ROGHI: FATTI PREVISTI E PREVEDIBILI, PURTROPPO. CI SONO RESPONSABILITÀ PER LA MANCATA PREVENZIONE?

Roghi, alluvioni, frane non possono essere più definiti come avvenimenti eccezionali, calamità, emergenze, eventi episodici.  Negli ultimi anni il ripetersi di fenomeni climatici disastrosi si configura ormai se non come consuetudine di sicuro come prevedibile e previsto, annunciato e ipotizzabile dalle statistiche e dagli studi atmosferici. La tutela del territorio, quindi, dovrebbe apparire come azione primaria ed improrogabile da parte della politica a tutti i livelli eppure ogni volta bombe d’acqua, alluvioni, frane e roghi vengono commentati e affrontati come eventi straordinari e ingovernabili. Ogni alluvione sembra che sia la prima dopo secoli, ogni bosco andato in fumo sembra che sia il primo e inaspettato.

Le città si allagano, i boschi vanno in fumo, le montagne franano e la colpa è del fato? Solo una inevitabile disgrazia? Il clima sta cambiando e noi dobbiamo subirne le conseguenze inermi e passivamente? Possibile che non siano realizzabili azioni di prevenzione, di riduzione dei danni, di interventi efficaci? Se sì, chi ci deve pensare, chi deve governare e assumersi la responsabilità del fenomeni? A chi chiedere conto dei danni prodotti?

In Sicilia in particolare sembra che ogni fenomeno accada per puro caso, ogni volta si spendono fiumi di parole, di dichiarazioni di circostanza, si versano lacrime (di coccodrillo), si auspicano buoni propositi e poi di nuovo l’anno successivo è la stessa cosa. Come è possibile che non si parli di responsabilità, che nessuno le richieda e le accerti per gli anni passati, per quello in corso, per quelli futuri.

FATTI IMPREVISTI E IMPREVEDIBILI. Con queste parole il Presidente della Regione Renato Schifani ha definito il dramma che la Sicilia ha vissuto appena pochi giorni fa a seguito dei roghi sviluppatisi in varie Province (Palermo e Siracusa in particolare) che hanno devastato intere aree verdi di pregio, distrutto Beni culturali, aziende, civili abitazioni, fatto chiudere tratti autostradali, impedito la circolazione viaria, hanno costretto ad evacuare centinaia di residenti, causato morti di cittadini e di molte specie animali. IMPREVISTI E IMPREVEDIBILI. Ma è veramente così? Renato Schifani succede a Nello Musumeci, che per 5 anni ha governato la Regione (prima di diventare Ministro della Protezione Civile) e cosa ha fatto l’ex Presidente per evitare o ridurre i danni dei roghi – ahimè ormai diventati negli ultimi anni “strutturali”- ?

La Regione dispone di una flotta di Canadair? Si è dotata di strumenti digitali e tecnologici per individuare e monitorare gli inneschi (per es l’utilizzo di UAV – veicoli aerei senza pilota -, come già dimostrato nel Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate)? Ha messo in atto azioni di prevenzione come per es. quello realizzato in Basilicata con il Sistema Fire-Sat (rilevamento satellitare di temperature e inneschi) che ha notevolmente ridotto il numero di roghi e di danni in quella regione? Ha forse realizzato una Rete di collaborazione tra Regione, Province, Comuni, Corpo forestale, VVFF, Protezione Civile, associazioni, liberi cittadini? Ha istituito Piani di gestione dei parchi come, per es., quello realizzato dal prof. Tonino Perna nel Parco Nazionale dell’Aspromonte? Ha per caso redatto e approvato il Piano di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, come già in vigore in diverse regioni virtuose (Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Lombardia, Veneto, …)? Se sì quali risultati ha prodotto, quali obiettivi ha raggiunto? Se no, è possibile ipotizzare atti di omissioni? Incapacità? Inadempienze? Nessuno ne ha fatto riferimento, nessun Report sugli adempimenti di prevenzione è stato prodotto e nessuno lo ha richiesto. L’unica forma di dichiarazione in merito alle cause dei roghi ha riguardato l’eccessiva ondata di calore: FATTI IMPREVISTI E IMPREVEDIBILI.

Onestà e correttezza imporrebbero ai politici (specie con responsabilità di governo) di essere più credibili, più responsabili e trasparenti. Fatti che si ripetono ogni anno con incredibile puntualità nonostante le normative, gli allarmi, le denunce, gli appelli che nessuno raccoglie non dovrebbero avere dei responsabili?

Noi e non soltanto noi ci saremmo aspettati che si offrissero dati, notizie, numeri, fatti su cosa quanto, come, dove e quando chi avrebbe dovuto fare ha fatto o non ha fatto. Esistono norme, disposizioni, leggi, una fra tutte la n.353/2000 (Legge quadro in materia di incendi boschivi) che definisce in maniera chiara obiettivi, finalità, compiti e responsabilità stabilendo divieti, prescrizioni e sanzioni. E, tanto per fare un esempio, una di queste prescrizioni stabilite è quella che obbliga i Comuni a mappare i terreni incendiati in modo che, nei successivi  dieci anni, si possano vietare attività di pascolo, caccia e costruzioni. Come già da noi scritto in passato, è operativa? Viene applicata? Gli enti preposti la fanno rispettare? I Comuni hanno istituito i catasti dei terreni incendiati? Sono aggiornati? Quali comuni sono in regola e quali no? Sono stati fatti controlli? Comminate sanzioni?

Continuando per esempi, tra le varie disposizioni/obblighi ce n’è una, di competenza dei Comuni, che prevede la messa in sicurezza delle aree (il diserbo, la pulizia dei terreni pubblici e privati) Viene applicata?

Il Comune di Siracusa, andando sempre per esempi, ha emanato l’Ordinanza Sindacale n.8 del 10/05/2023 (Prevenzione e lotta attiva agli incendi. Obblighi e divieti per l’anno 2023) con la quale si indicano ai cittadini gli obblighi, i divieti, le azioni per mettere in sicurezza le aree e prevenire gli incendi. Dodici pagine di prescrizioni, disposizioni, avvertenze approvate, firmate e (riteniamo) pubblicate all’Albo Pretorio. Ma i singoli cittadini sono stati raggiunti e avvertiti? E (poiché i roghi si sono manifestati abbondantemente nonostante l’Ordinanza, vedi Villaggio Miano e altre aree) potrebbe il Comune di Siracusa dichiarare quali controlli, ha messo in pratica? Sono stati fatti sopralluoghi? Dove? A Chi? Quando? Sono state comminate multe? Quante? A chi? E nel caso nessuna azione di controllo fosse stata effettuata, sarebbero ipotizzabili responsabilità dirette? Oppure è sufficiente che i Sindaci dichiarino di aver emanato l’Ordinanza e successivamente di aver chiesto lo stato di calamità?

Perché nessuno chiede conto delle eventuali responsabilità? Perché la stampa main stream non ne fa cenno? Perché le associazioni e i cittadini non denunciano? Perché le Procure non indagano?

Non sarebbe “normale” per il cittadino, per gli organi di informazione, per gli eventuali inquirenti, pretendere di sapere dal Presidente della Regione, dal Prefetto, dal Commissario del Consorzio provinciale, dai sindaci cosa hanno fatto oltre a produrre carte? E quando a trasgredire sono gli enti pubblici (se non mettono in sicurezze le aree comunali e regionali) di chi è la responsabilità? Chi deve controllare? Chi deve sanzionare? Gli incendi (o le alluvioni) non si potevano prevedere? Non si potevano evitare o limitare?

Speriamo che, anche grazie ad una fattiva partecipazione cittadina, si mettano in atto iniziative che portino alla individuazione delle responsabilità, al rispetto delle norme e delle prescrizioni, a normali, definite e fconcrete opere di PREVENZIONE e che nel futuro prossimo non ci sia nessuno che cadendo dal pero possa impunemente dichiarare : FATTI IMPREVISTI ED IMPREVEDIBILI.

 

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