Favola Industriale Blues con Alessio Di Modica al Sonica di Siracusa

Giovedì 18 maggio 2023 al Sonica di Siracusa è in programma Favola Industriale Blues diretto e interpretato da Alessio Di Modica. Come tutti gli spettacoli dell’estroso attore e regista di Augusta anche questo è prodotto da Area Teatro, qui con la coproduzione di ReCommon.  

 Alessio, “Favola Industriale Blues” è un nuovo spettacolo che riprende un tuo lavoro precedente del 2005. Da dove nasce l’idea, l’esigenza di attualizzarlo?

 Intanto il tema della devastazione ambientale dei territori purtroppo è sempre attuale. Quando nel 2005 realizzammo la prima versione di questo spettacolo, l’aspetto ambientale nel territorio del Siracusano era un tabù che, in un certo modo, abbiamo infranto attraverso il teatro. Oggi c’è una coscienza diversa e si parla maggiormente delle questioni ambientali, ma a volte troppo superficialmente. C’è anche più green washing e i padroni del clima spesso sono i padroni  delle nostre città in quanto finanziano, sostengono, dirigono l’opinione pubblica. Con Favola Industriale Blues come Area Teatro abbiamo deciso di aggiungere un altro pezzo del cerchio, cominciato nel 2021 riprendendo lo spettacolo sul G8 di Genova, e che si chiuderà con l’ultima produzione di quella che abbiamo chiamato “la trilogia del futuro” a settembre con un altro lavoro. Inoltre l’anno scorso era il centenario della nascita di Pasolini, e questo spettacolo è il nostro personale omaggio a lui e al suo Petrolio. Non è una motivazione che abbiamo sbandierato, però ci teniamo a dirla.

Gli effetti devastanti sull’ambiente e sulla salute delle popolazioni causati dal modello industriale imposto nel nostro territorio (e altrove), e la repressione violentissima e indiscriminata che si abbatté sul movimento che nel 2001 manifestò a Genova nei giorni del G8, per voi sono delle ferite ancora aperte? 

Sì, sono ferite ancora aperte perché in entrambi i casi ci sono aspetti irrisolti. Sembra che  molti, fortunatamente non tutti, rispetto ai fatti del G8 di Genova, ai temi che quel movimento portava avanti, e rispetto alla questione ambientale, abbiano messo la testa sotto la sabbia e abbiano preferito una finta verità. Che poi è stata la versione del potere che voleva criminalizzare i manifestanti no global perché portavano avanti temi che mettevano in discussione proprio quel potere. Oggi nei nostri territori questo modo di agire continua. Si criminalizza il pensiero critico e va avanti chi si adegua al peggio. Il potere industriale ed economico ha interesse che non si faccia tesoro della storia di quel movimento, che era figlio di altri movimenti. Quindi non riconoscerlo in termini di lotta crea persone senza radici e quindi senza forza, senza memoria, che non sanno leggere gli accadimenti. Persone così non sono di contrasto al potere ma funzionali.

Possiamo dire che per te, per Area Teatro la ricerca sul campo e il recupero di memorie, soprattutto negate o sminuite, è uno degli aspetti principali di un percorso artistico e culturale dal forte impegno civile e sociale?

Dal Duemila abbiamo intrapreso questo percorso teatrale che ci ha portato a trattare temi difficili, in particolare quelli che la narrazione ufficiale dei territori nasconde. Quindi ci tocca camminare nelle periferie della memoria per scoprire la storia muta, quella che si vuole seppellire. Siamo troppo artisti per i militanti e troppo militanti per gli artisti. Comunque da più di vent’anni siamo qui, sempre su temi caldi. E da come taluni reagiscono al nostro lavoro, significa che ciò che facciamo funziona.

 

Giovedì ti esibisci al  Sonica, uno spazio indipendente in una penuria di luoghi teatrali adeguati e idonei, a Siracusa come nel resto della provincia con poche eccezioni. Mentre in città continuano gli eterni tormentoni sull’utilizzo del teatro greco e su come fare funzionare davvero il rinato teatro comunale. Che idea ti sei fatto rispetto a queste difficoltà e situazioni?

Penso che a Siracusa tutto o quasi viene risucchiato in termini di fondi dagli spettacoli classici al teatro greco. Di certo finora non ci sono state possibilità e/o volontà per sviluppare altri tipi di progetti. Noi per diversi anni abbiamo realizzato un festival internazionale alla Pirrera di Melilli, pur fra tante difficoltà che alla fine hanno prevalso. L’impressione è che tutto sia confezionato per il turismo, quindi diventa complicato fare un discorso culturale rispetto al teatro, un discorso che esuli dall’intrattenimento. Il risultato è che il territorio siracusano rispetto ad altre provincie esprime un basso livello artistico che va a ricadere sulla creazione di spazi  adeguati. Con Sonica, essendo uno spazio indipendente come piace a noi, vorremmo realizzare assieme altre idee.

All’inizio dell’intervista hai accennato che stai lavorando a un altro spettacolo teatrale che sarà pronto a settembre. Puoi anticipare qualcosa?

Potrei rispondere con le ultime parole di Favola Industriale Blues ”Ancora tutto da scrivere”. Però posso aggiungere che lo stiamo preparando e che è basato su una storia che ho sentito quando avevo 16 anni. Una storia che da allora non mi ha mai abbandonato, che mi ha accompagnato, stimolato, ispirato. In un momento storico nel quale siamo circondati da artisti piccoli piccoli, per me è importante raccontare una vicenda che ha a che fare con il ruolo degli artisti nel proprio tempo. Una storia che, vi assicuro, sarà molto emozionante.

 

Favola Industriale Blues

Giovedì 18 maggio 2023, ore 20.30

Circolo Arci Sonica, via Von Platen 51 Siracusa

Ingresso € 10, ridotto € 8

Info e prenotazioni tel. 3384149595

Prevendita Libreria Zaratan

Corso Umberto Siracusa

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