Il 22 aprile si celebra la Giornata mondiale della terra

Al di là delle celebrazioni più o meno riuscite, la dedica di un tema globale ad una data specifica, serve ad accrescere la conoscenza e la consapevolezza delle persone, ovunque esse risiedano.

Lo scorso anno all’interno di un convegno di Lealtà e Condivisione, tenutosi a Siracusa, il 4 maggio presso il Liceo Einaudi, si anticipò la problematica legata alla salute del suolo che è strettamente collegata al suo consumo ed al progressivo depauperamento.

Oltre alla strumentazione tecnica oggi disponibile si rende necessario che la politica si appropri della tematica proponendo nuove leggi orientate a salvare i suoli.

La strategia per il suolo messa in campo dall’Unione Europea, alla quale dovremo adeguare una proposta di legge nazionale, per il 2030 definisce un quadro e misure concrete per proteggere e ripristinare i suoli e garantire che siano utilizzati in modo sostenibile, prevedendo il raggiungimento di suoli sani entro il 2050.

In particolare si attende l’esito dell’esame, da parte della Commissione, della proposta di Legge Europea per la Salute del Suolo: la speranza è che questo fondamentale provvedimento veda la luce entro l’attuale legislatura UE, nonostante il contesto di crisi generalizzata.

La consultazione pubblica avviata dalla Commissione Europea in vista della proposta di legge si è conclusa il 24 ottobre 2022. Tra maggio ed agosto 2023 è prevista l’adozione di una Direttiva europea sulla Salute dei suoli che andrebbe ad integrare la legge sul ripristino della natura e a garantire le necessarie sinergie con le azioni europee di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

Attraverso il progetto europeo avviato nel 2021, SOIL4LIFE è stato elaborato il Manifesto del suolo, presentato a FAO, UNESCO e all’Unione Europea, che costituisce il documento di riferimento per la proposta di legge.

In sintesi i contenuti del manifesto sono:

1-Riconoscimento del suolo come bene comune, riconoscimento legale del suolo e dei microorganismi che lo generano.

2-Protezione del suolo che risponda ai principi etici di conservazione dei “suoli viventi”.

3- Monitoraggio dello stato dei suoli.

4-Riconoscimento di premialità e garanzia di reddito per gli agricoltori di piccola e media scala, comprese le comunità indigene e le agricolture contadine.

5- Sostegno agli agricoltori per la transizione verso metodi rigenerativi, biologici, senza prodotti chimici, naturali e sostenibili.

6- Fine ai sussidi dannosi perché calcolati su scala territoriale e/o quantitativa e premiare invece la buona gestione e la creazione di beni e servizi ecologici e sociali.

7-Riconoscimento, valorizzazione e protezione delle pratiche tradizionali e delle culture sostenibili basate sulla terra.

8– Adattamento urbano, rigenerazione e limitazione dei danni al suolo, attraverso il sostegno ad iniziative che trasformino le aree dismesse in spazi verdi, prevengano il consumo di suolo e rigenerino la permeabilità.

Le modalità con le quali si prevede di agire sono:

  • Sostegno a pratiche agricole sostenibili e rigenerative e supporto alle reti di agricoltori che vi si cimentano, per creare modelli di azienda che possano essere imitati ed estesi.
  • Garanzia di accesso alla terra coltivabile e ai pascoli per le comunità locali, per continuare a produrre il loro cibo e per fermare l’allontanamento forzato dei contadini dalle loro terre.
  • Fine dei sussidi ingiusti all’agricoltura industriale: chiediamo invece di sostenere i piccoli agricoltori con investimenti pubblici in servizi per le comunità rurali, come il trasporto collettivo, le scuole e i servizi sanitari.
  • Riduzione dell’uso di fertilizzanti agrochimici e pesticidi, e promozione di metodi di agricoltura biologica e agroecologica, che alimentino le biocenosi del suolo per mantenervi fertilità e controllo dei parassiti.
  • Sostegno alla cooperazione orizzontale e all’integrazione verticale nel sistema agroalimentare, al fine di aumentare il valore aggiunto della produzione agricola e la vitalità delle piccole imprese agricole, attraverso scambi diretti tra produttori e consumatori.
  • Limitazione rigorosa degli allevamenti intensivi che causano degrado, erosione e contaminazione degli ecosistemi del suolo. Ciascun allevamento, deve basarsi sulla capacità locale di produrre mangimi e foraggi, invece di importarne da Paesi Terzi i cui suoli vengono sovente degradati.
  • Uno sforzo globale da parte dei servizi sanitari nazionali per promuovere uno spostamento verso un minor consumo di carne e prodotti animali, promuovendo alternative ricche di proteine e rivelando le responsabilità della produzione concentrata e industrializzata di carne nel degrado dei suoli.
  • Applicazione di sistemi di etichettatura chiari per permettere ai consumatori di prendere decisioni informate su come viene coltivato il cibo che comprano.
  • Adozione di criteri di bonifica sostenibile e valutazione sito-specifica del rischio, per la gestione e il riutilizzo dei suoli contaminati.
  • Migliori ed estese caratterizzazioni per rilevare i livelli di contaminazione dei suoli esposti ad inquinamento, posti in prossimità di insediamenti industriali o su sedimi dismessi
  • Trasparenza e divulgazione dei livelli di tossicità nei suoli urbani, in particolare nelle aree con trascorsi industriali.
  • Limitazione e regolamentazione della quantità di cemento impiegato per estendere le aree di impermeabilizzate e soggette a sviluppo insediativo urbano, privilegiando sempre il mantenimento di superfici di suolo vivo, verde e permeabile.
  • Arresto definitivo della trasformazione dei suoli liberi in insediamenti urbani. Dare sempre priorità al riutilizzo delle aree dismesse e alla rigenerazione degli insediamenti abbandonati e sottoutilizzati.
  • Maggiore sostegno alla rigenerazione del suolo degradato per la creazione di aree verdi urbane e orti comunitari.

 

Ricordiamo che la nostra vita e il nostro benessere dipendono dalla preservazione di suoli sani e vivi.

Il tempo di ripristinare la nostra terra è adesso.

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