In via Piave sono presenti dal 2018 i Maristi, una congregazione religiosa che si trova in 80 paesi. La confraternita, nata in Francia dopo la rivoluzione francese, ha come missione principale la formazione dai piccoli ai più grandi con scuole di ogni grado e università in tutti i continenti. Di ciò ne avevamo già dato evidenza qualche anno fa intervistando alcuni di loro.
Descrivemmo la loro sede: il Centro Interculturale di Aiuto e Orientamento (Ciao) che negli anni è diventato un luogo importante nello scenario del volontariato solidale cittadino. Oggi, riascoltati affermano che: “le nostre attività si sono incrementate e altre ne abbiamo aperte”. Così oltre alle lezioni d’italiano per adulti, c’è l’aiuto per ottenere la patente di guida e altri documenti, vi sono tre appartamenti in affitto della congregazione che vengono gestiti creando case famiglie. Altri tipi di corsi (informatica, inglese) continuano e più di prima per ogni ragazzo si provvede a costruire con loro un progetto di vita aiutandoli nell’indirizzo da intraprendere, dal frequentare corsi professionale alla ricerca di un lavoro. Anche il doposcuola è cambiato perché c’è la possibilità per chi frequenta d’andare in campi estivi da loro gestiti. Ma un punto di forza molto apprezzato è lo sportello legale.
Dichiara Domenico Sapuppo avvocato e coordinatore del gruppo
Attualmente è formato da sei operatori volontari di cui due avvocati.
Avevamo già intervistato l’avvocato Sapuppo nel 2019 in merito a questo sportello appena aperto
L’avvocato dei migranti: “Vivo rapporti che toccano il cuore”
Certo, ho iniziato in quegli anni, ma con le difficoltà d’essere solo e alle prime esperienze. Oggi di conoscenza ne ho molto di più la posso riversare sugli altri volontari, anche loro carichi d’entusiasmo.
Quale lavoro svolgete?
Lo sportello offre servizio a tutti: italiani, cittadini comunitari ed extracomunitari che giungono per richieste e consulenze anche da città lontane della Sicilia e d’Italia, ad esempio sono venute persone da Napoli e altre città del sud. Però in maggioranza sono stranieri extracomunitari che hanno difficoltà legate ai permessi di soggiorno, cioè a tutto quell’insieme di pratiche burocratiche inerenti a ciò che lo straniero non conosce e non capisce. L’ultima volontaria giunta al nostro sportello è Maria una ragazza venezuelana ora in Italia col fratello. La storia di Maria mi riempie di felicità perché dapprima è venuta per essere aiutata nella sua pratica, poi ha pensato di darci una mano. Lei risiede ad Augusta e ogni volta parte da lì per essere qui con noi. È veramente d’ammirare.
Quante le persone coinvolte?
Siamo intorno alle 150 consulenze al mese e provengono da vari Paesi in maggioranza dall’Africa e Asia anche se si sta incrementando l’afflusso da paesi del sud America. Il servizio è aperto due volte alla settimana (martedì e giovedì) dal pomeriggio fino a quando c’è qualcuno.
Difficoltà, esigenze?
Le difficolta sono sempre le stesse che ho incontrato negli anni. Il fenomeno migratorio, da parte delle autorità, rimane sempre inteso in termini emergenziali, non si riesce ad affrontare in termini di progettualità, programmazione. Così spuntano ogni volta nuovi decreti sicurezza. In questo modo la relativa normativa è soggetta a continui cambiamenti. Dal decreto Minniti siamo passati ad altri, oggi c’è il decreto Cutro, così la normativa è cambiata nuovamente. Questo comporta difficoltà per noi legali e per l’immigrato. Inoltre, ci troviamo davanti a contesti differenti. Abbiamo persone che scappano da guerre o regimi ad esempio i tunisini, altri da persecuzioni (il Venezuela) lì c’è un sistema dittatoriale che genera povertà e fame. Sulle loro aspettative possiamo affermare che sono quelle di tutti, cioè d’avere occasioni migliori. Ma bisogna saperli gestire questi fenomeni e non ricorrere all’emergenza perché gli immigrati rappresentano una ricchezza per l’Italia sia per la natalità, sia per l’apporto generale come linfa vitale che possono dare. C’è una nota positiva: quasi la metà delle domande d’asilo sono accolte dalle commissioni governative. È già un buon livello visto che prima esistevano normative che privilegiavano l’integrazione sul territorio per chi lavorava o studiava, mentre oggi le nuove norme sono abbastanza restrittive.
Molti di quelli che sbarcano vanno via dall’Italia. Il Paese è solo di passaggio.
Certo vi sono parecchi immigrati legati in un certo modo al Paese europeo ex colonia ad esempio la Francia e vedono questa nazione come obiettivo da raggiungere perché lì hanno parenti, amici. Ma altri come quelli del Bangladesh rimangono in Italia, ad esempio c’è un gruppo ben integrato a Siracusa che trova lavoro.
Allora chi rimane lavora?
Ho riscontrato che Siracusa si presenta come città molto accogliente verso gli immigrati e chi ottiene il permesso riesce a lavorare. Certamente sono lavori temporanei poco pagati e principalmente nel settore dell’agricoltura e della ristorazione. Ora vorrei che parlasse Maria.
Maria si schernisce
Si, come ha detto l’avvocato per me è una bella esperienza quella che sto facendo qui con loro. Ho preso questa decisione perché vedevo persone bisognose come lo era stato per me e siccome ho degli studi ho pensato che era giusto fare questo, intanto sto cercando lavoro (Maria è laureata in lingua e letteratura spagnola e parla abbastanza bene l’italiano). Ho vissuto una brutta esperienza nel mio Paese scappavo insieme ad altri alla vista della polizia. Ora quando sono venuta in Italia ho ancora una certa paura alla vista di poliziotti, anche per questo vengo qui da Augusta per cercare di superare tutto questo.
Infine c’è da ricordare l’ultima iniziativa a cui ha preso parte la congregazione, è un progetto del terzo settore relativo al programma di “Rigenerazione urbana metaborgata” finanziato dal ministero del lavoro e delle politiche sociali e dalla regione Sicilia. A questo progetto interagirà insieme a altre organizzazioni (Astrea, Rifiuti zero, Cna, Siracusa calcio, Cooperativa san Martino, Associazione Bangladesh). Ultimamente a questo progetto ha chiesto d’aderire anche la camera del lavoro della borgata della Cgil. La camera del lavoro alla borgata ha nel suo programma un’assemblea sull’acqua pubblica con la costituzione di un relativo comitato, l’incentivazione delle piste ciclabili, una migliore gestione dei parcheggi, ma soprattutto l’istituzione di uno sportello della salute gestito da medici ed eventualmente si pensa anche ad uno sportello psicologico. Queste due ultime iniziative andranno verso una richiesta abbastanza sentita nel quartiere pensando alle tante famiglie disagiate.
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SCHEDA
Attualmente per ovvie ragioni si parla tanto del fenomeno migratorio, con il governo che dichiara l’Italia isolata dal resto d’Europa. Eppure dalle statistiche sull’immigrazione in Europa troviamo che in termini assoluti, il Paese più esposto alle rotte migratorie che passano dall’Italia è la Germania. Nei primi sei mesi dell’anno le domande d’asilo presentate per la prima volta sono state 154.677 in Germania, il 30% delle 519mila richieste totali in Europa, aumentate del 28% rispetto ai primi sei mesi del 2022. Dopo c’è la Spagna col 17%, la Francia col 16% e infine arriva l’Italia col 12% e 62.000 domande d’asilo.

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