“Accoglienza e inclusione”, il decennale dell’associazione “Accoglierete”

Venerdì 20 ottobre si è aperta all’Urban Center, in una sala gremita, la prima giornata prevista per il decennale dell’Associazione Accoglierete dal titolo: “Accoglienza e inclusione: una sfida possibile”. A questa è seguita sabato 21 il secondo incontro e infine in serata una “festa a tempo di musica fra culture diverse” a piazza santa Lucia.

Accoglierete è nata dieci anni fa dalla volontà di alcune persone di diventare tutori legali volontari di minori extracomunitari, una decisione motivata dall’arrivo sulle nostre coste di centinaia di minorenni provenienti da Paesi dell’Africa e dell’Asia che giungevano in uno stato di grande smarrimento. Portati nei centri di prima accoglienza, all’arrivo veniva dato loro un numero: non erano più persone proprio come nei campi nazisti. Ma a loro anche essere un numero poco interessava, perché avevano raggiunto la prima meta sognata: quella di raggiungere l’Europa.

Tanti, troppi mesi erano passati dalla partenza all’arrivo in Sicilia e quel lungo viaggio era stato costellato da sopraffazioni, violenze, pericoli, con la detenzione in carceri libiche e infine, con l’imbarco su barconi poco adatti, dal dramma dell’attraversata, forse la prova più pesante e dolorosa vissuta con tanta paura e incertezza: l’ultimo passo che li portava a diventare maturi giocoforza. Ricordi che in quei minorenni non si sarebbero mai più cancellati. Giorni in cui il loro cuore batteva alla vista di quell’enorme distesa d’acqua che poteva scatenarsi e facilmente portare all’affondamento di quei fragili battelli; inermi nell’osservare la morte di compagni di viaggio e dei loro corpi buttati con indifferenza in mare dagli scafisti, perché divenuti solo merce che appesantiva la barca. E ancora, come dimenticare la violenza su donne e ragazze, i lamenti di persone picchiate, altre con ferite aperte che si lamentavano, poca acqua, poco cibo.

Nulla la possibilità di reagire perché gli scafisti rappresentavano gli unici a cui affidarsi, pena la perdita della vita.

In quello stato psicofisico quei minori giungevano così sulla nostra terra. Per cui dopo l’uscita dai centri di prima accoglienza il trovarsi davanti una persona, il tutore volontario, che gli parlava in tutt’altra maniera, che a volte lo portava a casa propria dandogli da mangiare del buon cibo, ridandogli dignità e rispetto, cercando di lenire le sue ferite psicologiche, visto in un primo momento forse con diffidenza, con un misto di paura e speranza. Poi abbandonando l’oscurità vissuta quei giovani davano fiducia al tutore, di cui stupiva la gratuità del fare, e guardavano avanti verso un mondo migliore in cui credere. Quel gruppo di tutori volontari rappresentava il solo punto di riferimento per loro nella nuova società. A quell’unico viso amico in un mondo ancora ostile per lingua e cultura s’aggrappavano e ritornavano a sorridere. Dall’altra parte era davvero grande la felicità per i tutori di Accoglierete nel far ricomparire in quei ragazzi la speranza positiva per un nuovo avvenire dopo il loro personalissimo passato.

L’idea di fondare l’Associazione venne allora da alcune persone sensibili come Carla Trommino, Simona Cascio, Rita Gentile e altre ancora. Fu questo gruppo che subito chiese la partecipazione di altri che accorsero, pronti anche a una necessaria preparazione culturale e psicologica per calarsi nel ruolo di tutore legale volontario spesso in difficoltà nel rapportarsi con le istituzioni preposte (Questura, Tribunale dei minori di Catania), con alcune eccezionali eccezioni come il giudice Alì (presidente del Tribunale di Siracusa) che aiutò l’associazione. L’essere così motivati catalizzò anche famiglie che accettarono le proposte di accogliere minori extracomunitari, aiutandoli nel cammino d’inclusione. Grazie alle tante iniziative l’associazione, la prima di questo genere in Italia, è diventata un faro a livello nazionale.

Oggi, Accoglierete possiede una solida e pregnante storia, ricca di tantissimi episodi. In più, può affermare che il processo di accoglienza di quei tanti minori è stato in gran parte raggiunto con successo. Sono tanti i minorenni d’allora, attualmente maggiorenni, che hanno compiuto un percorso scolastico, alcuni fino al livello universitario. Altri hanno trovato un dignitoso lavoro, altri ancora hanno aperto attività e tanti sono andati via in regioni d’Italia e d’Europa riuscendo a inserirsi in attività lavorative, spesso rimanendo in contatto con i propri tutori.

Così si è voluto in queste giornate celebrative porre l’attenzione sulle nuove sfide e nella prima giornata proporre un’analisi sui problemi che l’immigrazione ripone attualmente. Difatti, l’associazione tramite Rita Gentile, la sua presidente, ha riaffermato la volontà di continuare nel suo scopo sfidando i nuovi ostacoli in particolar modo le nuove leggi più stringenti d’allora e un Tribunale dei minori più chiuso nei confronti del tutoraggio volontario.

Dopo un video rappresentativo delle attività svolte nel decennio, sono seguite le relazioni del prof. Maurizio Malogioglio su “Migranti: una minaccia o una opportunità?” e del prof. Fulvio Vassallo su “Minori stranieri non accompagnati fra accoglienza ed espulsione”.

Ma l’intervento più emozionante, più coinvolgente, anche per la carica umana che contraddistingue la persona, è stato quello del dr. Pietro Bartolo, europarlamentare già medico di Lampedusa, con il suo racconto appassionato delle proprie esperienze di medico e uomo. “Continuo a girare divulgando ciò, perché è importante che si sappia cosa riesce a fare l’uomo su altri uomini” – ha dichiarato l’europarlamentare.

Sabato 21 l’incontro è continuato sui temi della tutela grazie agli interventi di Giuseppe Vecchio, garante regionale dell’infanzia, Andrea Grasso, giudice onorario del tribunale dei minori di Catania e Paola Scafidi presidente dell’associazione nazionale tutori in rete.

Infine, molto commovente è stato il dibattito in cui sono intervenute varie testimonianze di tutelati e tutori. Bisogna constatare che un’associazione di volontari aperta a tali dense esperienze non può che essere formata da persone sensibili che nel dare gratuitamente ci mettono il cuore. È stato anche per questo che l’evento terminato con una festa piena di musica a piazza s. Lucia ha avuto anch’esso successo. Senza ombra di dubbio Accoglierete è oramai una pietra miliare nel panorama socioculturale del volontariato siracusano.

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