La vicenda inizia nel 1990 con il terremoto del 13 e 16 dicembre tristemente famoso come il terremoto di Santa Lucia. “Una lunga battaglia dei cittadini per avere giustizia con costosi ricorsi in magistratura e amministrativi presso la CTP (commissione tributaria provinciale) – spiega Totò Lantieri, sindacalista di lungo corso -. Finalmente, dopo 25 anni di lotte dei cittadini, la legge di stabilità 2015 ha riconosciuto, ai soggetti interessati dal sisma nelle province di Catania, Ragusa e Siracusa, che hanno versato imposte per il triennio 1990-1992 per un importo superiore al dovuto del 10%, il diritto al rimborso di quanto indebitamente pagato (articolo 1, comma 665, legge 190/2014), a condizione che abbiano presentato una specifica istanza entro il 1° marzo 2010.
Nell’agosto 2017 in parlamento, con un illegittimo e vergognoso emendamento, violando l’art. 3 della Costituzione, con la motivazione della crisi di bilancio, vengono tagliati i limiti di spesa del rimborso al 50% per le sole province di CT RG e SR previsti dal D.L. numero 91 del 20 giugno 2017 art. 16-octies comma 1 convertito dalla Legge 123 del 03 agosto 2017.
Tale legge è stata definita dalla Cassazione, e confermata anche dalla Corte di Giustizia Tributaria Regionale, in tutti i ricorsi vinti dai ricorrenti come violazione dell’art. 3 della Costituzione e così la conseguente circolare di applicazione del direttore dell’Agenzia delle Entrate che contiene “profili di illegittimità costituzionale”. Nonostante le sentenze della Cassazione vadano rispettate per il ruolo di definitivo giudizio, come tali sono esecutive, l’Agenzia delle Entrate si oppone causando solo ulteriori spese che si possono configurare in danni erariali visto che perde sempre. Sarebbe interessante conoscere l’entità di tale somma pagata dallo Stato a cui aggiungere gli interessi che nel frattempo lievitano. Le sentenze di Cassazione e della Corte di Giustizia Tributaria Regionale (ex CTP) confermano che non esiste la prescrizione per tale credito se come scritto nelle sentenze: “I cittadini onesti e fedeli hanno continuato a versare per un importo superiore al dovuto del 10% e hanno diritto al rimborso di quanto indebitamente pagato per non determinare un’ingiustizia tra chi ha pagato il 10% chi il 55% e chi il 100%”.
Secondo Lantieri, il rifiutarsi con ostinazione di applicare le decisioni dell’organo supremo della Cassazione pone quindi un pesante interrogativo sul ruolo dell’Agenzia delle Entrate che impugna le sentenze per poi ricorrere alla stessa Cassazione. Un corto circuito dell’ADE incomprensibile alla luce del ruolo dei vari organismi dello Stato.
E così, dalla volontà di cittadini per nulla rassegnati o demotivati, che hanno chiaro il diritto negato, è nata l’Associazione Siracusa Sisma 90 per coordinar tutte le iniziative contro l’ingiustizia di cui è presidente Totò Lantieri.
“Il primo atto è stato un documento approvato dai soci e recapitato ai nostri onorevoli per chiedere, onde evitare altri ricorsi legali, al momento tutti favorevoli ai contribuenti, una dignitosa chiusura, dopo 33 anni, che contemperi il diritto con una soluzione che eviti ulteriori lievitazione di interessi e accumuli danni erariali che attualmente in alcuni casi sono superiori al capitale da rimborsare.
Una spirale da bloccare vista la nostra situazione economica e finanziaria. Quindi una battaglia tutta parlamentare degli eletti nel nostro territorio, deputati e senatori, tra i quali senza distinzione di appartenenza abbiamo verificato una sincera unità di azione sul sacrosanto diritto dei cittadini di Siracusa, Ragusa e Catania”
Appuntamento con i soci il 29 novembre alle ore 16,30 presso il salone del S. Cuore di viale Zecchino per una puntuale informazione sullo stato attuale della vertenza.

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