Sabato scorso, sul prato del vetusto stadio comunale Nicola De Simone, si è tenuta l’annuale presentazione ufficiale della rosa al completo e di tutto lo staff tecnico e dirigenziale del Siracusa Calcio per la nuova stagione agonistica che sta per cominciare, la 2023/24, nel campionato della quarta serie nazionale, la serie D. Nella prima giornata, domenica 10, la squadra aretusea debutterà in trasferta in quel di Canicattì. Il primo derby siciliano di un campionato che vedrà ai nastri di partenza tanti club isolani, più o meno nobili decaduti, come proprio il Siracusa, l’Acireale, la Nuova Igea, il Ragusa, il Licata, il Trapani e l’Akragas.
Ma quello che sta per partire, per i tifosi siracusani, non è un campionato qualsiasi perché è il campionato del centenario, visto che la società azzurra fu fondata nel 1924 e, al netto di un paio di fallimenti e di conseguenziali cambi di denominazione sociale (il primo club cittadino, fondato il primo aprile 1924, ebbe la denominazione di Circolo Sportivo Tommaso Gargallo grazie alla fusione di tre società preesistenti: l’Esperia, l’Insuperabile e il 75° Fanteria Tommaso Gargallo, per merito dell’intercessione di Luigi Santuccio e Genesio Pioletti), è pronta adesso ai nastri di partenza con la denominazione sociale di Siracusa Calcio 1924 per tentare di tornare nel calcio che conta, quello professionistico della serie C.
Sabato scorso, con tanto di sottofondo musicale di We Will Rock You dei Queen e con una conduzione in perfetto stile hollywoodiano, a cura del responsabile dei Social media Manager Matteo D’Aquila, in stile cavalcata delle valchirie e con microfono in mano, davanti ai tifosi presenti, è andata in scena la sfilata dell’intero staff tecnico e dirigenziale. E mentre la tribuna centrale contava solamente uno sparuto gruppo di spettatori sicuramente ancora più presi dalla coda dell’estate, la curva Anna invece era quasi gremita, già in mood partita, con tanto di bandiere e striscioni (abbiamo individuato, tra gli altri, “Massimo con Noi”, “Via Algeri”, “Rione Borgata”, i sempre vivi “Nun Ci Semu Ca Testa”, la “Brigata Via Italia 103” e i “Boys Ortigia”) e tra un coro per i diffidati e l’intramontabile inno ufficiale “Azzurro” di Adriano Celentano, è partita la manifestazione con lo speaker che ricordava appunto che questo è un anno importante, celebrativo, e che quindi occorrerà affrontare gli impegni agonistici con dedizione e professionalità, e farlo da protagonisti, per riportare il Siracusa in una dimensione che sarebbe il minimo che ci compete, e cioè la serie C, per onorare la nostra storia e l’amore e la passione di una città.
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Per la prima volta quest’anno nella società anche una squadra femminile, la prima a sfilare sul prato accompagnata dal responsabile, il tunisino Aziz, arcinoto alla cittadinanza. In seguito è toccato agli esponenti della squadra maschile sui quali aleggiava il diktat del presidente di quest’anno: equilibrio e programmazione. Prima i portieri, nell’ordine: Alberto Dima (classe ’04) dal Lecce, Domenico Lamberti (classe ’04), un superstite della passata stagione, Giuseppe Lumìa (del 2004) e il giovanissimo Salvatore Calvo (classe ’07). Poi è stata la volta dei difensori, e cioè Maikol Benassi, dell’89, che coniuga esperienza e qualità e che alle domande di Matteo D’Aquila ha dichiarato di essere venuto a giocare per la prima volta in Sicilia, di aver trovato un bel gruppo che gli dà delle sensazioni positive, che la città è stupenda, il tifo pure e che quindi ci sono tutti i presupposti per disputare una bella annata. Ha quindi sfilato il giovane Francesco De Caro, del 2000, proveniente dal settore giovanile del Benevento, Matteo Di Paola (classe ’05), in prestito dall’Avellino; i siracusani doc Federico Gozzo, del 2005 e Michael Guzzardi, anch’egli del 2005. Da Malmoe invece proviene Donart Lubishtani (come il ben più celebre Zlatan Ibrahimovic), del 2004, che ha giocato nel settore giovanile del Chievo e dell’Inter e l’anno scorso ha militato nel Catania; poi è stata la volta di un altro straniero, il bosniaco del ’90 Toni Markic, che ha militato nella massima serie finlandese, polacca e croata, e che in Italia ha giocato in serie C col Bisceglie, Viterbese e Foggia; alla domanda del perché ha scelto Siracusa, ha risposto di aver trovato un bel progetto e una squadra in grado, a suo dire, di vincere il campionato. Quindi Lorenzo Nardo (classe ’05), che l’anno scorso era nell’Enna e che ha disputato la finale play off proprio contro di noi, e Gabriele Scaletta del 2004. A chiudere la batteria dei difensori, un altro gaucho, per continuare una lunga e proficua tradizione di calciatori argentini nel Siracusa: si tratta di Joaquin Suhs, del ’95, in Italia dal 2019 e che conta ben 100 presenze in serie D.
Passando ai centrocampisti, il primo a sfilare sul prato verde è stato il giocatore che maggiormente ha infiammato la piazza all’annuncio del suo acquisto, per via del suo curriculum che conta numerose presenze in serie C, tanti campionati vinti in serie D, con l’aggiunta per di più della nomina di miglior centrocampista della D della passata stagione, e cioè Domenico Aliperta, classe 1990, che ha detto di aver scelto Siracusa perché rimasto impressionato dall’entusiasmo dei tifosi durante la fase finale della passata stagione, e di essere consapevole del cammino difficile ma importante intrapreso. La cerimonia è andata avanti con un altro giovanissimo, del 2004, proveniente dal settore giovanile della Spal, del Torino, del Sassuolo e del Palermo, e cioè Mattia Catanzaro; poi un altro siciliano doc, Stefano Currò (classe 2003), che l’anno scorso ha vinto la D nelle fila del Sestri Levante e che quest’anno si è avvicinato a casa; poi Carmelo Limonelli, anch’egli del 2003, che vanta oltre 50 presenze in serie D; e ancora il secondo superstite della trionfale scorsa stagione, e cioè Luca Palmisano, del ’97, di ruolo jolly del centrocampo, come si diceva una volta. Un altro argentino, che il Siracusa forse lo aveva nel destino, visto che sfoggia in bella vista un leone tatuato sul polpaccio e per di più ha un figlio che si chiama Léon: Leandro Teijo, che ha militato nella serie A slovena e lettone; un veterano, del ’91, Raffaele Vacca, che ha vinto un campionato col Messina, e che ha ricordato che, quando viveva lì, veniva spesso a passare le serate in Ortigia, che ha detto di adorare, felicissimo di poter finalmente vivere qui, in una città che di giorno in giorno gli piace sempre più tanto da sperare di far bene così da restarci il più a lungo possibile.
Per ultimo, il conduttore della serata ha chiamato a sfilare i cosiddetti bomber, coloro i quali possono fare sognare i tifosi coi loro gol. Il primo attaccante a spuntare dal tunnel del sottopassaggio è stato il siciliano, Giuliano Alma, del ’93, un ritorno in maglia azzurra, sicuro che quest’anno sarà ricco di soddisfazioni; un altro ex dell’Enna, che l’anno scorso spaventò i tifosi cogliendo una traversa nella finale giocata proprio contro di noi: “la cresta più famosa della serie D” (lo ha presentato D’Aquila), Pietro Arcidiacono, detto “Biccio” che alla domanda di come sarebbe andata se quel suo tiro fosse finito in rete, ha risposto che sarebbe venuto ugualmente a Siracusa, pronto a impegnarsi al massimo soprattutto per i tifosi che non hanno mancato di rispondergli subito con un boato di approvazione… prove pratiche di seduzione. Poi è stata la volta di Alessio Faella, del ’97, che l’anno scorso ha vinto il campionato di serie D con la Gebilson, famoso sui social perché nel ritiro allietava le serate dei compagni suonando la chitarra; quindi ha fatto ingresso in campo il primo colpo di mercato di quest’estate, e cioè Mimmo Maggio, campano doc, detto “bum bum” per la facilità con la quale va in gol, dato che vanta sul curriculum oltre 100 gol in D: un marcantonio di oltre 190 cm, felicissimo di essere finalmente arrivato in questa piazza così importante. Poi un altro predestinato, anche lui con un leone tatuato sulla mano. Un boato della curva ha preceduto l’ingresso in campo del capitano della squadra azzurra, Andrea Russotto, dell’88, che ha segnato con la maglia della Nazionale Under 21, conta presenze in serie A col Napoli, ha fatto poi tanta serie B e serie C e anche lui lo scorso anno ha vinto la D; queste le sue dichiarazioni: “Ho visto tanta ambizione e tanta voglia di far bene e questo mi ha convinto a fare questa scelta. Abbiamo bisogno di voi (indicando la curva), venite numerosi, sosteneteci sempre e ci toglieremo tante soddisfazioni”. Altro boato di approvazione guadagnato!
Dopo aver presentato tutti i giocatori che compongono la rosa della squadra, D’Aquila ha invitato ad entrare lo staff tecnico, composto da Aldo Musumeci, Carmine Giordano (ex bandiera e beniamino dei tifosi fino allo scorso anno), Lorenzo Mirabella, Paolo Interlando, Graziano Urso e il Mister Gaspare Cacciola, che – accompagnato dalle note di “Eye of the Tiger”, colonna sonora di Rocky, ringraziati i tifosi, ha detto: « È sempre emozionante sentire il calore della tifoseria, ed in particolare della curva Anna, e questa per noi è una grandissima responsabilità; conosciamo l’importanza di questa maglia e di questa piazza, stiamo lavorando con questi ragazzi da un mese e mezzo, stanno dando tanto, e non vediamo l’ora di arrivare alla prima di campionato, domenica prossima, e dare tutto per questi colori. Ringrazio la dirigenza per avermi messo a disposizione un gruppo di ragazzi seri e professionisti e sono pienamente convinto che daranno il massimo fino alla fine del campionato.» Dopo il tecnico, il conduttore ha presentato e ringraziato anche tutto lo staff sanitario, composto dal veterano dottor Mariano Caldarella, pluridecennale medico sportivo della società, coadiuvato dai medici Paolo Giaquinta, Gemi Fazzino, Simon Romano e Cesare Federico. Poi è stato presentato chi ha avuto il merito di comporre questa squadra, e cioè il Direttore Sportivo Salvo Castorina, il responsabile dell’Area Tecnica Alessandro Guglielmino e il Direttore del Settore Giovanile Christian Romano. Microfono dunque al Direttore Castorina, che ha ribadito che questa è una piazza importante e che merita tantissimo per poi dichiarare di essersi assunti questa responsabilità con la volontà di fare il meglio per questi colori. Guglielmino ha ribadito: «È per noi un grande orgoglio, un onore ma soprattutto una grande responsabilità rappresentare i colori della nostra città. Stiamo lavorando duramente da due mesi per cercare di farci trovare pronti per l’inizio del campionato e regalare ai nostri tifosi quanta più soddisfazione possibile e quanta più gioia e grazie al supporto del responsabile del settore giovanile, Christian Romano, stiamo cercando di valorizzare i giovani del nostro territorio e dare anche alla prima squadra qualche buon giocatore. Questo è l’obiettivo primario di quest’anno, e cioè valorizzare i giovani, soprattutto i siracusani e i ragazzi della nostra provincia».
Per ultimo, Matteo D’Aquila ha chiamato in rassegna le figure manageriali che costituiscono la società del Siracusa Calcio: il primo a sfilare non poteva non essere una bandiera, una leggenda per questi tifosi; adesso è passato dietro una scrivania, nel ruolo di Club Manager, stiamo parlando di Fernando Spinelli, poi il Team Manager Antonio Midolo, il consulente legale Avv. Mauro Di Natale, il Segretario Sportivo Giovanni Abela e lo slow Luca Parisi. L’ex Presidente, ora Amministratore Delegato Salvo Montagno, applaudito dai tifosi, ha dichiarato: «Insieme al Presidente, il dottor Ricci, abbiamo coronato un sogno, perché l’obiettivo primario era quello di riportare il Siracusa alle categorie che ci competono, ma soprattutto ci tenevamo a riempire lo stadio, con tanto di famiglie e bambini. E nel corso delle finali di playoff della passata stagione ci siamo riusciti, e questa è la mia più grande soddisfazione.» E dopo i ringraziamenti alla contabile Angela Corso, al responsabile delle attività sociali Mariano D’Aquila, al responsabile dell’immagine Angelo Micciulla, alla fotografa ufficiale Simona Amato, ai magazzinieri Gioachino Martinez e Peppe Mira, al responsabile commerciale Salvo Castagnino, al responsabile della biglietteria Rudi Miceli, al responsabile dell’ufficio stampa e comunicazione Massimo Leotta. Quindi è stata la volta dell’artefice di questa impresa, “colui che con tanto entusiasmo ha deciso di investire qui da noi e che quindi merita tutto il nostro supporto“, il Presidente Alessandro Ricci, che ha fatto il suo ingresso in campo a braccetto con il sindaco Francesco Italia, sciarpa azzurra al collo, e con l’assessore Pavano, accompagnati dai cori della curva ancora più calda.
Parola quindi al sindaco: «È la prima volta che indosso questa sciarpa dentro questo stadio perché ho detto sempre che l’avrei indossata solamente quando qualcuno avrebbe portato un progetto degno della nostra città. Ebbene, questa persona ce l’abbiamo qui, si chiama Alessandro Ricci e dobbiamo sostenerlo con tutta la nostra fiducia e col nostro supporto. La città di Siracusa, quando ci sono progetti seri e persone serie, ha il piacere di spendersi. Forza Siracusa e complimenti al Presidente» (altra ovazione dei tifosi).
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Al microfono il presidente Ricci: «Ringrazio Montagno, che due anni fa si è fatto carico di prendere una società sprofondata in Promozione, ha investito molto e il 29 luglio avevamo fatto una promessa, proprio in questo stadio, e cioè che avremmo vinto il campionato, e ci siamo riusciti. Invece quest’anno l’unica promessa che facciamo è quella di avere una squadra che possa divertire e farci divertire. Ringrazio anche i ragazzi della curva Anna, che nelle tre finali dei playoff dell’anno scorso ci hanno seguito in massa a Ercolano, a Enna e soprattutto per l’ultima, il 18 giugno, che – ricordo ancora – hanno preparato una coreografia da brividi, degna di palcoscenici superiori. E voglio chiudere con le parole col quale si è cominciata questa serata, e cioè programmazione ed equilibrio. Ringrazio il sindaco e l’amministrazione tutta, che si è messa a nostra disposizione, ribadendo che abbiamo insieme grandi idee e grandi progetti. E soprattutto (e qui sgancia la bomba, toccando un argomento caldo da sempre nell’ambiente azzurro) contiamo di poter inaugurare il nuovo stadio entro la fine del loro mandato, e cioè entro 5 anni, e detto questo in bocca al lupo a tutti i ragazzi e anche alle ragazze, visto la grande novità che vede ai nastri di partenza della stagione agonistica per la prima volta anche la squadra femminile, il che rappresenta un passo avanti per Siracusa e un altro successo di questa società». E nel dirlo ha abbracciato l’ad Salvo Montagno, stretto le mani al sindaco che ha voluto anche lui stringere la mano di tutti i giocatori ancora schierati nel cerchio del centrocampo. Tutto il gruppo si è poi avviato verso la curva per riceverne l’abbraccio, con tanto di fumogeni tra le note dell’inno ufficiale “Azzurro” nuovamente trasmesso dall’altoparlante. I tifosi all’unisono hanno intonato il coro “Vincere!” ed esposto un lungo striscione a caratteri azzurri su fondo bianco con la scritta: “Prossimo futuro, attaccamento e sentimento puro”, col rituale sventolio di bandiere e stendardi. La serata si è conclusa così, con tanti buoni propositi declamati e lanciati verso il cielo azzurro del De Simone.
Speriamo tutti che non vengano disattesi.

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