“Ha un caratteraccio – è autoritario – non sente nessuno e decide tutto da solo – non ha spirito di squadra – ha attacchi di ira – non sente ragioni … “
Sarebbe questa l’analisi di alta politica da cui scaturirebbe il niet al dirigente scolastico Antonio Ferrarini, inopinatamente scaricato dal PD, dalla sua direzione ieri sera, come candidato sindaco, pur dopo che alcuni “decisori” del partito lo hanno incontrato ed espresso parole di apprezzamento.
Non una parola almeno sulle qualità professionali (visto che sarebbe assolutamente privo di quelle umane) di un proprio iscritto, che ha fatto parte della Commissione lavoro dello stesso partito, che sta modificando la storia dell’Istituto Industriale Enrico Fermi restituendogli nel sistema scolastico e formativo siracusano la centralità che merita, aprendo nuovi indirizzi di studio oggi indispensabili (la meccatronica, per esempio), favorendo progetti all’avanguardia per gli studenti, facendone un centro d’eccellenza aperto ai contatti internazionali.
Sarebbe utile che i capi corrente del PD (quelli che la neo segretaria Schlein ha detto di non volere più ma che sono duri a lasciare) mettessero sul piatto le ragioni ‘politiche’ che hanno impedito di confrontare gli ultimi due nomi rimasti in gioco a seguito dell’interlocuzione con le altre forze del centrosinistra, per decidere non chi prevalesse sull’altro per capacità qualità competenze (perché in questo caso si sarebbe probabilmente di fronte a un perfetto equilibrio) ma solo e unicamente per capire chi potesse avere maggiore forza attrattiva su un elettorato difficile e composito come quello siracusano, senz’altro superando quella contro retorica della “donna” trainante, del ‘se non ora quando’ che rischia di diventare stucchevole e superata se tradotta in refrain. Questo l’unico obiettivo che avrebbero tutti dovuto porsi a due mesi dalle amministrative.
Ma se si dà per certo che il Partito Democratico è ‘compagine’ (ma non lo è nei fatti!) di lunga navigazione, che conosce l’arte e le strategie della politica, che non è certo fatto di ingenui sprovveduti, allora è assolutamente doverosa una domanda: perché? Perché questo veto apodittico, uscito non dalla Direzione del Partito ma prima ancora da un incontro dei “capi corrente” determinati a votare contro la relazione del segretario cittadino Santino Romano, uno dei pochi, a nostro giudizio, a esprimere coerenza e correttezza. Lealtà, una parola ormai da irridere.
Una spiegazione potrebbe essere il fatto che le aspre critiche al carattere del Dirigente Scolastico non siano da intendersi come dato “umano” bensì proprio come fattore “politico”. Come gestire, ammorbidire, orientare, una persona che ha già dato prova di essere forte nei propri convincimenti quando questi mirino ai migliori risultati perseguibili per il bene di una comunità (oggi quella scolastica, domani quella cittadina)? Come pensare di poterlo piegare a compromessi, a cambi di rotta in corso di navigazione, se il patto sottoscritto con i propri elettori preveda tutt’altro? E chi, cosa, fa pensare ai “decisori” che nell’altra candidata, donna forte e determinata, potrebbero invece trovare una maggiore permeabilità? O è ancora nell’ombra il candidato perfetto?
Il PD ha negato al resto della coalizione un sereno confronto su questo terreno. Ha bruciato la candidatura del professor Ferrarini che verosimilmente non pensa di tornare in gioco con questi presupposti, almeno non in rappresentanza di tutti; forse, piuttosto, solo di chi dal primo momento ha sostenuto con convinzione e lealtà il suo nome apprezzandone i meriti oggettivi, quelli su cui non si è interrogato il PD.
Il PD dovrebbe avere il coraggio di fare un passo indietro, di tornare sulle sue vere decisioni, quelle sottese a un comunicato “notturno” (ma pronto da 24 ore e si dice frutto di altri accordi non dichiarati) che non osa neanche fare nomi tale ne è l’ambiguità. Ma dovrebbe prima dire se il niet a Ferrarini non sia frutto di altri accordi, di una diversa volontà che, per dirla con estrema chiarezza, intenderebbe confinare il Movimento 5 Stelle a una posizione marginale, in più dopo averlo mortificato, considerare men che niente gli altri gruppi politici e dare spazio alle non meglio definite “realtà civiche” che comunque tutti sanno essere quelle di Officina Civica lasciando nel limbo ogni considerazione sulle reali condizioni di governabilità (in caso di vittoria) senza quella coesione anche di programma che si stava cercando faticosamente di costruire.
Forse è proprio il caso che le forze giovani di questa città rompano gli indugi e diano un taglio netto a una rappresentanza politica che forse non ha più molto da dire e da proporre, che non vuole un reale cambiamento.
“Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario”.

Commenti recenti