Leggo su “La Sicilia” di Domenica 5 Febbraio un articolo-intervista di Lorenzo Magrì sulla vicenda dell’impianto indoor al campo-scuola Pippo Di Natale.
Mentre rimando alla mia nota precedente per le considerazioni al riguardo, mi preme sottolineare che Peppe Gibilisco è un carissimo ragazzo, con un’infanzia difficile e un percorso sportivo glorioso ma pure costellato di dubbi e insidie “autogenerate” (vedi profilo Wikipedia), e perciò merita tutta la nostra amicizia e solidarietà, che negli anni ho sempre cercato di riconoscergli. Purtroppo, e non è sua colpa, Peppe non riesce più a divincolarsi da una identità conquistata vent’anni fa, quella di esser stato un eccellente saltatore con l’asta, ma nulla di più. Silvio Lentini, il suo mentore e primo allenatore, avrebbe dovuto vivere trent’anni ancora per fargli capire che talune competenze non si acquisiscono piegando un palo in carbonio, ma occorrono anni di formazione specifica. Quindi, tra l’insegnare la tecnica del salto con l’asta per le onorabilissime Fiamme Gialle, e l’inventarsi oggi ideatore e coprogettista di impianti sportivi c’è una bella differenza.
In merito agli obiettivi di sviluppo turistico della città, tanto strombazzati, un giorno sì e l’altro pure, dal nostro amato Sindaco, vorrei fargli notare che questa gran quantità di atleti, questi plotoni che dovrebbero “svernare” a Siracusa, attratti a calamita dalle nostre favorevoli condizioni metereologiche, non sono come i fenicotteri che svernano all’oasi di Vendicari per loro antichissima e inveterata tradizione, ma abbisognano di stimoli veri, anche di natura economica, altrimenti se ne stanno a casa loro, dove un posto al coperto per allenarsi, di 50 o 100 metri, stia certo che lo trovano comunque.
Sento anche parlare di lanci: a mia memoria non esiste impianto, nell’intero mondo, che ospiti gare al coperto di lancio del disco, del martello o del giavellotto. Resta solo il lancio del peso, che abbisogna è vero di spazi più ristretti, ma che comunque, date le dimensioni della superficie incriminata, non consentirebbe l’utilizzo contemporaneo dell’impianto per i salti e le corse di velocità. E gli specialisti del mezzofondo e della marcia, dove li mettiamo? Mi correggano i tecnici del settore, quelli abbisognano di spazi ampi, erba, terra o asfalto ha poca importanza, ce li vediamo davvero che fanno le ripetute di 60 metri avanti e indietro, come neanche a Giochi senza frontiere?
A meno che, caro Sindaco, Peppe non abbia un rapporto preferenziale con “Mondo” Duplantis, l’acrobata svedese che, solo lui, al momento potrebbe fungere da carro trainante per la promozione di una certa parte di atletica, e riesca a farlo venire a casa nostra, notte in tenda e panino al prosciutto per pranzo. E con non più d’una cinquantina di siracusani sui tre gradoni dell’ex decrepito campetto di pallavolo ove dovrà allocarsi la modernissima struttura indoor. Tra l’altro, già da anni le federazioni di atletica di un’infinità di Paesi del mondo hanno capito che l’atletica-spettacolo, quella che, ad esempio, può essere identificata con il salto con l’asta, deve, quando ciò è possibile, trasferirsi in mezzo alla gente, anche nei centri storici, come pure nel nostro, purché non si parli della Piazza del Duomo, ove il decoro nel suo utilizzo è stato definitivamente affossato con la sua Amministrazione.
E visto che Ella è stata tirata in ballo, in questi stessi giorni, per la vicenda dell’utilizzo “vivace” del Teatro Greco, Le ricordo che il nostro caro Peppe è lo stesso che, vent’anni fa, subito dopo il bellissimo e clamoroso successo parigino del 2003, chiese pubblicamente alla sua città (vedi archivio de “La Sicilia”) di poter ospitare una sua esibizione proprio al Teatro Greco.
velodromo di Noto
A una trentina di chilometri da noi, senza bisogno di varcare il Rubicone per sbarcare in Padania, c’è un esempio cui potrebbe agganciare in futuro la sua attività di promotore di turismo sportivo. Nella città di Noto vi è, da tempo immemore, un velodromo ciclistico, il cui anello è stato per anni percorso felicemente da pistards che si rispondevano ai nomi di Maspes e Gaiardoni, di Bianchetto e Beghetto. Qualche tempo fa il Comune ha provveduto alla ristrutturazione complessiva dell’impianto, destinato a velodromo, senza commettere alcuna violazione di vincoli archeologici o architettonici, ed ha ospitato nei mesi appena trascorsi, la nazionale italiana, maschile e femminile, di ciclismo su pista e quella, ben più importante sotto il profilo socio-politico, della tormentata Ucraina.
Caro Sindaco, più volte in quest’ultimo quadriennio, ed anche prima, ho avuto occasione di criticare numerose sue scelte politiche, e confermo oggi ancora una volta il mio (e quello di tutti i “radicali” siracusani) giudizio ultra-negativo sul suo operato, espresso in numerose occasioni attraverso il quotidiano “Libertà, giudizio che ribadisco in tutto e per tutto anche in quest’occasione, in particolare quando afferma che “… appare tristemente paradossale aver cercato per l’ennesima volta di trasformare una pagina virtuosa di amministrazione, eccetera eccetera, in occasione di polemica e calunnia”, perché equipara, il mero e innocente utilizzo dell’esperienza per soluzioni alternative all’inadeguatezza di un impianto sportivo, alla calunnia, e spero che alle prossime amministrative possa essere sonoramente sconfitto, o almeno, se vincente, possa capire, una volta per tutte, che la politica è ancora un’attività seria, e come tale va trattata.
Enzo Pennone
(Vice-Presidente Comitato Provinciale F.I.D.A.L.)
(Radicali Italiani – + Europa)

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