VERMEXIO. PESANTI RILIEVI DELL’UNITA’ DI CONTROLLO SUL LAVORO DGLI UFFICI. TROPPO COMODO PRENDERSELA SOLO CON LA BUROCRAZIA

AL VERMEXIO “FORME DI CONTRATTO NON CONFORMI ALLA NORMATIVA, ANNOSA RILUTTANZA AI CONTROLLI, VIOLATO IL PRINCIPIO DI ROTAZIONE DEGLI AFFIDAMENTI”. PESANTI RILIEVI DELL’UNITA’ DI CONTROLLO. MA CHI GOVERNA NON SI E’ ACCORTO DI NIENTE? TROPPO COMODO PRENDERSELA SOLO CON LA BUROCRAZIA

A Paolo Cavallaro, consigliere comunale di FdI, va riconosciuto il merito di aver portato a conoscenza dell’opinione pubblica le gravi disfunzioni della macchina amministrativa del Comune di Siracusa, come emerge dalle risultanze della relazione (prevista dalla legge) della segretaria generale, dottoressa Costa, a seguito del controllo amministrativo ex post degli atti e dei provvedimenti adottati nel 2023 dagli uffici comunali.

Come Paolo Cavallaro, anch’io sono rimasto di stucco dopo aver letto la relazione e mi chiedo preliminarmente quanti degli atti controllati e non in linea con la legge siano stati aggiustati dopo la loro adozione e quanti siano invece esecutivi, benché in odore di illegittimità. Mi chiedo ancora quanti di questi atti o provvedimenti, chiamiamoli “claudicanti”, siano frutto di incompetenza degli apparati amministrativi, di erronea applicazione della legge o di altro. A quest’ultimo proposito, riporto quanto scritto nella relazione a proposito dei contratti: “Per quanto riguarda il controllo sui contratti stipulati, occorre rilevare la difficoltà ad effettuare un efficace monitoraggio per l’annosa riluttanza dei responsabili ad inviare all’Unità di controllo le copie dei contratti nonostante le svariate sollecitazioni”. Dunque, chi dovrebbe controllare non può esercitare appieno il controllo per la resistenza degli uffici controllati ad inviare le copie dei contratti. Non solo, ma dai pochi controlli fatti, si dice ancora nella relazione, “è emerso che vengono utilizzate forme di contratto non conformi alla normativa”.

Ma c’è di più. Chi ha un minimo di dimestichezza con i princìpi di trasparenza e di imparzialità della pubblica amministrazione sa che gli affidamenti per un importo superiore ai cinquemila euro sono soggetti a rotazione. Ciò per evitare favoritismi nella scelta della ditta affidataria. Ma a Palazzo Vermexio, spesso si prescinde dal rispetto di questi princìpi e capita che gli affidamenti siano fatti ad libitum. “Permane l’assenza nei provvedimenti di affidamento diretto di importo superiore ai 5.000 euro- si dice nella relazione- del principio di rotazione previsto dall’Autorità anticorruzione e dal codice dei contratti. Inoltre la deroga o è carente o non è adeguatamente motivata”. Parole che sono pietre.

Nella relazione si evidenziano altri due punti molto delicati. Il primo attiene “all’incompletezza della certificazione richiesta in ordine alla verifica della posizione delle imprese rispetto al versamento delle imposte e delle tasse”. Il secondo punto, connesso per materia al primo, riguarda la condotta degli uffici e dei Rup (responsabili unici del procedimento) i quali, nonostante i solleciti dell’Unità di controllo volti ad accertare la veridicità del riscontro negativo della certificazione dell’Agenzia delle Entrate sui debiti degli aggiudicatari verso l’erario, “non hanno provveduto né a dare riscontro né a revocare l’appalto”. Traduciamo. La ditta che si aggiudica una gara d’appalto o riceve un affidamento deve essere in regola col pagamento dei contributi erariali. Ad accertarlo deve essere la stazione appaltante (nel nostro caso il Comune), richiedendo alla ditta interessata apposita certificazione attestante la regolarità della posizione contributiva o facendo appropriate verifiche presso gli enti impositori. Se la ditta non risulta in regola con il pagamento delle tasse e dei contributi, gli uffici hanno l’obbligo di revocare l’appalto. Cosa che, stando alla citata relazione, non sempre è stata fatta. È opportuno notare come la regolarità contributiva debba sussistere sin dal momento dell’aggiudicazione della gara e non possa essere sanata successivamente.

Nonostante l’elenco delle irregolarità riscontrate dall’Unità di controllo sia ancora lungo, mi fermo qui per fare alcune considerazioni. Che l’apparato amministrativo del Comune di Siracusa non sia, per varie ragioni, adeguato ed efficiente mi sembra indubitabile, ma sarebbe sbagliato farne il capro espiatorio di tutte le incongruenze contenute nella relazione firmata dalla dottoressa Costa o, peggio ancora, fare di tutta l’erba un fascio, omettendo di dire che a Palazzo Vermexio c’è tanto onesto lavoro e tanta professionalità da parte di non pochi funzionari e dirigenti.

Ciò che non può passare sotto silenzio è l’idea che chi governa il Comune (dal sindaco ai singoli assessori) sia esente da responsabilità. Possibile, per dirne una, che l’assessore competente non si sia accorto che spesso erano le stesse ditte a ricevere l’affidamento, con buona pace del principio di rotazione? E’ vero che con la riforma Bassanini molti poteri sono passati dal politico al dirigente, ma il controllo politico e le rubriche assessoriali non sono stati certo soppressi.

Se fossi consigliere comunale, chiederei il nome delle ditte favorite dagli affidamenti superiori ai cinquemila euro, i nomi delle ditte cui non è stato revocato l’appalto o l’affidamento nonostante fossero in difetto con gli obblighi fiscali. Più in generale, chiederei copia delle singole determine ritenute, a seguito dell’attività di controllo, non in regola. Se non si entra nelle pieghe delle situazioni denunciate, andando a fondo delle cose, si rischia di alzare solo polveroni.

 

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