Istituto Comprensivo G. Verga: tra ‘dimensionamento’ e scuole-mostro. Una decisione irresponsabile

Nelle scorse settimane, in maniera sommessa, si è discusso del dimensionamento delle scuole della provincia di Siracusa e tra queste dell’I.C. Verga nel capoluogo, soppressa ed aggregata ad altre scuole già sovradimensionate, perché fuori dai parametri stabiliti per ottenere l’autonomia: un numero di alunni compreso fra i 500 e i 900.

Il recente Decreto Assessoriale della Regione Sicilia n.1351 del 29/07/2022, che dà indicazioni dei criteri a cui devono attenersi le Conferenze Provinciali (vedi nota in calce) nella predisposizione della proposta di ciascun Piano di Dimensionamento e razionalizzazione provinciale della rete scolastica e fa riferimento alla Legge Regionale n. 6/2000, dispone fra le altre cose che: – non saranno presi in considerazione Piani presentati senza rispettare le procedure previste dalla Legge Regionale citata (punto a dell’artico 1), – sarà assicurato l’equilibrio fra i settori degli Istituti comprensivi (punto c), – sarà tenuta in considerazione la distribuzione territoriale dei plessi in relazione al bacino di utenza (punto f), – sarà rispettata la territorialità (punto l).

Gli ultimi tre punti in passato non sono stati rispettati. Basti rilevare che a Siracusa l’I. C. Paolo Orsi con sede in piazza della Repubblica ha un plesso in via Svizzera distante circa 5 km; l’Archia ubicato al Villaggio Miano ha un plesso in via Calatabiano, zona S. Panagia, distante circa 10 km e altro ancora, plessi sottratti al Verga che ha l’utenza nella zona di S, Panagia a cui apparterrebbero appunto i plessi di via Calatabiano e via Svizzera citati.

La proposta di dimensionamento, frutto di tante teste pensanti che fanno parte della Conferenza Provinciale, è stata di lasciare l’I. C. Verga autonomo, malgrado sottodimensionato, affidandosi alla clemenza e alla decisione dell’Assessore Regionale all’Istruzione, clemenza che ovviamente non ci sarebbe mai stata come in effetti non c’è stata; e in alternativa il Piano B (???) di difficile comprensione, che comporta lo smembramento condiviso (ma da chi?) del Verga fra gli istituti comprensivi Martoglio, Chindemi e Raiti che fra l’altro appartiene ad altra zona, alla faccia della territorialità.

Come era facilmente intuibile, la decisione regionale è stata lo smembramento e come conseguenza il sovradimensionamento dei tre istituti il cui eccessivo numero di alunni fa sì che si generino situazioni incontrollabili dal punto di vista gestionale e della sicurezza, anche per la endemica carenza del personale ATA con il rischio che le nuove classi pollaio facciano incrementare i fenomeni di devianza minorile e criminalità giovanile.

Fino a questo momento il Verga, che opera in zona a rischio con caratteristiche economiche e socioculturali degradate, ha sempre fatto le veci di uno Stato per lo più assente. Non sono quindi in gioco solo posti di lavoro ma la funzione stessa della scuola come comunità educante: dimensionamento significa associare indistintamente plessi scolastici, sopprimere sedi amministrative e creare scuole mostro che non parlano alle persone, agli studenti, alle famiglie, ma sono la compilazione di un bilancio, di un rendiconto finanziario.

L’accorpamento della scuola la farebbe diventare un semplice plesso di altre scuole determinando la sua sparizione dal territorio e l’assenza di qualsiasi istituzione dello Stato. Naturalmente ci sarà sempre chi sosterrà che aggregare una scuola a un’altra non vuol dire sopprimerla ma la verità è che una scuola accorpata a un’altra è destinata a sparire.

A Siracusa ne abbiamo numerosi esempi: la scuola di via Algeri da circolo didattico corposo è ora un plesso con poche classi di scuola primaria, la scuola di via Catalabiano aveva un bacino di utenza che comprendeva tutta S. Panagia e ora ha solo 5 classi di scuola primaria, la scuola di Via Italia 105, centinaia di alunni, ora è sparita, o meglio l’edificio ancora esiste ed è utilizzato dal Comune come sede dell’Assessorato alle Politiche Sociali.

Eppure sarebbe semplice rendere il Verga autonomo, evitando così i problemi evidenziati. Sarebbe sufficiente riassegnarle i plessi citati in quanto ubicati nel territorio di sua competenza e ripristinare il parametro della territorialità come stabilito dalle norme.

L’Archia che attualmente ha 787 alunni con la riduzione dei 104 alunni del plesso Via Catalabiano arriverebbe a 683 alunni: autonomia garantita. Il Paolo Orsi che attualmente ha 762 alunni con la riduzione dei 52 alunni del plesso di via Svizzera si porterebbe a 710 alunni: autonomia garantita. Il Verga attualmente con 462 alunni con i 104 di via Calatabiano e i 52 di Via Svizzera raggiungerebbe i 618 alunni, abbondantemente dimensionato.

La scomparsa del Verga causerà inoltre la perdita di posti di lavoro, proprio ora che è il lavoro la vera emergenza del Paese: 1 Dirigente Scolastico (ex preside), 1 DSGA (ex segretario scolastico), almeno 2 docenti, oltre ad almeno 2 collaboratori scolastici ed 1 Assistente Amministrativo; un totale di ben 7 posti di lavoro per ogni scuola soppressa.

Bisogna finirla con chi vorrebbe scuole con un numero eccessivo di alunni come se fosse segno di prestigio e chiede al Comune nuovi plessi mentre esistono scuole che hanno già i locali disponibili.

Ci preoccupiamo della droga che circola in alcune scuole e non ci rendiamo conto che le scuole sovradimensionate non sono in grado di esercitare un efficace controllo degli alunni anche per la carenza del personale ATA?

Risulta infine inspiegabile, il voto favorevole allo scempio di una scuola da parte dei componenti della Conferenza che è composta da persone competenti di cui fanno parte anche genitori, personale ATA, Dirigenti Scolastici e Insegnanti, che sanno o dovrebbero sapere che ciò che è successo al Verga, domani, probabilmente già il prossimo anno, potrebbe succedere alle loro scuole.

Tra l’altro la Conferenza Provinciale di Organizzazione si è riunita e ha deciso prima della scadenza delle iscrizioni degli alunni alle scuole. Non conosceva i dati completi tant’è che alla scadenza il Verga aveva più di 500 iscritti. Per cui la decisione della Conferenza potrebbe essere quanto meno irregolare e conseguentemente non valida. Su questo punto Il Sindaco di Siracusa ha presentato ricorso alla Magistratura. A mio parere il Sindaco vincerà il ricorso ed il Verga, come è giusto che sia, riprenderà l’autonomia, in barba a chi lo voleva frantumare.

Invito i componenti della Conferenza Provinciale a dichiararsi. Così, se le Loro decisioni saranno infauste, com’è prevedibile, i cittadini delle zone danneggiate e gli aspiranti ad una supplenza sia docente che ATA l’anno prossimo troveranno meno posti a loro disposizione e sapranno chi ringraziare.

Spiego con degli esempi la perdita dei posti ATA e dei docenti con degli esempi:

-3 posti ATA (collaboratori scolastici e amministrativo)

Scuola X con 730 alunni = 4 amministrativi, 9 collaboratori scolastici,

Scuola Y con 340 alunni = 2 amministrativi, 5 collaboratori scolastici.

Totale 6 amministrativi e 14 collaboratori scolastici

accorpando le 2 scuole avremmo1070 alunni,

Totale 5 amministrativi e 12 collaboratori scolastici

Perdita di 3 posti ATA.

-2 posti docenti, considerando gli alunni iscritti alla prima classe

Scuola K con 40 alunni iscritti alla prima = 2 classi (tutte di 20 alunni),

Scuola Z con 100 alunni iscritti alla prima = 4 classi (tutte di 25 alunni),

Totale 6 classi

accorpando le 2 scuole avremmo 140 iscritti = 5 classi (tutte di 28 alunni),

Perdita di 1 classe che corrisponde ad almeno 2 cattedre (2 posti docente).

L’iter normativo (per saperne di più)

La Corte Costituzionale con la sentenza n. 147 del 7 giugno 2012, confermando un orientamento già affermato con sentenza n. 200/2009, ha ribadito come la materia del dimensionamento della rete scolastica sia ambito di spettanza regionale e segnatamente di competenza concorrente. A maggior ragione ciò vale per la Sicilia a Statuto Autonomo, per cui il dimensionamento delle istituzioni scolastiche è regolamentato dalla Legge Regionale n. 6 del 24/02/2000 che stabilisce, fra l’altro, che le istituzioni scolastiche, per acquisire o mantenere la personalità giuridica e quindi l’autonomia didattica, devono avere una popolazione scolastica, prevedibilmente stabile per 5 anni, compresa tra 500 e 900 alunni. Tale parametro è stato modificato da varie norme ma infine riportato all’origine.

Le Regioni, in attuazione delle norme statali e regionali in materia e in particolare dell’articolo 21 comma 4 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alla Regioni ed Enti Locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa), provvedono annualmente al dimensionamento sul territorio delle proprie reti scolastiche.

La Legge regionale n.6 del 24/2/2000, che stabilisce i criteri per la determinazione dei Piani Provinciali di dimensionamento e razionalizzazione, sancisce che il Presidente dell’Amministrazione Provinciali, e in sua assenza il sindaco del comune capoluogo, coinvolga  gli Enti Locali, i soggetti pubblici istituzionali, le associazioni professionali, di volontariato e sportive, nonché degli operatori economici sociali, quindi i Sindaci, i Dirigenti Scolastici, i Consigli d’Istituto, il CSP (Consiglio Scolastico Provinciale), i docenti, il personale ATA, i genitori e gli studenti (passaggio spesso non fatto) e poi organizzi una Conferenza Provinciale  per il dimensionamento delle scuole.

La Conferenza Provinciale è costituita da 18 membri: dal Presidente della Provincia Regionale o in sua assenza dal sindaco del comune capoluogo; dal sindaco del comune capoluogo; da 5 rappresentanti del personale Direttivo, Docente ed ATA nominati dal CSP; da un rappresentante dei genitori nominato dal CSP; da un rappresentante degli studenti; dal Dirigente dell’ATP (ex Provveditore); da 7 Sindaci.

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