamente c’è stata la questione dei libici di cui avete sentito parlare sulla stampa e Tv. Quella è l’unica versione dell’autorità governativa. Nello specifico i libici hanno sparato sui migranti. In questa maniera noi abbiamo ostacolato i soccorsi provocando anche il panico sui migranti che si sono buttati così in acqua rischiando d’annegare”.

Ci risponde Viviana che fa parte dell’equipaggio della Humanity1, in questi giorni a Siracusa per il suo turno di riposo sebbene anche a terra rimanga sempre protagonista a tempo pieno.

Avete tutti contro, anche la capitaneria?

“No, la Capitaneria ci aiuta. Viene, invece volutamente travisata l’informazione per trovare una scusa propagandistica per ostacolarci nei soccorsi arrivando addirittura ad affermare che nella nostra foga di salvare rischiamo di far annegare i migranti, come hanno denunciato in questo caso. È da ridere, proprio noi oramai professionisti nei salvataggi, che ci addestriamo a mare in tutte le condizioni. Questa campagna di manipolazione dell’informazione è da denunciare: sono disposizioni che arrivano dal ministero, senza umanità, chi sta in alto non conosce con quanta gioia svolgiamo il nostro lavoro, possibilmente la vera gioia non l’hanno mai conosciuta”.

La nave Aita Mari è un ex motopeschereccio adibito alla pesca del tonno, ora di proprietà dell’Ong spagnola. Infatti tutto l’equipaggio formato da undici persone proviene da diverse aree della Spagna. Uno di loro mi porta a visitare la nave. Così scendiamo giù nella sala macchine dove mi mostra con orgoglio il potente motore principale.

“Ultimamente abbiamo applicato una turbina, così possiamo guadagnare una giornata di marcia. Ecco ti faccio vedere le tubazioni con i vari colori che indicano i liquidi che passano. C’è quello del diesel, qui l’acqua, ed altro ancora, abbiamo anche un impianto di osmosi (un processo elettrochimico che prelevando l’acqua salata dal mare la trasforma in acqua dolce)”.

Poi, saliamo sul ponte, dove c’è un grande spazio a prua.

“Qui possiamo accogliere fino a un massimo di 176 persone e ripararli dalle intemperie e dal sole”.

Poi, continua con una battuta in spagnolo che mi faccio tradurre:

“il compito del motopeschereccio è rimasto lo stesso, ma è cambiato solo quello che peschiamo: ieri tonno, oggi prendiamo esseri umani”.

Questo mi fa ricordare una famosa frase di oltre 2000 anni. È quella pronunciata da Gesù.

“Vi farò pescatori di uomini”: Nel passo tratto dal Vangelo di Matteo in cui Gesù chiamò a sé Simone e Andrea, due fratelli pescatori.

Alla fine della visita si va a pranzare e mi invitano. Mi piace conoscerli anche sotto questo aspetto.

“Alla faccia di chi ci vuole ostacolare noi mangiamo e beviamo sereni e gioiosi. Sappiamo d’essere più umani di loro”.

È la verità, la posso constatare a tavola. Sembra d’essere a una festa spensierata di ragazzi, anche se non hanno più quell’età e le fatiche che hanno addosso si percepiscono.

“Il bello della solidarietà è di costruire un mondo che si aiuti”

È ciò che mi spiega Gabriella, un’altra volontaria.

Hai sul tuo viso sempre un sorriso, come mai?

“Sì, è vero sono una Joker, però non vedi quante rughe ho sul viso? È perché sorrido troppo, anche questo fatto positivo porta ad effetti controproducenti sulla pelle” scherza.

“Stiamo vivendo un momento della nostra vita entusiasmante e poi ci troviamo davanti a queste miserie dei potenti che bloccano eventi molto, ma molto più grandi di loro. Non vogliono capire che l’emigrazione è un dato di fatto. I migranti che provengono dall’Africa e che noi soccorriamo sui barconi nel Mediterraneo, sono una piccola parte rispetto al numero di migranti che arriva con treni e aerei dall’est, dall’Asia e da altri Paesi. Eppure la propaganda fa convergere l’opinione pubblica sul nero sporco e cattivo”.

Ormai siamo abituati: è ciò che afferma la Lega da decenni, anche contro noi meridionali, al netto del finto appoggio che dicono di voler dare alla crescita del sud.

Dalla paura, ignoranza ed egoismo nascono solo mostri che generano danni e dolore

Da leggere

Siracusa, la paralisi di una generazione: viaggio tra declino demografico, record di scoraggiamento ed esodo dei giovani laureati

1. Le fonti della crisi Questo viaggio nei numeri della condizione giovanile a Siracusa è …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti