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Atlandite di Andrea Purgatori, lotta alla mafia tra inchieste, analogie e depistaggi

MAURO ROSTAGNO, GIAN GIACOMO CIACCIO MONTALTO, PEPPINO IMPASTATO.

Mercoledí scorso la puntata di Atlantide – ottima trasmissione de La7, curata e condotta dal giornalista Andrea Purgatori – é cominciata occupandosi di Mattia Messina Denaro e della sua trentennale latitanza, per poi rievocare le storie di tre delitti di mafia “esemplari”: quello del sociologo e giornalista Mauro Rostagno ucciso, a 46 anni, il 26 settembre 1988 a Valderice, dove aveva fondato la comunità Saman che accoglieva giovani con problemi di tossicodipendenza; sempre a Valderice qualche anno prima, il 25 gennaio del 1983, era stato assassinato Gian Giacomo Ciaccio Montalto, magistrato della Procura di Trapani, aveva 41 anni; e di anni ne aveva 30 Peppino Impastato, quando venne ammazzato a Cinisi (Palermo) il 9 maggio del 1978. Tre delitti di mafia, contrassegnati da lunghe vicende processuali e con le condanne  di alcuni dei responsabili.

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Storie anche di tentativi di depistaggi, soprattutto nelle vicende di Rostagno e Impastato, oggetto entrambi di accuse false quanto infamanti da parte di rappresentanti delle istituzioni, nello specifico appartenenti all’Arma dei Carabinieri. Mauro Rostagno con la sua attività di giornalista d’inchiesta in un’emittente televisiva di Trapani; Peppino Impastato attraverso la satira di Radio Aut di Cinisi ma anche con attività di controinformazione; Gian Giacomo Ciaccio Montalto con le sue indagini giudiziarie, tutti diedero molto fastidio alle cosche mafiose che spadroneggiavano in quei territori: la famiglia Messina Denaro – il padre Francesco era il capo della cosca di Castelvetrano prima dell’ascesa del figlio Matteo; i boss del Trapanese Vincenzo Virga e Matiano Agate (condannati all’ergastolo, rispettivamente per il delitto Rostagno e per il delitto Ciaccio Montalto, con Agate pure Totò Riina, il “capo dei capi” dei Corleonesi con cui i clan trapanesi erano alleati. La storia di Peppino Impastato, quella della sua famiglia e l’altra del capo mafia Gaetano Badalamenti che ne ordinò l’omicidio, sono piú conosciute grazie al film “I 100″ passi”. Ma anche per questo capitolo la ricostruzione di “Atlantide” ha offerto motivi d’interesse, a cominciare dalle analogie –  depistaggi e non solo – con la storia di Mauro Rostagno. Della quale hanno parlato in studio il magistrato Calogero Gaetano Paci e il giornalista e scrittore Enrico Deaglio, amico di Mauro sin dai tempi della comune militanza in Lotta Continua. A chi interessa, l’intera puntata é registrata su You Tube.

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