Mi sento in obbligo di formulare alcune precisazioni a proposito della recente intervista del Sindaco Italia sulla “La Civetta” del 27 Giugno scorso. Intervengo a titolo esclusivamente personale, non rivestendo da tempo alcuna carica in “Lealtà e Condivisone”. Ma di tale Associazione, che considero un esito benigno della stagione del mio impegno politico in favore della Città, ero Presidente allorchè, se non erro nel Novembre del 2021, si verificò la rottura dell’ alleanza politica con il Sindaco, con conseguente fuoriuscita dalla Giunta dei due assessori presenti nella stessa in rappresentanza di Le& circostanza è vera ma incompleta. Nell’estate del 2021, allorchè si iniziò a discutere delle successive elezioni comunali, la posizione espressa dal nostro Presidente dell’ epoca Ezio Guglielmo, fu quella di lavorare per un’ampia convergenza di forze politiche del centro-sinistra previa intesa su un programma di governo da concordare, nel cui contesto individuare congiuntamente ed in secondo tempo, la persona del candidato sindaco. Tale posizione venne mantenuta quando, alcuni mesi dopo, personalmente subentrato nel frattempo nella rappresentanza di Lealtà e Condivisione, il Sindaco propose la questione della propria ricandidatura nel 2023, non oggetto del programma di governo concordato nel 2018 e mai avanzata in precedenza in via espressa. Nell’occasione abbiamo escluso una adesione incondizionata sul suo nominativo ribadendo, in linea con quanto deliberato dalla nostra Assemblea, la proposta formulata nell’estate precedente e rivendicando inoltre la necessità di dare compiuta attuazione alle intese programmatiche convenute nel 2018.
Il Sindaco nell’intervista nulla dice, a proposito dei confronti avuti, circa il fatto che nell’estate del 2021, data la sostanziale inutilità delle richieste verbali precedenti, avevamo presentato una ipotesi di delibera di Giunta, da me personalmente predisposta, finalizzata alla progettata redazione di un Regolamento comunale sulle attività di somministrazione di alimenti e bevande nel Centro Storico, ed annessi dehors, con provvisorio contestuale arresto, nelle more, e sulla falsariga di quanto operato in altre città (quale Firenze) del rilascio di nuove autorizzazioni. Al di là dei positivi propositi iniziali, era calato un silenzio assoluto su detta nostra proposta, che era però del tutto in linea con il programma del 2018 che prevedeva la limitazione di tale tipo di attività nel Centro Storico ed era stato a suo tempo espressamente approvato dal Sindaco. Il risultato è che abbiamo i tavolini dinanzi il Collegio, tanto per fare un esempio, ed accanto a molte chiese.
È questo il modo, o non dobbiamo tentare per quel che è possibile di diversificare nelle altre zone del territorio cittadino l’offerta turistica e quella di ristorazione, preservando quel che resta di un Centro Storico ingolfato oltre ogni limite? Di questo passo invece sarà presto una ristorazione continua, così come già tutto il resto di Ortigia, e resteranno coinvolti anche il Lungomare di Levante e la Graziella, zone sin qui rimaste in buona parte indenni. Ed ancora il sindaco nell’intervista nulla riferisce a proposito del fatto che la repentina richiesta di adesione alla propria candidatura, senza troppi se e troppi ma, avanzataci nel Novembre 2021, fu immediatamente successiva a quanto da noi nei giorni precedenti propostogli circa una ipotizzata ed autorevole sua richiesta al Presidente della Regione ed Assessorato Territorio ed Ambiente di immediata revoca degli atti di scioglimento del Consiglio Comunale, in esito alla nuova legge nel frattempo varata, peraltro ad iniziativa anche di LeC, con abrogazione delle causali che detto scioglimento avevano determinato. Tale proposta lo trovò invero tiepido, per usare un eufemismo, ed anzi palesò la propria contrarietà ad assumere alcun tipo di iniziativa, evidentemente ritenuta non di sua competenza.
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È in questa circostanza che ho potuto misurare in maniera chiara la diversa sua concezione politica rispetto alla mia ed a quella dell’ Associazione che all’epoca rappresentavo. Noi pensiamo che il Consiglio Comunale sia fondamentale per la vita democratica di una città, e non rileva neppure che tale Consiglio, cui compete fissare le direttive dell’ azione amministrativa comunale, possa esprimere una maggioranza contraria a quella della Giunta, come accaduto nello scorso quinquiennio e in maniera ancora più eclatante ripetutosi in questa tornata. A maggior ragione Sindaco ed Assessori devono esporsi alle critiche e richieste di chiarimenti dei Consiglieri, spiegare nell’ aula consiliare e dinanzi la Città le ragioni del loro operato, ed all’occorrenza rettificarlo. Altrimenti la dialettica politica diventa aspra in quanto fondata su congetture che non trovano adeguata risposta nella sede istituzionale, e comunque monca, fermo restando che nel contempo Sindaco e Giunta operano le proprie scelte senza di fatto controllo democratico da parte delle forze sociali e politiche della Città, neppure quando riguardano aspetti di grande impatto quale l’impiego dei fondi provenienti dal PNRR, come sostanzialmente avvenuto.
È vero che non fu per un atto del Sindaco, ma per via di erronee valutazioni e disguidi dei Consiglieri ed in forza di una legge ingiusta ed imprevedibile che il Consiglio venne sciolto. All’epoca come L&C non contestammo la circostanza che il Comune si costituisse nel giudizio proposto da alcuni degli ex consiglieri avverso tale scioglimento posto che erano stati impugnati anche atti di bilancio e che la Città, nel caso di accoglimento del ricorso, correva il rischio di ritrovarsi in una situazione finanziaria caotica, anche se personalmente avrei limitato le difese dell’Ente solo a quest’ ultimo aspetto. Ma, vinto il ricorso e cambiata la legge, perché non farsi promotore della richiesta di ripristino del Consiglio, mancando all’epoca ben oltre un anno e mezzo alle nuove elezioni? La domanda rimase nel vuoto ed invece, come riferito, fummo immediatamente dopo convocati, per esprimere l’assenso alla sua nuova candidatura che, nei termini in cui veniva posta, respingemmo senza tentennamenti, come riferito dal Sindaco nella intervista. Ma avremmo voluto continuare ad operare in Giunta, per assicurare l’attuazione del programma concordato nel 2018 ed il rispetto dei patti e degli impegni assunti nei confronti dei nostri elettori e della Città fino alla scadenza del mandato ovvero al 2023. Così non è stato, per volontà del Sindaco, che iniziò ad interloquire direttamente con i nostri assessori, intendendo rompere l’ alleanza politica con Lealtà e Condivisione, evidentemente ritenuta troppo petulante e foriera di intralcio rispetto alla sua visione politica e relative prospettive elettorali. A questo punto non potemmo che uscire dal governo della città, e con noi decisero di uscire anche i nostri assessori.
In conclusione, ho già fatto privatamente i miei auguri a Francesco Italia di ben operare nell’interesse della Città ed in questa sede li ribadisco. Ha un’occasione importante avendo conseguito un considerevole successo personale ed ottenuto la maggioranza dei consensi dei cittadini che sono andati a votare, sebbene invero pochi in termini percentuali. Ma le cose da cambiare, a mio avviso, nel quinquennio che viene, sono ben più di qualcosina ed implicano un radicale mutamento nell’approccio con tutte le forze politiche e sociali presenti nel territorio, per favorire in massimo grado il confronto democratico e la crescita civile della Città.
Auguro al Sindaco ed alla sua Giunta di saperlo fare.

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