IL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA COME PROSECUZIONE DELLA LOTTA POLITICA NEL PD?

Antonello Cracolici, parlamentare regionale di lungo corso, presidente dell’Antimafia siciliana, già dirigente politico del Pci e poi del Pds, dei Ds e infine del Partito democratico, ha dichiarato che “il ponte sullo Stretto di Messina, se si fa, è una opportunità”. Apriti cielo, i professionisti dell’ortodossia in servizio permanente sono saliti in cattedra per censurare il suo punto di vista, ritenuto, se non eretico, confliggente con la posizione espressa dalla segretaria Elly Schlein che giudica “il progetto costosissimo, inutile e dannoso”
Aveva il diritto Cracolici di dire come la pensa sul ponte? Sì. Il Pd non è una chiesa e l’opinione della segretaria, per quanto autorevole, non può trasformarsi in un diniego erga omnes a pensarla diversamente.
Per altro l’opinione della Schlein, espressa durante un intervento alla Camera, non è stata discussa nella direzione del partito e neanche in segreteria e pertanto non è una decisione di organismi dirigenti, i quali, detto per inciso, contano poco e vengono convocati di rado.
Un partito che pensa di poter tappare la bocca ad un dirigente (o anche ad un semplice iscritto) su una questione delicata, che non può essere liquidata sbrigativamente, rischia di diventare un partito personale nel quale la parola del capo è la parola del partito e dunque di tutti.
Tra i gli ortodossi, un posto d’onore merita il segretario regionale, Antony Barbagallo, il quale come capogruppo del Pd alla commissione Trasporti della Camera ha sparato, legittimamente, a zero contro il ponte. Si tratta dello stesso Barbagallo che sette anni prima come assessore regionale al Turismo aveva affermato che “ormai la Sicilia è matura per la realizzazione di quest’opera”. Stessa storia, ma altro contesto si dirà. Diceva Darwin che nel conflitto a prevalere non sono le specie più intelligenti ma quelle che si adattano meglio ai mutamenti.
Personalmente sono tendenzialmente contrario al ponte (anche se vorrei capirne di più) ma difendo, per quello che vale la mia difesa, il diritto di Antonello Cracolici ad essere, alle condizioni da lui stesso indicate, favorevole.

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