Ridimensionamento: continua il progetto “spacca Italia”

È stato un decreto ministeriale uscito a giugno scorso che ha fatto comprendere la strada intrapresa dal governo in merito al ridimensionamento dei plessi scolastici su scala nazionale. Così possiamo affermare che l’accanimento di questo governo sui ceti più disagiati continua. Questa volta tocca alla scuola (comprensivi e superiori), ma già si sa che anche l’università sta diventando classista, ci dice il segretario provinciale della Flc Cgil Giovanni La Rosa: “il decreto stabilisce che gli istituti scolastici, comprensivi e superiori, debbano avere almeno 961 alunni. Per cui il ministro leghista Valditara, che aveva avuto il mandato di ridurre la spesa del suo ministero per 38 milioni di euro, non ha fatto altro che dividere la cifra su tutte le scuole in ambito nazionale, giungendo al magico numero di 961”.

La scuola è trattata come un’azienda, così aumenta la diseguaglianza del sud rispetto al resto d’Italia, perché al nord esistono scuole in buono stato, palestre, asili nido, mense per tutti. Ciò è un miraggio per il Sud. Questo divario si rafforzerà se dovesse passare l’autonomia differenziata, ma già da oggi, con il ridimensionamento scolastico, la scuola si apre alla camuffata secessione e ne sentiranno appieno le conseguenze. Questa decisione, incostituzionale, conduce a classi di serie B dove è più facile andare a scontrarsi con gli attuali problemi giovanili (droga, solitudine, suicidi, dispersione scolastica). Già sappiamo che questa provincia vive abbastanza il disagio giovanile. È la prima provincia in Sicilia per dispersione scolastica.

“È però giusto dire che alcune scappatoie ci sono – continua La Rosa –. Il criterio della salvaguardia di importanti presidi di cultura in zone disagiate dei Comuni, o per i luoghi montani per cui il numero di studenti si abbassa a 400, e ancora quello di tenere presente aree a forte crisi demografica. Nei fatti la disposizione dichiara che ogni regione deve gestire questo ridimensionamento, rispettando però il numero stabilito dal governo. Per il ministero la regione Sicilia, per entrare nella media dei 961, dovrà far cessare cioè accorpare 92 scuole il prossimo anno scolastico 2024, 5 l’anno dopo e ulteriori 5 il terzo anno scolastico. Affermano che alla fine dei tre anni, dopo l’eliminazione dei 102 plessi, si avrà una grande diminuzione di costi”.

Quali sarebbero?

“Per esempio l’eliminazione delle reggenze, scuole dove non c’è più un dirigente titolare ma che sono rette dal dirigente di un altro istituto. Attualmente abbiamo fra Siracusa e provincia otto istituti in reggenza, cioè queste scuole sono autonome e un dirigente di un’altra scuola deve fare la spola venendo pagato per questo ulteriore lavoro.

Il doppio?

“No, c’è solo un parziale aumento, ma anche su questo si vuole risparmiare senza l’intenzione di aprire un concorso. Poi, nel caso di accorpamento, il reggente titolare perderebbe il suo posto di lavoro come anche il dirigente amministrativo, l’altra figura apicale nella scuola. La legge prevede che queste figure dovranno essere collocate in altre sedi libere possibilmente in provincia, ma in mancanza di ciò la sistemazione può essere trovata in qualsiasi scuola d’Italia. È chiaro che c’è una graduatoria che comporta la mobilità del dirigente più giovane. Al momento a Siracusa non abbiamo problemi per i dirigenti scolastici, perché ci sono molti posti vuoti, ma per quelli amministrativi sì. Da considerare che un gruppetto di direttori amministrativi sono dei giovani appena entrati con pochi anni alle spalle e potrebbero essere costretti a andare fuori provincia”.

Com’è la sindacalizzazione fra queste figure apicali?

“La maggioranza è iscritta al sindacato e una buona parte alla Cgil, probabilmente per avere una buona copertura sindacale davanti alle grandi responsabilità anche penali che gravano su di loro. Nella scelta di ridimensionamento l’assessorato regionale ha demandato a una consulta provinciale la proposta per arrivare alla decisione finale da inviare al ministero. Noi, come Cgil, abbiamo impugnato questo provvedimento al Tar per far sospendere il ridimensionamento scolastico sia perché si va a una perdita di posti di lavoro, innanzitutto di giovani appena entrati, sia nella salvaguardia di scuole che rappresentano dei veri presidi di legalità. Non si possono guardare freddamente solo i numeri. Inoltre se viene tolto il dirigente scolastico, pensiamo ai piccoli Comuni della provincia, viene a mancare una figura di riferimento che ha assunto oramai un ruolo importante per le famiglie, come quello del parroco o di altri, oltre alla sua funzione contro la dispersione scolastica. La consulta provinciale si è riunita il 17 novembre, non esiste ancora un verbale ufficiale, ma sappiamo che la proposta è per la cessazione di 10 plessi (comprensivi e superiori) in tutta la provincia”.

Da chi è composta la consulta provinciale?

“Ne fanno parte: il provveditore, un suo collaboratore, un docente, uno dal personale tecnico amministrativo, un dirigente scolastico, un componente che proviene dall’elezione dei genitori e uno dalla componente degli studenti. Tutti hanno pieno diritto di voto mentre dei sette sindaci scelti tra i ventuno della provincia, solo due hanno facoltà di voto. È fin troppo chiara la superiorità decisionale della componente scelta dal provveditore. I tagli previsti sono incredibili: varie scuole superiori in provincia (Lentini, Pachino, Rosolini) perderebbero l’autonomia anche con studenti accorpati in Comuni vicini. E lo stesso vale per qualche comprensivo. A Siracusa avremo altre scuole superiori come l’Insolera. Per le chiusure dei comprensivi alcuni sono a Floridia e ad Augusta mentre a Siracusa si sta proponendo la chiusura del comprensivo Martoglio e Chindemi che andrebbero accorpati al Verga. Questa scelta non ci trova per nulla d’accordo perché la Chindemi in particolare, trovandosi nel quartiere disagiato di Mazzarona, è di fatto presidio di legalità”.

Qual è la media alunni a Siracusa?

“Oggi tutti i comprensivi si aggirano intorno ai 700/750 alunni tranne il Santa Lucia che supera i 950 alunni. Tutti gli istituti professionali, alberghieri oltre al geometra vedono diminuito il numero di studenti che aumentano invece nei licei e al tecnico. Ora si aspetta l’epilogo finale che si concluderà con la conferenza regionale entro novembre perché a gennaio inizieranno le iscrizioni e si dovranno dare notizie certe, ma non abbiamo ancora nessuna notizia di questa convocazione”.

Cosa dire delle problematiche scolastiche attuali?

“Tutte le scuole sono in attività perché sono arrivati i soldi del PNRR che devono essere spesi in progettazione dando incarichi ai docenti, questi fondi sono un’occasione irripetibile. Stiamo parlando di scuola 4.0 ed è giusto che la scuola si rinnovi. Ci sono fondi per creare aule virtuali, schermi digitali con cui interagire, per le scuole superiori nuovi laboratori che servono per preparare l’alunno ad entrare nel mondo del lavoro, laboratori di robotica, cyber sicurezza, stampa 3D, intelligenza artificiale. Ma mancano ancora gli strumenti e la formazione per i docenti. Infine c’è il grande problema della dispersione scolastica che a Siracusa è ben presente anche nelle scuole superiori, oltre a quelle primarie”.

Sappiamo che la lotta alla dispersione scolastica è un fenomeno complesso e di sistema. Esiste un collegamento tra povertà materiale ed educativa che si può contrastare solo aggredendo alcuni deficit strutturali del sistema scolastico a livello locale con il tempo pieno, la mensa, le palestre, una maggiore presenza di asili nido. Difatti è nota la forte correlazione positiva tra la qualità dell’offerta in termini di strutture e tempo scuola e il livello di apprendimento conseguito dagli studenti. Quindi avere più insegnanti, più presidi territoriali e una rete territoriale con enti locali e il supporto di educatori esterni volontari significherebbe fare uno straordinario salto di qualità. Ma la nostra realtà è quella di una scuola provinciale e asfittica e con il ridimensionamento si rafforza il progetto “spacca Italia” di questo governo. Un percorso culturalmente davvero buio.

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