Il rapporto ecosistema urbano di Legambiente e Ambiente Italia 2023, rispetto agli altri anni, attesta un certo miglioramento per Siracusa. La classifica generale pone il capoluogo in 94esima posizione, mentre nel 2018 si trovava in 99esima, nel 2019 in 103esima, nel 2020 di nuovo all’99esima e nel 2021 e 2022 risaliva a quota 96. I dati su cui si basano i rapporti sono divisi in 19 parametri che fotografano le performance ambientali di 105 città capoluogo divisi in 5 macro aree (aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente). In quest’ultima classifica generale ben tre capoluoghi siciliani (Palermo, Catania e Caltanissetta) si ritrovano agli ultimi posti, Messina è in 94sima posizione. In sintesi le 9 provincie siciliane, la più alta Agrigento al 72° posto, sono ben lontane dalla media italiana.
Per Siracusa la situazione appare più articolata come si vede dal confronto tra gli indicatori tra il 2018 e l’ultimo del 2023 (dati 2022).
Una nota metodologica: per ciascuno dei 19 indicatori ogni città ottiene un punteggio normalizzato variabile da 0 a 100. Il punteggio finale è successivamente assegnato definendo un peso per ciascun indicatore che oscilla tra 3 e 15 punti, per un totale di 100. La mobilità rappresenta il 25% complessivo dell’indice, seguita da aria (23%) e rifiuti (20%), ambiente urbano (15%), acqua (12%) ed energia (5%).
Vengono privilegiati gli indici di risposta che misurano le politiche intraprese dagli enti locali che pesano per il 59%. Vengono assegnati alcuni bonus alle città che si contraddistinguono per politiche innovative, pari a un terzo del peso degli indici relativi all’ambito scelto. Le fonti sono: dati comunali 2022 raccolti da Legambiente, fanno eccezione i dati sul verde urbano (Istat) tasso di motorizzazione e incidenti stradali (Aci-Istat), uso efficiente del suolo (elaborazione Legambiente su dati Ispra).
Abbiamo nella prima colonna l’indicatore, nella seconda la posizione nella classifica generale dei 105 capoluoghi del relativo indicatore riferito all’anno 2018 e la percentuale corrispondente, nella terza e quarta colonna è lo stesso (classifica, %) ma riferito all’anno 2023 (dati 2022).
| Isole pedonali | 91 | 0,05 | 36 | 38,96 |
| Verde totale | 96 | 7,5 | 101 | 8,4 |
| Alberi propr. Pubblica/alberi | 101 | nr | 79 | 8,4 |
| Uso efficiente del suolo | 64 | 5,0 | 75 | 3,0 |
| Solare pubblico | 60 | 2,5 | 12 | 11,0 |
| Biossido di azoto | 5 | 13,2 | 27 | 17,5 |
| Ozono | 35 | 29,0 | 50 | 42,5 |
| Polveri sottili (PM10) | 58 | 25,4 | 58 | 24,0 |
| PM2,5 | 3 | 9,2 | 34 | 12,0 |
| Dispersione rete idrica | 77 | 47,4 | 97 | 66,4 |
| Efficienza depurazione | 65 | 90,0 | nr | nr |
| Passeggeri trasporto pubblico | 99 | nr | 51 | 15,2 |
| Offerta trasporto pubblico | 95 | 7,8 | 57 | 7,8 |
| Incidenti mortali | 46 | 0,36 | 57 | 5,5 |
| Piste ciclabili | 67 | 2,13 | nr | nr |
| Tasso di motorizzazione | 77 | 66,9 | 99 | 72,2 |
| Rifiuti prodotti | 61 | 527,8 | 64 | 519,7 |
| Rifiuti differenziati | 104 | 2,8 | 86 | 50,4 |
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Così i confronti chiariscono vari aspetti di miglioramento e peggioramento al di là della posizione nella classifica generale. Troviamo dati positivi quali il balzo delle isole pedonali, ma la discesa del verde totale (dalla 96esima al 101° posto). Collegato a questi segnalatori c’è il solare pubblico che risente dei contrasti in maniera positiva. Il rilevatore “alberi su area di proprietà pubblica” risulta in netta risalita (da 101° a 79° posizione). Ma scopriamo che se nel 2018 l’indicatore dell’uso efficiente del suolo poneva Siracusa in 64° posizione oggi è al 75° posto, dato ancor più preoccupante perché l’indicatore dà significato all’espansione in quanto a occupazione e impermeabilizzazione di nuovo suolo ma noi sappiamo che la città subisce una crisi demografica da decenni. Quindi non si fermano le nuove costruzioni e l’ampliamento di spazi cementificati a danno del verde sebbene la popolazione dal 1991 continui a scendere nonostante l’afflusso di stranieri (Istat censimento 1991=125.941 abitanti, 2011=117.055). Per quello che riguarda la dispersione sulla rete idrica il rilevatore già negativo, si era alla 77° posizione, presenta la città ancora più in discesa, alla 86° posizione. Così il tasso di motorizzazione (indicatore della qualità di vita per smog,
parcheggi, ecc.) passa da 77 a 99 con conseguenze per i meno giovani per i quali aumentano le difficoltà respiratorie. Inoltre si nota anche un aumento di incidenti mortali per varie cause. L’Aci segnala mancata precedenza, alta velocità, guida distratta, stato del veicolo. E l’elevato numero delle auto non può che peggiorare la situazione. Invece un rilevatore che ha spinto in positivo il capoluogo è stato quello della raccolta differenziata – oltre il 50% – dal 104esimo posto all’86esimo. Per una visione d’insieme della qualità dell’aria, come sempre negli ultimi anni, le città sono state divise in cinque classi: nella prima, la migliore, compaiono quelle che rispettano tutti i nuovi valori
guida OMS – più restrittivi rispetto alle norme UE – per PM10, PM2,5 e NO2. Nell’ultima compaiono invece i centri urbani che superano per almeno due parametri i limiti della normativa comunitaria sia per PM10 e PM2,5 che per NO2 e O3. Quest’anno la prima classe (aria ottima) comprende due città (Agrigento e Lecce), lo scorso anno era vuota e due anni fa comprendeva tre città, ad evidenziare lo stagnamento complessivo della qualità dell’aria nel Paese. Quest’anno Siracusa è nel gruppo delle insufficienti (penultimo gradino). Per capire bene cosa dichiarano questi indicatori dobbiamo tener presente che il particolato atmosferico è un insieme eterogeneo di particelle solide e liquide che, a causa delle ridotte dimensioni, tendono a rimanere sospese in aria.
Quelle con diametro inferiore a 10 micron prendono il nome di PM10, quelle con diametro aerodinamico inferiore a 2,5 micron prendono il nome di PM2,5. Generalmente le polveri sono costituite da una miscela di elementi quali: carbonio (organico ed inorganico), fibre, silice, metalli pesanti, nitrati, solfati, idrocarburi, ecc.
È da osservare che per quanto riguarda il quadrilatero industriale è stata accertata una grande quantità d’arsenico esistente nel particolato. Si calcola che per una presenza di PM 2,5 superiore di 10 punti rispetto al massimo consentito vi sia un incremento della probabilità di contrarre il cancro pari al 7%. Inoltre, centinaia di studi suggeriscono che l’ozono è dannoso ai livelli attualmente presenti nelle aree urbane.
È stato dimostrato che esso agisce sull’apparato respiratorio, cardiovascolare e sul sistema nervoso centrale. Anche la morte prematura e i problemi di salute riproduttiva e di sviluppo sono associati all’esposizione all’ozono. L’ozono cronico ha effetti dannosi sui bambini, specialmente quelli con asma. Gli adulti affetti da malattie respiratorie hanno un rischio più elevato di mortalità.
Invece l’NO2 è uno dei più importanti componenti dello smog che influenza la salute dell’uomo. Le concentrazioni di questo gas, principalmente prodotto in modo indiretto dai motori degli autoveicoli (diesel in particolare) e dagli impianti di riscaldamento, forniscono un’indicazione sulla qualità dell’aria.
Infine il report individua delle proposte quali: ridisegnare lo spazio pubblico urbano a misura d’uomo con quartieri car free, “città dei 15 minuti” (tutto ciò che serve sta a pochi minuti a piedi dall’abitazione), strade a 30km all’ora, smart city, incentivazione ciclo pedonalità, micro mobilità elettrica, ridisegno delle strade, aumento dotazione trasporto pubblico elettrico. Sharing mobility: incentivazione mobilità elettrica condivisa (micro, bici, auto, van e cargo bike), realizzare corsie ciclabili pensate come una rete che si integra nel sistema urbano di mobilità sostenibile, il rendere l’80% delle strade condivise tra cicli e veicoli a motore, il predisporre programmi di incentivazione alla mobilità attiva (bike to work, bike to school). Rendere possibile l’ultimo miglio della distribuzione delle merci iniziando a limitare l’utilizzo dei veicoli a combustione interna nei centri storici e promuovendo contemporaneamente l’utilizzo dei veicoli 100% elettrici.

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