Il 25 marzo scorso anche a Siracusa e ad Augusta è stato organizzato un flash mob del MISAAC volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sullo status degli operatori Asacom, di coloro cioè che nelle istituzioni scolastiche svolgono l’essenziale funzione di assistenza all’autonomia e comunicazione in favore degli alunni con disabilità, ai fini del loro diritto allo studio, all’istruzione e all’inclusione. La manifestazione ha avuto quale principale obiettivo quello di sostenere il DDL 236/2022 che prevede la internalizzazione di chi svolge questo servizio, sicuramente da considerarsi come obbligatorio ed universalistico, e su questo abbiamo intervistato l’avvocato Maurizio Benincasa, portavoce nazionale del MISAAC.
Avvocato Benincasa, vuole spiegare ai nostri lettori cos’è il Misaac che lei presiede e indicare qual è il ruolo degli Asacom nelle scuole, quali le differenze con la figura del docente di sostegno?
Il MISAAC è il Movimento Nazionale per la Internalizzazione e stabilizzazione degli assistenti all’Autonomia e Comunicazione, nato per supportare il DDL 236/2022. È costituito da famiglie, associazioni di famiglie, assistenti che in Italia a diverso titolo e funzione svolgono questa funzione assistenziale. Un movimento a-partitico e a-sindacale. La funzione degli assistenti è ben individuata dall’art. 13 e 12 della legge 104/1990. Gli assistenti supportano la didattica di sostegno e curriculare, senza sostituirsi ad essa, ma integrandola. Devono realizzare con il loro operato l’integrazione scolastica, dice l’art. 13 legge 104/1992 – oggi diciamo inclusione scolastica -, devono cioè, in sinergia con la funzione docente, supportare gli alunni negli apprendimenti, nella relazione, nella comunicazione e nella socializzazione secondo quanto affermato dall’art. 12, comma 3, della legge 104/1992.
Quanti sono e quali sono le condizioni degli Asacom a Siracusa e nella sua provincia?
Le condizioni lavorative degli Asacom di Siracusa non sono dissimili dal resto d’Italia. Lavoro precario, mesi estivi non pagati e lavoratrici e lavoratori messi in aspettativa; assenze per malattie non retribuite, chiusure di scuola non pagate, assenze degli alunni per molti giorni non pagati. Enti che erogano sempre minori ore di assistenza. Insomma un quadro molto simile ad altri territori. Non felice, certo.
Da qui, naturalmente, le ragioni della vostra mobilitazione.
Sì. La nostra mobilitazione è di sostegno al DDL 236/2022, che ha iniziato il suo iter parlamentare. Siamo un movimento fatto da migliaia di persone e con la mobilitazione rendiamo visibile il nostro incondizionato supporto al disegno di legge auspicando che, pur migliorato, sia approvato nel più breve tempo possibile e diventi legge. La proposta mira a ottenere un sistema inclusivo migliore, più adeguato e funzionale per gli alunni, le famiglie, gli assistenti. Abbiamo bisogno che non vi sia alcuna discriminazione tra alunni con disabilità che dipenda dal contesto territoriale di nascita.
Il responsabile del processo di inclusione scolastica degli alunni deve essere solo uno: la scuola, il Ministero dell’Istruzione e del merito. La campanella a settembre deve suonare per tutti gli alunni e non soltanto per alcuni. Le famiglie devono avere la garanzia che sin dal primo giorno di scuola i loro figli trovino gli assistenti come i docenti, da subito, e non come oggi avviene in molti contesti territoriali, ancora ad oggi, Comuni con zero o due ore di assistenza a settimana a partire tra l’altro da febbraio. Vi è bisogno, allo stesso tempo, di assistenti motivati, adeguatamente tutelati sotto il profilo retributivo dal CCNL del comparto scuola e di status giuridico, inseriti in pianta stabile all’interno del personale scolastico, in quanto sono professionisti scolastici, adeguatamente formati, che non lascino questo lavoro dopo qualche anno, come ormai accade da molto tempo, con danni enormi a carico degli alunni con disabilità
Quali i motivi allora che ostano all’approvazione della modifica della 104 da voi richiesta?
In realtà non dovrebbero essercene. Ad oggi per esempio, su otto organizzazioni sindacali udite, ben sette si sono dichiarate favorevoli. Il mondo del lavoro appare compatto. Quindi ogni giorno che passa sempre di più siamo ottimisti e fiduciosi che le forze politiche di maggioranza che sostengono questo DDL – auspichiamo anche di opposizione – possano approvare nel più breve tempo possibile una legge ormai improcrastinabile.
Si pensa a nuove iniziative per sensibilizzare istituzioni e cittadini alla problematica?
Il MISAAC è sempre in movimento. Da questo punto di vista dopo i due flash mob nazionali, riteniamo che la prossima iniziativa in presenza sarà la mobilitazione nazionale a Roma.

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