NUOVA CASERMA CARABINIERI, UNA PERMUTA NON PROPRIO CONVENIENTE

Non è stata semplice la scelta dei beni demaniali per portare in porto la permuta tra il Comune e il Demanio per la nuova sede della Caserma dei Carabinieri ma a nostro avviso un grave errore è stato commesso con la perdita di un complesso edilizio che si sarebbe potuto utilmente aggiungere al patrimonio della città invece di abdicare di fronte ad ostacoli che, siamo convinti, con intelligenza e lungimiranza si sarebbero potuti superare a beneficio della collettività.

Il Comune ha infatti prima proposto e poi rinunciato all’acquisizione di un’ampia parte di un edificio di valore, dalle grandi potenzialità di utilizzo, necessario alla (per altro tanto osannata e celebrata) crescita culturale della città: l’ex Monastero delle Clarisse d’Ara Coeli che si affaccia su piazza San Giuseppe, ex sede dell’Istituto Nautico, che oggi ospita gli studenti dell’Istituto Quasimodo (56 in quest’anno scolastico).

Dopo anni di discussioni e incertezze, come si sa si è deciso infatti dove costruire a Siracusa la nuova caserma dei Carabinieri. Scontata l’inadeguatezza della sede attuale chiusa in una stretta traversa di v.le Tica (per l’affitto della quale lo Stato corrisponde un canone annuo di oltre 170 mila euro), nel tempo le proposte sono state diverse, alcune estemporanee e ‘originali’ avanzate da cittadini o consiglieri comunali, altre più ‘fondate’: in un’area di proprietà privata tra v.le Santa Panagia e via Mazzanti nel 2010, nell’area dell’Aeronautica militare di via Elorina sette anni dopo quando il progetto fu presentato in pompa magna ‘al cospetto delle autorità’.

Poi la svolta che ha sbaragliato previsioni e opzioni: nel 2020 tra il Comune di Siracusa, l’Arma dei Carabinieri e l’Agenzia del Demanio è stata sottoscritta l’intesa, ufficializzata poi nella primavera del 2021, con cui il Comune ha proposto per la costruzione della caserma un suo terreno alla Pizzuta di 20.169 mq già destinato nel prg ad “Attrezzature per la gestione della giustizia e della pubblica sicurezza”, accanto alla caserma del Vigili del Fuoco (che prima o poi dovrà pur essere consegnata!).

Alla fine, nell’elenco dei beni trasferiti al Comune (di 3.350 euro la differenza economica rispetto al valore dell’area comunale pari a 1.099.450 euro), troviamo un terreno di circa 4mila metri già in uso al Comune di Siracusa come sede stradale, due fabbricati e tre porzioni (!) dell’ex monastero: i locali con accesso da via Ara Coeli un tempo occupati da una scuola dell’infanzia e altri su via Zummo che hanno ospitato il Museo del mare e gli uffici del Genio Civile (160 mq).

Ma in un certo momento dell’iter l’ipotesi di acquisizione è stata diversa perché relativa anche al piano terra del monastero (470 mq sul lato est e 248 sul lato ovest) con accesso da piazza San Giuseppe. Una splendida occasione, quindi.

Perché l’Amministrazione ha rinunciato a un ‘pacchetto’ compatto, invece di accontentarsi di beni sparsi sicuramente più difficili da destinare (se mai avverrà), che avrebbe potuto ospitare, per esempio, le tante raccolte storiche di pregio dei suoi cittadini che attendono da decenni una giusta collocazione?

A quanto ci risulta perché avrebbe dovuto subentrare all’Agenzia del Demanio in un annoso contenzioso aperto con la Società Scuola Paritaria San Giuseppe Srl (il Quasimodo) per alcune questioni sulle quali abbiamo solo parziali informazioni che qui non rilevano ma che è impensabile credere non risolvibili con la giusta azione legale.

E anche volendo immaginare la necessità di affrontare lavori di manutenzione, o di dover riconoscere un indennizzo al Quasimodo per le spese già affrontate, stentiamo a credere che l’edificio si trovi nelle stesse condizioni di degrado in cui versano gli immobili che il Comune ha invece accettato in permuta.

A questo punto sarebbe il colmo se fosse consentita al privato, eventualità non fantasiosa, l’acquisizione di un bene di tale pregio per mera speculazione commerciale sul mercato immobiliare. L’unica cosa sensata da fare sarebbe ora pensare da subito a come ottenere dal Demanio quello che si è per il momento irresponsabilmente perso.

 

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