NON SI PUO’ PIU’ TACERE SULL’ORRORE DELLA STRISCIA DI GAZA

Le immagini della Striscia di Gaza sono sempre più strazianti: edifici distrutti, ospedali sventrati, migliaia di bambini, di giovani, di donne, di civili uccisi. La reazione di Israele era doverosa dopo la mattanza del 7 ottobre, compiuta da Hamas con una ferocia che ha fatto inorridire il mondo. Ma a distanza di due mesi questo suo legittimo diritto alla reazione si sta trasformando in strage di popolo. Sono state diffuse le immagini di decine di prigionieri palestinesi in ginocchio, con le sole mutande, senza scarpe, ammanettati, bendati e con i soldati israeliani che puntano contro di loro i fucili. Queste umiliazioni sono inaccettabili anche in guerra.

Il segretario generale dell’Onu, Guterres, ha dichiarato nei giorni scorsi che “la violenza di Hamas non legittima la punizione collettiva di un popolo da parte di Israele”. Appelli a fermare la strage di civili palestinesi sono venuti da numerose organizzazioni umanitarie. Nell’ultimo Consiglio di Sicurezza dell’Onu solo gli Usa hanno votato contro, ponendo il veto, la Gran Bretagna si è astenuta e gli altri 13 Paesi hanno votato a favore di una tregua.

Non possiamo restare in silenzio. Chiedere la cessazione della guerra per tentare di riprendere il negoziato per la pace non significa stare dalla parte di Hamas e tantomeno dalla parte degli antisemiti. È tempo di fermare Netanyahu e il massacro indiscriminato di un popolo.

Israele ha diritto di vivere in sicurezza e in pace. Questo riconoscimento deve venire dai palestinesi i quali possono rivendicare il diritto sacrosanto ad avere un loro Stato solo se preliminarmente riconoscono il diritto all’esistenza dello Stato di Israele. Ora però bisogna far tacere le armi.

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