10 CANDIDATI SINDACO TRA DIVISIONI E MOLTIPLICAZIONI DI LISTE, SARÀ LA VOLTA DI UNA DONNA?

10 CANDIDATI. Almeno per quanto risulti ad oggi. Alcuni devono ancora raccogliere le firme necessarie (anche per diverse liste) e presentare ufficialmente liste e candidature. 10 CANDIDATI E 27 LISTE. Sempre se tutte quelle dichiarate e presenti con i simboli sotto le ‘immaginette’ del candidato Sindaco riescano poi a presentarsi regolarmente.
FERDINANDO MESSINA – 7 LISTE: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Movimento Popolare Autonomista, Democrazia Cristiana, Insieme, Laboratorio Civico, Siracusa Protagonista con Vinciullo.
FRANCESCO ITALIA – 4 LISTE: Francesco Italia Sindaco, Oltre, Noi per la Città, Siracusa più Verde.
GIANCARLO GAROZZO – 4 LISTE: Cantiere Siracusa, Fuori Sistema, Grande Siracusa, SiAmo Siracusa.
RENATA GIUNTA – 4 LISTE: Partito Democratico. M5S, Lealtà e Condivisione con Verdi e Sinistra, Renata Giunta Sindaca.
EDY BANDIERA – 2 LISTE: UDC, Edy Bandiera Sindaco.
ROBERTO TRIGILIO – 2 LISTE: Sicilia Vera De Luca, Sud chiama Nord De Luca.
MICHELE MANGIAFICO – 1 LISTA: Movimento Civico 4
ELINO ATTARDI – 1 LISTA: Cultura Sostenibilità Legalità
AZIZ (Abdelaziz Mouddih) – 1 LISTA: Vespri Siracusani
GIUSEPPE BIANCA – 1 LISTA: Siracusa al Futuro
10 CANDIDATI, 27 LISTE E CIRCA 800 CANDIDATI CONSIGLIERI (864 se le liste saranno 27 e se tutte si presenteranno al completo.
Questa attuale si caratterizza come una competizione divisiva ma moltiplicatrice. Diviso il Terzo Polo (spariti i simboli di Italia Viva e di Azione), a Siracusa da anni aveva anticipato l’esito nazionale. Divisa Forza Italia con lo strappo di Edy Bandiera (ex deputato e assessore regionale) che esce dal partito e decide di correre da solo. Diviso il Centro che con Officina Civica aveva raggruppato ben 6 liste e proposto sindaco Alfredo Foti ma subito frazionatosi tra Garozzo e Messina e con Mangiafico che corre da solo. Diviso il M5S che dall’exploit di 5 anni fa (gruppo più numeroso in Consiglio Comunale) ha frazionato le (ex) 5 Stelle che oggi concorrono in almeno 4 diverse coalizioni:  Moena Scala (SiAmo Siracusa) con Garozzo (ma l’ex grillina è ancora contigua con Dino Giarrusso, l’accusatore di Garozzo sul Sistema Siracusa?; Silvia Russoniello con Mangiafico; Roberto Trigilio con De Luca mentre il simbolo ufficiale si coalizza a Sinistra (con Ficara, Scerra, Gilistro) per Renata Giunta Sindaca. Frastagliate e poco incisive appaiono le altre liste civiche (Aziz, Attardi e Bianca) sempre se formalizzeranno le candidature. Divisioni che hanno prodotto la moltiplicazione di liste e candidati, infatti rispetto alle precedenti elezioni troviamo 3 candidati, 8 liste e circa 300 candidati consiglieri in più, un vero e proprio boom di partecipazione. Se si considerano le percentuali dei votanti alle ultime elezioni (poco più della metà degli aventi diritto) quest’anno la città potrà contare su 1 candidato ogni 80/85 elettori circa. Come dire uno ogni famiglia, ogni condominio.

MENO MALE CHE NON CI SONO PIÙ I CONSIGLI DI QUARTIERE (dal 2018 abrogati e Consiglio Comunale ridotto da 40 a 32 componenti) altrimenti avremmo avuto altri 1000/1300 ulteriori candidati, 1 ogni 40 elettori.


L’unica componente politica a presentarsi unita e compatta è, stranamente, quella di Sinistra, merito forse della candidata Renata Giunta, unica donna su 10, che obiettivamente rappresenta la sola apprezzabile vera novità, in questo panorama politico nebuloso e indistinto. Uno scenario sempre più troppo ingessato, legato a vecchie logiche e consorterie di padroni del consenso, con lo sguardo ancora rivolto all’indietro e al passato a difesa dei propri fortini che offre, a nostro parere, uno spettacolo poco entusiasmante e per niente appassionante.
A nostro modesto parere le candidature di Garozzo e Bandiera somigliano più un atto di ripicca, se non vendetta, che un’azione di servizio civico; quelle di Mangiafico (recidivo), Trigilio e Italia sembrano apparire come scelte individualiste per rispondere maggiormente ad una esigenza di affermazione personale;

Attardi, Aziz e Bianca paiono porgersi come scelte esibizioniste con una visione politica idealista ma autoreferenziale e dagli orizzonti limitati alla propria persona; la candidatura di Messina (per alcuni bookmakers la più forte e accreditata) è palesemente e dichiaratamente nelle mani di Riccardo Gennuso, neo deputato regionale di Rosolini figlio del più famoso Pippo noto per le sue vicende giudiziarie. Lo stesso Gennuso che, eletto forse per sbaglio alla vice presidenza della Commissione Regionale Antimafia si è poi dovuto dimettere da quella carica a furor di popolo in quanto ancora imputato (assieme al padre).

Una candidatura quindi imposta dall’alto, decisa a Palermo e benedetta oltre che dalla famiglia Gennuso da Totò Cuffaro (dalla storia politica già conosciuta) e da Renato Schifani, neo Presidente della Regione che ha finalmente trovato il tempo per visitare la nostra Città non per discutere delle questioni sociali, economiche, lavorative e dei problemi del territorio ma per sostenere il buon Ferdinando. Il perché di questo “affidamento” ai potenti di Palermo? Ci scuseranno i lettori se stentiamo a credere che sia una scelta dettata da decisioni politiche e visioni programmatiche quanto invece da scelte opportunistiche ed esigenze elettorali.
Rispetto a questo scenario la candidatura di Renata Giunta al popolo di sinistra appare come uno spiraglio di luce e una fiamma di speranza. Lei non è soltanto l’unica donna ma è anche la più giovane tra i candidati che può quindi rappresentare una vera e credibile proposta di cambiamento. Non molto conosciuta, forse, alla massa degli elettori ma in possesso di un curriculum professionale di tutto rispetto e di una eccellente militanza associativa e di impegno sociale (Agesci, Libera, Cooperazione Sociale). Una scelta, dunque, coraggiosa, oltre che innovativa. Probabilmente frutto dell’onda “Schlein” che ha riavvicinato alla politica e al PD molti delusi del passato, realtà giovanili e associative storicamente ostili, pezzi di società attivi nell’impegno civico. Merito anche di chi in lei ci ha creduto, tra tutti il senatore Antonio Nicita che assieme ad altri ha saputo tenere il confronto e arrivare ad una scelta condivisa dalla coalizione col M5S, L&C, Verdi e Sinistra.
La Giunta dovrà affrontare e superare almeno due handicap: il ritardo con cui è scesa in campo per la formazione delle liste e le ambiguità di alcuni esponenti del Partito Democratico. Si vocifera infatti che Cutrufo (ancora nel PD?) offra il suo sostegno elettorale ad altri candidati, mentre Nicolò Saetta, esponente del Movimento Idea lo stesso in cui milita il deputato PD Tiziano Spada, è candidato in una lista di Francesco Italia, lo stesso Saetta che in una nostra intervista si dichiarava esponente del centro sinistra e criticava l’operato dell’attuale sindaco, segno evidente di un lampante infantilismo politico. Se così fosse e non si risolvesse definitivamente il problema, il Sol dell’Avvenire per Siracusa è ancora lontano dal sorgere.

ELEZIONI PRECEDENTI:

2018: 7 candidati (Granata, Italia, Midolo, Moschella, Randazzo, Reale, Russoniello), 19 liste, circa 500 candidati consiglieri. Ballottaggio tra Reale e Italia. Affluenza primo turno 55,30%, ballottaggio 34,17%. 9 liste su 19 non superarono lo sbarramento del 5%. Al 1° turno Reale voti 20.087 (37,09%); Italia 10.626 (19,62%). Al Ballottaggio: Italia voti 18.210, Reale 16.153.

2013: 8 candidati (Garozzo, Reale, Bandiera, Ortisi, Briante, Pane, La Torre e Greco), 18 liste, circa 700 candidati consiglieri (per l’ultima volta Consiglio Comunale di 40 componenti). Al ballottaggio Reale e Garozzo). Votanti: 66% al 1° turno, 35% al 2° turno. Al ballottaggio: Garozzo voti 18.902; Reale 16.563

 

(FOTO TRATTE DA WEB, IN COPERTINA FOTO CARMELO MAIORCA)

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