IO, EGIDIO ORTISI E MARIO BLANCATO TRA I 200 VIP INVITATI ALLA CENA DI GALA DI FENDI

Mi è stato chiesto di commentare, credo polemicamente, la cena dei 200 Vip internazionali al Teatro comunale. Mi dispiace, ma non posso farlo per ragioni di buona creanza. Faccio parte, insieme a Mario Blancato e Egidio Ortisi, dei 200 ospiti e non sarebbe fine ricambiare un così gentile invito criticando la scelta del “ristorante”. Devo confessare che quando ho ricevuto l’invito sono rimasto di stucco e come me Egidio e Mario. Abbiamo poi appreso che, essendo Fendi un cultore della classicità greca ha insistito per aver al suo fianco due illustri ellenisti e avendo avuto ottime referenze su Blancato ed Ortisi li ha fatti invitare. Quanto a me, ho saputo riservatamente che a consigliare Fendi di invitarmi è stato il sindaco Italia, forse per evitare che montassi un casino sull’uso del teatro comunale come trattoria per gente famosa, dopo tutta la polemica sul Teatro greco come contenitore di spettacoli pop.

Dopo esserci consultati, io Mario ed Egidio abbiamo deciso di ringraziare per l’invito, ma di rifiutare educatamente. Non per superbia intellettuale o perché Blancato non si ritenga vip a Sortino e Ortisi a Floridia o io stesso nel mio condominio, ma semplicemente perché nessuno di noi tre ha l’abito di gala. E poi non avremmo saputo con quale posata cominciare tra tutte quelle a destra e a sinistra del piatto. Non solo, ma conoscendo Egidio non posso escludere che sarebbe stato capace di venire con i sandali, non avendo dimestichezza con queste serate. Quanto a Mario non mette una cravatta dal giorno del suo matrimonio, figurarsi il papillon di seta nera.

Mister Fendi non se la prenda, ma noi, fedeli all’insegnamento di Lenin, continuiamo a credere che una cuoca possa governare un Paese e non ci sembra coerente con i nostri convincimenti giovanili che cucini, oltre che per i 197 vip straricchi, anche per noi tre che abbracciammo la rivoluzione d’Ottobre come una limpida sorgente. Sappia però che le siamo sinceramente grati per aver scelto Siracusa come location per la sua moda, anche se pensiamo che i teatri andrebbero usati diversamente. Le auguriamo di cuore il successo che merita.

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