CONCERTI AL TEATRO GRECO, IL CONSIGLIERE CAVALLARO AL SINDACO: DISCUTIAMONE IN AULA

Su richiesta dell’avv. Paolo Cavallaro, consigliere di Fratelli d’Italia, il presidente del Consiglio comunale Alessandro Di Mauro ha fissato una seduta aperta, pubblica, per le 17,30 del 24 novembre per discutere sullo “Stato di salute del Teatro Greco di Siracusa, trasparenza, criteri e azioni di valorizzazione e tutela, stagione concertistica, costruzione nuove strutture”.
Nell’istanza dell’avv. Cavallaro vengono puntualizzate da una parte le criticità, segnalate da studiosi, esperti e sovrintendenti, di un teatro, la cui conformazione è unica al mondo (interamente ‘scolpito’ nella roccia del colle Temenite, come ricordato da Antonio Calbi, ex sovrintendente Inda, anch’egli voce autorevole contro lo sfruttamento intensivo del teatro https://www.lasicilia.it/…/lex-soprintendente-dellinda…/ ), dall’altra i tanti interventi che soprattutto in quest’ultimo anno, a seguito di un’abnorme stagione concertistica e di un uso distorto e improprio del monumento, hanno richiamato l’attenzione di tutti su un uso ‘compatibile’ del teatro.
In realtà, l’uso del monumento protetto dall’Unesco in quanto patrimonio dell’umanità (come spesso hanno ricordato tra gli altri l’avv. Salvo Salerno, l’avv. Corrado Giuliano, l’archeologo Fabio Caruso, i colleghi de La Sicilia e Massimiliano Perna, ma tralascio molti altri nomi e me ne scuso) è già disciplinato da norme specifiche. Per ricordarne solo alcune: l’articolo 20 del Codice dei Beni Culturali, secondo il quale “I beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione” (il loro deterioramento è punito con la reclusione); la Carta di Siracusa, del 2005, per la conservazione, fruizione e gestione delle architetture teatrali antiche, oltre a ricordare che non si devono sottrarre teatri e anfiteatri antichi “sia pure per poco, al loro pubblico naturale, che è quello dei visitatori e degli studiosi” sancisce che “Solo per i teatri la cui cavea è stata totalmente o quasi totalmente ricostruita può ipotizzarsi un uso non occasionale e prolungato, per cui il monumento diventa un contenitore teatrale moderno”; la Dichiarazione di Segesta del 1995, adottata in conclusione del Convegno “Salvaguardia e uso dei teatri antichi” che raccomanda di “promuovere la loro valorizzazione (dei teatri antichi, ndr) attraverso l’utilizzo come luogo di creazione artistica contemporanea, senza alterarne la natura e senza danneggiarne la struttura. Non tutti gli edifici si prestano a essere riutilizzati; bisogna infatti anche tener conto della tradizione, a volte secolare, rispettare tassativamente; inoltre, gli spettacoli devono contribuire a valorizzare il monumento e preoccuparsi di suscitare l’interesse dello spettatore per il luogo antico in cui si svolgono”.
Giustamente il consigliere Cavallaro evidenzia che “il teatro totale (diverso da quello classico) in cui inevitabilmente gli spettatori partecipano attivamente all’esibizione degli artisti, avrebbe migliore allocazione in strutture diverse, moderne, appositamente costruite, dove gli spettatori possano liberamente ballare e scambiare le proprie emozioni con quelle offerte dagli artisti durante i concerti; che esistono attualmente altre strutture utilizzabili (come lo stadio comunale) e comunque possono essere appositamente costruite; negli anni passati fu realizzata da privati nella zona balneare di Fontane Bianche la struttura Palalive, dove si esibirono artisti musicali di altissimo livello, valorizzando tra l’altro un’area che oggi è totalmente priva di qualsiasi iniziativa di intrattenimento”.
E infatti, la proposta degli spettacoli all’Ara di Ierone, a nostro avviso, potrebbe essere, al più, temporanea, assolutamente provvisoria, visto che già sembra inevitabile dover accettare questa soluzione, come se non ci possano essere altre ipotesi su cui discutere.
Ma l’obiettivo finale non può che essere lasciare l’intero Parco della Neapolis e i suoi preziosi monumenti alla loro originaria integrità e identità. L’idea, la prospettiva della mercificazione barbara e qualunquistica di un sito archeologico che non ha pari al mondo dovrebbe essere inaccettabile per tutta la comunità custode di un tesoro che le è stato consegnato dalla storia affinché lo preservasse dall’assalto delle intemperie come da quello degli interessi di privati che ne vedono unicamente la location appetibile per i propri profitti.
Il consigliere Cavallaro ha chiesto al Presidente Di Mauro di “invitare a tale adunanza il Sindaco, gli Assessori e Dirigenti competenti, il Direttore del Parco Archeologico, il Sovrintendente ai BB.CC., i Parlamentari nazionali e regionali, consentendo l’intervento anche ad esperti e rappresentanti di associazioni culturali che volessero contribuire al dibattito”.
Il nostro auspicio è che il 24, in Consiglio comunale, si discuta prevalentemente su come ‘liberare’ il Parco della Neapolis per riconsegnarlo a una sua corretta e rispettosa fruizione cercando altri luoghi che già da subito possano essere idonei ad ospitare qualsiasi evento musicale e intanto programmando più ambiziosi traguardi futuri.

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