Incendio aeroporto, totalmente incapaci di affrontare il problema

L’aeroporto di Catania è nel caos, traffico ridotto con voli cancellati e dirottati dopo l’incendio del 17 luglio a causa di un cortocircuito di alcuni cavi in sovraccarico che ha portato alla chiusura del terminal A dell’aeroporto internazionale. Da 16 giorni non si è riusciti a risolvere un problema che richiedeva una soluzione in 48 ore.
Siamo alla follia, all’agonia, stiamo vivendo una tortura medievale nell’anno 2023, noi, siciliani, già devastati dagli incendi, il caldo asfissiante e la mancanza di acqua ed energia elettrica. Noi, siciliani, siamo veramente provati. Perché il problema riguarda noi in primis e dopo, solo dopo, i turisti che vengono a visitare la nostra terra. I nostri malati dei viaggi della speranza che hanno necessità di partire per le cure sono doppiamente feriti. I lavoratori che fanno spola e tornano nei week end, perché qui il lavoro non lo trovi facilmente. I nostri figli bloccati dai voli cancellati in un limbo che non li fa tornare o andare. Perché sì il problema è nostro prima che di ogni singolo turista che si immerge in questo disastro, lui andrà via noi resteremo in questa maledetta situazione. Anche l’aeroporto di Palermo è in tilt, sfiora un milione di passeggeri.

Perché la scelta di vivere in un’isola è personale, la scelta di restare è personale ma la Sicilia non è Alcatraz, non è un penitenziario di massima sicurezza. La Sicilia deve essere altro.
La Sicilia è un territorio che vive anche di turismo, ma non solo e noi cosa facciamo? Mandiamo in default l’indotto economico perché totalmente inadeguati a gestire un problema? O forse il problema è stato scoprire il vaso di Pandora e rendersi conto coralmente che questo territorio non ha autostrade terminate, non ha mezzi di trasporto, non ha treni veloci, non ha neanche le spiagge libere, non ha nulla da offrire se non l’ennesima boutade del ponte sullo stretto che dovrebbe collegarsi al nulla. La stampa nazionale dovrebbe quotidianamente martellare in prima pagina sul problema che riguarda tutti gli abitanti di una delle regioni più importanti d’Italia per mettere all’angolo un governo totalmente insensibile. La stampa estera in un una terra multietnica che accoglie un mondo intero dovrebbe indignarsi ancora di più. Se non ora quando?

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