TASSA DI SOGGIORNO E RINNOVO CONSULTA DEL TURISMO, L’opportunità di una “democrazia deliberativa”

Da circa due mesi è all’ordine del giorno della Commissione Bilancio del Comune di Siracusa la ridefinizione della misura della “Tassa di soggiorno” (da sempre a carico dei turisti ospiti in Hotel o nei luoghi di ospitalità minore: B&B, Agriturismi, Case vacanze, Affittacamere, ecc. che operano con P. Iva) e il rinnovo dei membri della “Consulta del turismo”. Il settore della “piccola ospitalità” è quello che si è esteso in modo significativo in questi decenni, a volte in modo anarchico, mentre le istituzioni – Stato, Regioni, Comuni – spesso sono andate a rimorchio di processi autonomi di espansione di domanda ed offerta turistica, emanando spesso a casaccio norme e regolamenti, senza offrire un sistema organico per governare dinamiche sempre più complesse che coinvolgono nuove professionalità e potenzialità maturate in un’esperienza pur segnata da esordi “irregolari” e informali – si pensi a quanti ragazzi, giovani coppie, ecc., hanno rimediato un lavoro pur precario e un’esperienza informale nel turismo, acquisendo sicura professionalità. Si tratta di una dinamica che andrebbe messa a sistema e governata, per evitare uno scontro tra opzioni e interessi antagonistici, che potrebbero essere conciliati nella chiarezza delle finalità strategiche.

La Commissione consiliare Bilancio di Siracusa prevede inoltre che la “tassa di soggiorno”  venga estesa anche alle strutture che operano con le norme del Codice Civile (art. 1571 e s. s.), le cosiddette “locazioni brevi”: ospitalità sotto i 30 giorni. Una “deliberazione”, quest’ultima, che la precedente Giunta avrebbe potuto e dovuto prendere già nei primi mesi del suo insediamento, come da circa un decennio hanno saputo fare decine e decine di altre città turistiche – dal Nord, al centro, al Sud del paese –, che con la tassa di soggiorno estesa alle “locazioni brevi” hanno determinato maggiori introiti alle casse dei loro Comuni, destinandole sempre ad esigenze del turismo. Certamente, e all’apparenza, il tema della “tassa di soggiorno” sembra configurare un aspetto minore, marginale, eppure sarebbe opportuno che una città come Siracusa che ha alle spalle risultati significativi sul versante turistico che nascono essenzialmente da processi e dinamiche che esulano dalle stesse capacità strategiche delle Giunte di questo decennio sapesse cogliere anche questa occasione per coinvolgere il vasto “corpo di operatori turistici” che sono cresciuti a dismisura nell’arco di questo decennio, ed iniziare a strutturare con stabilità forme di consultazione con per delineare bene una seria “Politica turistica”.

Da circa due decenni l’immagine, la fascinazione di Siracusa conosce una proiezione internazionale sempre più diffusa e pervasiva. Non a caso, due fatti recenti hanno segnato positivamente le dinamiche del turismo in città. Infatti, il primo dato che è giusto segnalare è il “fatto” che nel 2023 si siano registrati, a Siracusa città, il numero di 1 milione di pernottamenti, in netta crescita rispetto al 2022, con un salto ancora più significativo rispetto al 2019 (anno che precede il Covid). L’altro aspetto è l’interesse e la proiezione che Siracusa ha riscosso nell’ambito del turismo globale, significato dal Congresso mondiale delle guide turistiche, con ospiti provenienti da più parti, svoltosi a fine gennaio tra Siracusa e altri Comuni della Sicilia.

Una sintesi veloce delle dinamiche globali del turismo e della ricaduta degli effetti positivi e dei risvolti critici – a partire dell’Italia, a noi interessa la Sicilia, Siracusa e il suo distretto provinciale – può offrire alcune sollecitazioni per invitare la città intera (Istituzioni, forze sociali e politiche, categorie, operatori del settore ecc.) a costruire una logica di governo sistemico del Turismo – anzi, dei “Turismi”: non è un “vezzo”, definirlo al plurale il “sistema Turismi”, per le ampie implicazioni che il settore riveste e rappresenta, sia sul piano economico-sociale che per i riverberi sul terreno culturale. In questi tre decenni, il ruolo di Internet ha impresso un’espansione  del turismo globale (le piattaforme web) dilatando le forme esperienziali del viaggio e la tipologia dei “viaggiatori”. La ricerca dei luoghi da visitare, grazie all’infinita espansione del web ha visto affermare la relazione diretta e “immediata” tra miliardi di turisti e i “nuovi” operatori dei “luoghi dell’ospitalità” e delle occasioni esperienziali, in città, paesi, borghi, case di campagna, ecc. Accanto al classico albergo (grande o piccolo), s’è estesa diffusamente la tipologia delle “ospitalità minori”: un tessuto diffuso, capillare, diversificato di “piccola ospitalità” che ha radicalmente trasformato il volto delle città – non solo quello dei centri storici. Anche in Sicilia, a Siracusa, ecc., appartamenti, ville, case, casolari, ecc. sono stati destinati a residenze turistiche, stimolando l’avvio di iniziative economiche da parte di decine di migliaia di persone: o in forma di piccole-medie imprese (nuove competenze nel settore, lavoro a migliaia di giovani e ragazze, ecc.), o ricorrendo al codice civile (art. 1571), nella forma giuridica delle “locazioni brevi”. Una radicale trasformazione che ha visto affermare figure e novità sociali (nuove professioni, opportunità di lavoro, inedite competenze) insieme ad alcuni controeffetti nel tessuto urbano ed abitativo “ordinario”.

L’intero sistema giuridico e di regolamenti” (nazionali, regionali e comunali) è da anni sotto stress di fronte agli effetti dirompenti di questo processo. Certo, sono prevalenti gli aspetti positivi del fenomeno, ma per imprimere una svolta nella “politica del turismo” (con nuove norme sia nazionali che regionali) occorre che i Comuni siano in prima fila, con nuove idee. Già a seguito di norme nazionali 2021-2, relative alla “piccola ospitalità” (ma l’attuale Governo ha annunciato di riscrivere il quadro normativo), tutte le strutture operanti hanno già richiesto ed ottenuto (con informazioni vincolanti tra il Comune e la Regione) – ed è un processo ancora in corso – un Codice identificativo (Cir) per potersi iscrivere e promuovere i “luoghi dell’ospitalità” nelle “piattaforme turistiche globali” (Booking, AirBnb, ecc.) per tutte le tipologie di strutture: P. Iva e “locazioni brevi”. Si tratta di un processo che esce dalla “informalità”, assume forme di trasparenza e sollecita un governo di sistema.

In linea di massima, a Siracusa opererebbero circa 300-350 operatori con P.Iva, mentre circa 1.500 sarebbero coloro che operano tramite codice civile (locazioni brevi). Una cifra significativa: un vasto “corpo sociale” di “produttività” economica, di competenze, che è espressione di un insieme di “singolarità” non organizzate – giovani coppie, ragazzi, operatori par-time, con 1-2 o 3 case, famiglie che mettono ad ospitalità la propria casa, ecc.  –, privi di una struttura di “rappresentanza collettiva”.

Certo, quando processi economici e di sviluppo irrompono in modo accelerato, si innescano dinamiche irregolari, “informali”, iter anarchici con la scesa in campo di centinaia o migliaia di giovani, coppie, ecc. – si pensi a Noto, Marzamemi, Siracusa, Palazzolo, Avola, Pachino, ecc. – che hanno attivato esperienze di lavoro. Si tratta di operatori che hanno maturato professionalità e relazioni con le esigenze dei turisti ed anche con i diffusi disagi della città (mobilità urbana; sistema dei rifiuti; parcheggi; servizi; destagionalizzazione turistica, ecc.), ma è un “insieme sociale” che è teso ad organizzare e migliorare i propri legittimi “interessi individuali”, qualificando sempre relazioni con i turisti che ospita, e non rappresenta un “corpo di pressione comune” in grado di far sentire la propria voce, ma che andrebbe ascoltato dal Comune, dalla Giunta: occasione che è mancata in questi anni, a conferma di un limite politico e istituzionale.

Ecco, a partire dalla “Tassa di soggiorno”, anche come occasione per estendere il confronto e delineare una Politica dei “Turismi” per i prossimi anni, sarebbe opportuno (un’occasione di “democrazia deliberativa”) se questi operatori venissero invitati al confronto pubblico ed aperto proprio in vista della nuova deliberazione del Consiglio comunale. La Giunta saprà raccogliere l’opportunità di questa occasione? La fragilità, anzi il distacco profondo nel rapporto tra Istituzioni, politica e società è già al suo crepuscolo: vedremo se la Giunta saprà essere all’altezza della necessità di qualche nuova azione politica.  

*Sull’argomento si è tenuto recentemente un incontro aperto presso la sede del PD su cui La Civetta  ha pubblicato un articolo: https://www.lacivettapress.it/2024/01/28/imposta-di-soggiorno-il-comune-prepara-il-nuovo-regolamento-e-il-pd-invita-a-una-seria-discussione/?fbclid=IwAR2RaOhzZ7qUkOrHlNAfABs93LidQeawi62JGTnprd1T_kaTLCG7vE5vzx8

 

 

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