DISPERSIONE SCOLASTICA E INASPRIMENTO DELLE PENE

È dell’8 settembre scorso il Comunicato del Comando Provinciale dei Carabinieri di Siracusa che ha fornito gli ultimi dati sulla dispersione scolastica nella nostra provincia. Sono state 85 le persone, tra genitori ed esercenti la potestà genitoriale, segnalati all’Autorità Giudiziaria per inosservanza dell’obbligo dell’istruzione dei figli minori.

Quindi 85 persone che, per non aver garantito a minori la formazione scolastica di base durante l’anno scolastico 2022/2023, ai sensi dell’ultimo decreto del governo Meloni, al momento solo approvato dal Consiglio dei Ministri, rischierebbero fino a due anni di carcere. Questa, come molte delle altre misure atte a contrastare il fenomeno crescente della delinquenza minorile, sono considerate da molti commentatori inefficaci, se non peggiorative nel lungo periodo. Dello stesso avviso il dottor Domenico Brancatelli (ex magistrato) pur se convinto che occorra comunque cercare di far fronte al fenomeno: “Viviamo in un’epoca sempre più pazza e qualcosa bisogna pur escogitare altrimenti dove andremo finire?”

Potrei citare una famosa risposta che diede Rossini a un giovane compositore che gli aveva inviato una sua opera – risponde il dottor Brancatelli -: ‘C’è del nuovo e c’è del bello, ma il nuovo non è bello e il bello non è nuovo”. Siamo di fronte al solito inasprimento di pene per avversare alcune condotte illecite ma è risaputo che inasprire le pene non serve, non basta, a scoraggiare i malintenzionati. Il meccanismo psicologico di chi delinque prescinde dal rischio della sanzione cui andrebbe incontro. L’idea che li domina è che un mese o un anno di galera non faccia la differenza semplicemente perché sono convinti di farla franca comunque. Non me la sento di entrare nel dettaglio delle novità proposte perché sarebbe dispersivo ma mi sembra che in linea di massima il governo si sia sforzato di rendere più difficile la vita delle baby-gang e questo è commendevole. Ma accanto alla repressione occorre agire sulla prevenzione, l’altro elemento della dicotomia. È fondamentale l’educazione al rispetto delle norme, scritte e non, e questo è un compito che tocca soprattutto alla famiglia e alla scuola, sebbene comprenda che non sia agevole. Insegnanti demotivati, genitori immaturi e spesso incapaci di controllare figli sempre più pretenziosi, se non loro complici! Non dimentichiamo poi l’aumento della disoccupazione giovanile, altra concausa dell’innegabile loro malessere. Data la precocità dei nostri giovani forse vedrei di buon occhio l’abbassamento a 17 anni della imputabilità penale, ma immagino che si opporrebbero psicologi, sociologici, ecc. ecc. come per tutte le novità. Certo non sarebbe risolutivo per i motivi già detti ma potrebbe essere un piccolo deterrente per fronteggiare la dilagante devianza giovanile nell’attesa che si riesca davvero a mettere in campo quelle azioni di prevenzione tanto auspicate, di cui si parla sempre, ma che poi non riescono a trovare applicazione. Certo plaudo a quanto si sta cercando di fare a Siracusa con il nuovo protocollo voluto dalla Prefettura che mira a migliorare la rete di protezione istituzionale e sociale a tutela del diritto dei giovani alla propria piena realizzazione, ma bisogna essere poi costanti e soprattutto che tutte le cosiddette agenzie educative agiscano in sinergia”.

Come ha giustamente evidenziato in un comunicato Salvo Sorbello, Presidente Provinciale del Forum delle Associazioni Familiari della Provincia di Siracusa, è importante che il Comune di Siracusa si sia impegnato a stilare ogni anni l’elenco di tutti bambini che a sei anni entrano nell’età dell’obbligo scolastico e a consegnarlo ai dirigenti degli istituti comprensivi siracusani per controllare l’assolvimento del diritto-dovere allo studio di tutti ma occorre certo fare di più. Ci piacerebbe per esempio che si pensasse a realizzare una miriade di strutture sportive di quartiere assolutamente gratuite e gestite con l’aiuto dei volontari perché dall’attività sportiva può derivare l’apprendimento di regole e disciplina e con essa si offre un’alternativa alla noia soprattutto di chi ha già tutto, al vuoto interiore, all’assenza di emozioni, che costituiscono ulteriori cause di atti delinquenziali o folli come gettare sassi o biciclette dall’alto, sparare da un’auto in corsa con un fucile ad aria compressa o sdraiarsi sulle rotaie prima che passi un treno.

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